Due reti stagionali, un minutaggio da stakanovista e una continuità di rendimento che lo ha consacrato tra i profili più intriganti dell’intero panorama cadetto. Costantino Favasuli non è più soltanto una piacevole sorpresa, ma un architrave inamovibile nello scacchiere tattico del Catanzaro. All’indomani dell’acuto decisivo siglato sul sintetico di Chiavari contro la Virtus Entella, l’esterno classe 2004 si è raccontato a tutto tondo ai microfoni di GianlucaDiMarzio.com, in un’intervista curata da Carlo Mignolli. Dalle radici reggine al legame professionale con mister Aquilani, fino alla gestione delle ambizioni: le parole del numero ventisette delineano il ritratto di un atleta maturo, consapevole del proprio status e visceralmente legato alla maglia che indossa.
L’intuizione tattica di Aquilani: dalla Fiorentina al Catanzaro
Dietro la deflagrazione tecnica e atletica di Favasuli c’è la mano, tutt’altro che invisibile, di Alberto Aquilani. Il tecnico romano, che lo aveva già sgrezzato nel settore giovanile della Fiorentina, rappresenta l’autentica chiave di volta nel percorso di crescita del ragazzo originario di Africo. “Conosco mister Aquilani dai tempi della Fiorentina, è stato lui a cambiare il mio ruolo”, ha svelato l’esterno, evidenziando come l’arretramento e l’allargamento sulla corsia laterale abbiano rappresentato uno spartiacque: “Mi ha cambiato la vita”.
L’approdo nel capoluogo calabrese non è stato dunque un azzardo di mercato, bensì la naturale evoluzione di un progetto tecnico fondato sulla reciproca stima. A Catanzaro, il laterale ha ammesso di aver trovato “fiducia, stimoli quotidiani e un allenatore che lo conosce a fondo”. Una combinazione di fattori che giustifica un dato statistico imponente: in questa Serie B, Favasuli è stato sempre impiegato, non saltando nemmeno una partita di campionato.
Il peso della maglia: senso di appartenenza e identità
Nel calcio contemporaneo, spesso dominato da logiche aziendali ed effimere, il fattore identitario rischia di scolorire. Non per Favasuli, che avverte quotidianamente il privilegio e l’onere di difendere i colori della propria terra. “Rappresentare la mia terra in Serie B è un orgoglio assoluto”, ha dichiarato con malcelata fierezza al portale di Gianluca Di Marzio.
Una motivazione intrinseca che si traduce, sul rettangolo verde, in quella feroce abnegazione tanto apprezzata dai gradoni del “Ceravolo”. Il classe 2004 ha inoltre inquadrato con estrema lucidità le gerarchie calcistiche regionali, caricandosi la squadra sulle spalle: “Catanzaro è la realtà calcistica più importante della regione e portarla sempre più in alto è una responsabilità che sento mia”.
Prospettive e ambizioni: il sogno passa dal “Ceravolo”
A quasi ventidue anni l’orizzonte professionale appare sconfinato, ma la gestione delle proprie ambizioni richiede un pragmatismo che Favasuli dimostra di possedere in abbondanza. Interrogato sugli obiettivi a lungo termine, non si è nascosto dietro frasi di circostanza: “Il mio sogno è arrivare in Serie A”.
Tuttavia, ha immediatamente ricalibrato il focus sul presente, blindando la centralità del progetto tecnico giallorosso: “La priorità è il Catanzaro. Darò tutto me stesso per crescere passo dopo passo e non avere rimpianti”. Parole che certificano un’avvenuta maturazione mentale, ancor prima che tattica. In un torneo logorante e selettivo come la cadetteria, l’US Catanzaro sa di poter fare affidamento su un motore inesauribile. Un propulsore che viaggia a pieni giri, alimentato dall’orgoglio di Calabria e guidato dalla sapienza del suo mentore.
