Il nostro Tommaso Cassandro ha postato queste bellissime parole sul suo profilo Instagram. Riparte da qui l’analisi di Lello Fedele Talarico
Tantissimo rammarico. Tantissima consapevolezza. Tommaso Cassandro non poteva sintetizzare meglio di così, lo stato d’animo che agitava lo sterminato Popolo Giallorosso, durante e soprattutto dopo la gara di Frosinone. La più bella partita disputata dalla squadra quest’anno, nonostante il Catanzaro avesse già battuto il Modena fuori casa e al Ceravolo il Palermo, il Venezia e ultimamente anche il Cesena. Quindi uno score importante, contro le migliori di questo campionato.
Escludendo le trasferte assurde e sfortunate di Monza ed Empoli, dove si è perso per errore clamoroso di arbitro e Var (mancata espulsione a Monza di Birindelli che poi avrebbe fatto assist e gol vincenti) e dabbenaggine assoluta ad Empoli, contro una squadra inferiore e allora in palese difficoltà. Aggiungiamoci quella interna con il Padova, altra compagine palesemente inferiore, incontrata nel momento peggiore e omaggiata del rigore sbagliato da Iemmello.
Tre sconfitte assurde, potevano essere tranquillamente, tutte partite almeno pareggiate. Ma non era il Catanzaro di oggi, ancora portava con sé le incertezze del tecnico a trovare una quadra e il secondo tempo di Monza stava lì a dimostrarlo. Questo a prescindere dalla incredibile mancata espulsione di Birindelli che avrebbe sepolto poi qualsiasi altra considerazione, perché la sconfitta non si sarebbe verificata. E le stesse vittorie con Palermo e Venezia, furono strappate con i denti e la forza della volontà feroce di affermarsi, oltre ad una attenzione difensiva mai vista in precedenza. Poi il livello generale è radicalmente cresciuto, non solo nel gioco.
Una volta stabilite determinate gerarchie e messe da parte scelte discutibili quanto velleitarie, la squadra ha preso a macinare risultati, con 8 vittorie in 10 gare di cui cinque consecutive, prima della sfortunata ed ingiusta ultima sconfitta con la capolista. È stato un crescendo impetuoso, anche all’interno delle stesse vittorie. Quelle con Avellino in casa, a Bari e poi al Ceravolo con il Cesena, hanno certificato la suddetta crescita generale, da squadra interessante e con grande margine di miglioramento, a realtà importante e riconosciuta di questo campionato. E seppur diverse tra loro, sono state gare vinte con autorevolezza tattica evidente (Avellino e Cesena), giocando alla grande in palleggio e velocità (Bari).
E Frosinone? Ecco, ci rimettiamo al titolo, rincarando la dose: rammarico enorme, consapevolezza straordinaria. I numeri dicono tutto: primo calcio d’angolo della partita lo calcia il Catanzaro al minuto 40; primo calcio d’angolo del Frosinone al minuto 68 della ripresa. E ancora, prima e grande parata di Pigliacelli al minuto 70 del secondo tempo e precedentemente il Catanzaro aveva sfiorato quattro volte il gol. Tre con Iemmello ed un’altra clamorosamente con Pittarello. Poi l’espulsione, giusta perché causata da un intervento folle quanto inutile e in “regime” di var, da parte di Frosinini.
Ebbene, in inferiorità numerica sembrava esserci il Frosinone, tanta era la sicurezza della squadra in campo e l’assoluta convinzione nei propri mezzi. Il calcio è così, ti dà e ti toglie, questa volta ha tolto obiettivamente TROPPO. E il rammarico rimane grande, perché al mnt 80 il Frosinone, nonostante la superiorità numerica, brancolava ancora nel buio e solo grazie ad un calcio d’angolo inopinatamente invertito, nasce la sua immeritata vittoria. Ma cosa ha insegnato questa sconfitta? Tre cose fondamentali: sotto rete non si possono pettinare le bambole ma ci vuole tanta cattiveria; la percezione del pericolo deve essere sempre costante, soprattutto sui calci piazzati; gli interventi scomposti e inutili vanno eliminati.
Ha anche insegnato che, se sul campo della capolista si è imperversato in lungo e in largo, pur con alcuni limiti strutturali e nei dettagli, vuol dire che basterebbe poco a questa rosa per giocarsi almeno il terzo o quarto posto. E questo sarebbe un ulteriore step rispetto agli ultimi due anni. Che farebbe tutta la differenza del mondo!
