domenica 25 Gennaio 2026

Massimo Mauro alza la voce a “Pressing”: “Il VAR? Voglio sentire l’audio sul corner di Frosinone-Catanzaro!”

L’ex calciatore e cuore giallorosso contesta in diretta tv la disparità di trattamento rispetto a Sampdoria-Avellino: “Se controllano 28 volte un ginocchio, perché non l’angolo inesistente costato il gol alle Aquile?”

Ci voleva un catanzarese verace, un uomo che quei colori li ha stampati sulla pelle, per portare la rabbia di un’intera città alla ribalta nazionale. Massimo Mauro, ospite fisso della trasmissione “Pressing” su Canale 5, si è reso protagonista di un intervento deciso e appassionato, puntando il dito contro le contraddizioni dell’utilizzo del VAR nell’ultima giornata di Serie B.

Mentre nello studio Mediaset si discuteva minuziosamente degli episodi di Sampdoria-Avellino, l’ex capitano giallorosso non ha perso l’occasione per difendere il “suo” Catanzaro, vittima di una direzione arbitrale a senso unico allo “Stirpe”.

Il paragone che brucia: 28 controlli contro il nulla

Il dibattito si era acceso attorno al rigore concesso in Sampdoria-Avellino, un episodio rivisto ossessivamente dal VAR Aureliano (“28 volte”, è stato sottolineato in studio) per un presunto tocco sul ginocchio. È stato in quel momento che la discussione è virata sulle Aquile.

Uno dei presenti ha lanciato la provocazione: “E allora devi fare vedere il Catanzaro, che gli hanno dato un calcio d’angolo inesistente da cui hanno preso gol“. Un assist perfetto per Massimo Mauro, che ha replicato con forza, pretendendo parità di trattamento: “Mi piacerebbe sentire il VAR di questa situazione… Anch’io, fra Frosinone e Catanzaro, voglio sentire il VAR!“.

La “battaglia” in studio contro lo scetticismo

La richiesta di Mauro, che ha evidenziato come l’angolo da cui è scaturito il gol di Monterisi fosse viziato da un errore di valutazione (e dalla gestione complessiva dell’arbitro Dionisi), si è scontrata con il muro dei conduttori. Alberto Brandi ha provato a smorzare i toni con un ironico: “Eeeeh! Vabbe’ adesso!”, mentre l’ex arbitro Graziano Cesari ha tentato di minimizzare l’accaduto.

Ma il messaggio di Mauro è arrivato forte e chiaro: non si possono usare due pesi e due misure. Se la tecnologia interviene (o non interviene) in modo chirurgico su certi campi, non può ignorare episodi macroscopici che condannano altre squadre. Una difesa d’ufficio che ha reso orgogliosi i tifosi del Catanzaro, felici di vedere le proprie ragioni gridate anche sui canali nazionali da chi non ha mai dimenticato le proprie radici.

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