Il centrocampista greco, ex Catanzaro, sta trascinando il Frosinone con numeri da top player: 6 gol e 3 assist. A “Cronache di Spogliatoio” racconta la sua rinascita con Alvini dopo il calvario dell’infortunio
Sabato allo “Stirpe” non sarà una partita qualunque. Tra le pieghe di Frosinone-Catanzaro si nasconde la storia di un talento cristallino che ha vestito il giallorosso solo per sei mesi, lasciando intravedere lampi di classe prima di salutare la compagnia. Ilias Koutsoupias, centrocampista classe 2001, è oggi una delle stelle assolute del Frosinone capolista in Serie B. I numeri della sua stagione parlano chiaro e fanno rumore: 6 gol e 3 assist messi a referto finora. Un rendimento che lo certifica come uno dei centrocampisti più dominanti del campionato e l’osservato speciale numero uno per la difesa di Aquilani.
Arrivato sui Tre Colli nell’estate del 2024, voluto fortemente dal DS Ciro Polito che lo aveva già apprezzato a Bari, il greco ha vissuto in Calabria una parentesi breve, prima del trasferimento in Ciociaria. Oggi, alla vigilia dell’incrocio con i suoi vecchi compagni, Koutsoupias si è messo a nudo in una lunga intervista concessa a Cronache di Spogliatoio, tracciando il bilancio di una carriera iniziata col viaggio dalla Grecia all’Italia nel lontano 2017, destinazione settore giovanile della Virtus Entella.
Un conto aperto con la Serie A
Dall’arrivo in panchina di Massimiliano Alvini in estate, Koutsoupias è diventato un punto fermo imprescindibile dello scacchiere giallazzurro. “Mister Alvini ha portato una ventata d’aria fresca. Avevamo voglia di rivalsa sia noi che lui”, ha dichiarato, sottolineando il feeling con il tecnico che lo ha rimesso al centro del villaggio.
E ora il sogno ha un nome preciso: Serie A. Con la massima serie, il greco ha un conto aperto già da qualche anno. Il pensiero corre a quel 2021, quando il salto sembrò cosa fatta: “Io ho sfiorato la Serie A nel 2021: mi voleva il Cagliari”. Un trasferimento saltato che ha lasciato scorie: “È ovvio che ci pensi, soprattutto nei primi tempi”. Ma con la maturità di oggi, la risposta è lucida: “Ma forse non ero pronto. Ora spero davvero di guadagnarmela sul campo”.
La caduta e la rinascita: “Mi è caduto il mondo addosso”
Il percorso di Ilias non è stato lineare. Ha girato l’Italia, ha lottato, ma la vera prova del fuoco è arrivata con l’infortunio. La rottura del crociato ai tempi del Bari è stata lo spartiacque doloroso che lo ha tenuto fuori per molto tempo: “Le cose stavano andando benissimo. Ma poi è arrivata questa mazzata. Mi è caduto il mondo addosso”.
È da quel baratro che è iniziata la risalita. Koutsoupias non si è limitato a recuperare il ginocchio, ha ricostruito l’atleta a 360 gradi: “Ho fatto uno step in più: ho cambiato nutrizione, modo di lavorare e recuperare. Mi ha migliorato come professionista”.
Testa e gambe: l’upgrade mentale
Oltre ai muscoli, il greco ha allenato la mente, svelando un retroscena accademico: “Ho iniziato a lavorare anche con un mental coach. Da lì mi sono iscritto alla facoltà di Psicologia all’università”. Una scelta che chiude il cerchio con le aspettative familiari: “Mia mamma ha sempre voluto che studiassi, poi è andata bene: il calcio era il mio piano A, B e C”.
Oggi quel piano A funziona a meraviglia. Koutsoupias è tornato a esprimere tutte le sue qualità e con la “magia” dei suoi piedi sta trascinando il Frosinone. Sabato, però, sulla strada dei suoi sogni ci sarà il Catanzaro. E conoscendo la “legge dell’ex”, Aquilani dovrà prestare massima attenzione a quel numero 8 che studia psicologia, segna come un attaccante e ha trasformato i rimpianti in benzina per la Serie A.
