domenica 25 Gennaio 2026

Pedullà distrugge il tandem Vivarini-Magalini: “Una sciagura. Scelta basata sui ricordi di Catanzaro, peggio di così è impossibile”

Il noto giornalista boccia senza appello l’operato del DS e del tecnico ex giallorossi dopo il KO contro le Aquile. “Affidarsi alla coppia dei tempi che furono è stato un azzardo perdente. Povero Bari”

Il blitz del Catanzaro al “San Nicola” non ha portato solo tre punti d’oro alla classifica delle Aquile, ma ha scoperchiato definitivamente il vaso di Pandora in casa Bari. Nel mirino della critica finiscono proprio i due grandi ex della sfida: il tecnico Vincenzo Vivarini e il direttore sportivo Giuseppe Magalini. A firmare un de profundis impietoso sulla gestione tecnica dei pugliesi è Alfredo Pedullà.

Il noto esperto di mercato, attraverso il suo sito e come riportato dal portale PianetaSerieB.it, ha analizzato il momento nerissimo dei galletti, definendo la scelta di ricomporre la coppia che fece le fortune del Catanzaro come un errore strategico imperdonabile.

Vivarini-Bari “minestra riscaldata”: l’errore di vivere di ricordi

Pedullà parte dall’origine del problema: la scelta di affidare la panchina a Vivarini dopo l’esonero di Caserta. Secondo il giornalista, la decisione non è stata frutto di un’analisi tecnica, ma di un amarcord pericoloso legato ai trascorsi in giallorosso. “Vincenzo Vivarini e il Bari: il giorno dell’annuncio abbiamo pensato e raccontato che sarebbe stata una mossa azzardata. Una minestra riscaldata figlia di un rapporto tra il direttore sportivo Magalini e l’allenatore conosciuto ai tempi di Catanzaro”.

L’affondo prosegue sottolineando come il blasone della piazza richiedesse altro: “Non si può decidere, in una piazza così prestigiosa, in base ai ricordi dei tempi che furono”. Inoltre, Pedullà ricorda il contesto difficile da cui proveniva il tecnico: “Vivarini, fresco reduce dall’esonero di Pescara, sarebbe tornato in una città dove aveva perso una finale playoff di Serie C, non proprio una passeggiata di salute”.

Il disastro dei risultati e l’attacco di Pedullà a Magalini

L’analisi si sposta poi sul campo, dove i numeri condannano il nuovo corso. Pedullà elenca impietosamente il ruolino di marcia: “Subito cinque schiaffi a Empoli, uno stentato pareggio a Castellammare di Stabia, il pari in rimonta contro il Pescara… il tonfo interno di ieri contro il Catanzaro”. Sulla qualità del calcio espresso, il giudizio è tranchant: “Non parliamo di gioco perché offenderemmo gli amanti del calcio”.

Ma le parole più dure sono riservate all’operato di Giuseppe Magalini, ritenuto il vero responsabile della situazione per aver voluto a tutti i costi il suo vecchio allenatore. “Povero Bari, ogni scelta è una disgrazia col senno del prima, non esiste peggiore cosa che affidare le chiavi a chi ha mandato l’auto a pochi passi dal burrone”.

La chiosa finale non lascia spazio a interpretazioni o speranze per il futuro immediato del progetto barese targato dagli ex Catanzaro: “Si può fare meglio? Peggio è impossibile, è difficile trovare squadra così incapace di proporre il minimo sindacale”.

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