È un Ciro Polito senza filtri quello che si presenta in sala stampa per il bilancio di fine mercato. Il Direttore Sportivo del Catanzaro non si limita a elencare le operazioni, ma risponde punto su punto alle perplessità della piazza, difendendo con orgoglio la strategia della sostenibilità e del coraggio. Dalle voci sull’attaccante mancato alla gestione dei “malpancisti”, fino all’elogio per chi ha rifiutato offerte più ricche pur di restare in giallorosso. Ecco il Polito-pensiero, parola per parola.
“Tre buchi? Non servono salvatori della patria”
Il DS parte subito all’attacco rispondendo a chi lamentava mancanze strutturali (difensore, esterno, bomber) nella rosa. “Mi dite tre mancanze? Scusate, ma quando arriva un difensore esperto, a chi deve aspettare per giocare?”, esordisce Polito. “Non credo che questa squadra abbia bisogno di giocatori che vengano qui per risolvere i problemi. Abbiamo dei titolari fissi e chi entra deve sapere che c’è da lottare. Non vedo fenomeni in giro”.
Sulla sostituzione di Bettella con il giovane Fellipe Jack, la spiegazione è tecnica ed economica: “Bettella a tre giorni dalla gara ci ha detto che non si sentiva di giocare. Abbiamo portato un nazionale Under 20, un 2006. Il Catanzaro oggi deve avere sostenibilità ed equilibrio economico. Abbiamo portato un giocatore funzionale, uno dei giovani più promettenti, per aiutare gli altri. Qui non mancano giocatori”.
Il capitolo attacco: la verità su Gliozzi e i “costi inaccettabili”
Polito smonta con decisione la narrazione sul mancato arrivo di Ettore Gliozzi, definendo le voci circolate come prive di fondamento reale. “Chi dice che Gliozzi è saltato dice un’eresia”, tuona il direttore. “È un giocatore che ha rifiutato piazze importanti e vi dico che ha ingaggi veramente fuori dalla nostra portata. Se porto un giocatore che guadagna tre volte un Pontisso, un Petriccione o un Iemmello, poi qui non ci troviamo più. Bisogna saperle queste cose”.
E affonda il colpo sul mercato delle punte in Serie B: “In Italia stanno girando sempre gli stessi a costi inaccettabili. Ma i risultati, i bomber, dove stanno? Il bomber l’abbiamo noi. Abbiamo Iemmello che negli ultimi tre anni ha fatto 70 gol, tutti ci invidiano Pietro”. Su Koffi, arrivato al posto di Pandolfi: “Koffi è un giocatore che volevo portare a giugno. Mi stuzzica, mi piace provare a creare qualche giocatore. Se devo prendere per prendere, preferisco giocarmi una carta estera fresca, di 23 anni, che ha giocato in Europa”.
L’orgoglio di chi resta: “Pontisso e Cisse esempi veri”
I passaggi più emozionanti della conferenza riguardano i giocatori che hanno scelto Catanzaro nonostante le sirene di mercato. Su Simone Pontisso, Polito si scioglie: “Pontisso, e voi lo sapete, aveva lo Spezia pronto a mettere i soldi e il Benevento che faceva la corte. Ma è un giocatore, come Brighenti, che muore per questa maglia. Non ha mai bussato alla porta sapendo che aveva delle richieste, sapendo che io non li ho manco ascoltati. Se tu vuoi andare, io non dormo, ma chi resta qui deve avere l’orgoglio di lottare per questa gente”.
Retroscena importante anche su Cisse, venduto dal Verona al Milan ma rimasto in prestito: “Cisse aveva fatto tutto col PSV Eindhoven per andare subito. Ma il ragazzo e il suo agente mi hanno detto: ‘Ciro, farò di tutto per non crearvi disagio’. Anche col Milan, Cisse ha detto: ‘Preferisco finire il mio percorso a Catanzaro’. È stato un rischio anche per lui, ma ha voluto continuare a vestire i nostri colori”.
Oudin, i giovani e la risposta alle critiche
Infine, un’analisi lucida sulle uscite e sulle scommesse, come quella non vinta su Oudin: “Anche Oudin è stato utile a noi, ma non è andata bene. Perché se ne avesse avuto Oudin, magari in quel momento bruciavamo Liberali. Oudin ha giocato nel momento peggiore della squadra. Oggi Liberali è cresciuto ed è il giocatore più pronto”.
Polito chiude rivendicando la bontà del lavoro svolto, nonostante le critiche su un mercato ritenuto da alcuni “rischioso” per la linea verde: “Se avessimo preso giocatori per ‘accontentare’ la piazza i primi giorni, avremmo fatto un errore. Io non ho voluto toccare la squadra finché non ne ero sicuro. Ci sono stati mercati milionari in B a gennaio, ma fino ad oggi ho visto pochi frutti. Noi siamo soddisfatti di quello che abbiamo. Forse qualcosa di buono l’abbiamo fatto prima, se oggi possiamo permetterci di stare tranquilli”.
