Per Monza-Catanzaro a fine gara, ci stanno benissimo una bella dose di zolfo e delle carezze più che meritate.
In base allo zolfo, un primo passaggio lo dedichiamo al tratto dopo Palermo. Da una parte di tifosi rosanero – non da tutti, perché la competenza esiste anche in terra del maggiore comune siciliano, anche se non riesce ad esaltarne la maggioranza – abbiamo ascoltato e letto una lunga specie di insulti.
Questo ci ha segnalato quanto il calcio italiano sia caduto in certe situazioni a livello nazionale. Quando una squadra che vince, il Catanzaro nel caso in specie, non viene rispettata, si assiste ad un pessimo esempio per il calcio italiano. Quando il calcio tende a cadere in basso in maniera così sprofondata, anche da parte della Nazionale e delle grandi istituzioni che rappresentano il calcio è assolutamente necessario compiere delle tristi ma obbligatorie riflessioni.
Un esempio del genere va sottolineato, analizzato nella colpevolezza e necessariamente risolto in modo sportivo dal punto di vista psicologico. Per salvare la faccia del calcio italiano, certi episodi non possono essere nascosti.
Nell’ambito dello zolfo dall’odore più che penetrante, dobbiamo quindi passare alla direzione di gara. All’arbitro Davide Massa di Imperia abbiamo collegato un rigore non concesso al Catanzaro nel primo tempo, del quale sono apparse le evidenti immagini, negate dal direttore di gara e per questo non riviste ovviamente per niente dal VAR. Agli arbitri, ormai, viene concesso l’estremo potere decisionale e a questo siamo quasi costretti ad inchinarci. Ma degna dei dubbi è stata un’azione molto pericolosa diretta verso l’area del Monza negli ultimi minuti ed annullata per motivi mai più verificati nel finale.
L’odore dello zolfo c’è stato, ma anche in occasione del gol fallito in modo clamoroso da Iemmello e che poteva portare a uno 0-3 in trasferta pronto per donare un successo stupendo.
E altrettanto fortissimo zolfo c’è stato negli errori gravissimi dei giallorossi che hanno concesso reti avversarie senza nessun rimedio o tentativo per impedirlo ai monzesi, liberissimi invece di segnare due gol comodi che hanno determinato in negativo la doppia segnatura finale del Monza. Errori gravi, che hanno dato addirittura le motivazioni per sottolineare una forza tecnica dei lombardi, in realtà molto poco evidente.
Ma ora passiamo alla carezza e all’affetto. Questi primi sentimenti vanno a una squadra giallorossa che al ritorno ha dominato per tutto l’incontro, rimontando i due gol e uscendo senza supplementari e neanche calci di rigore. La giustizia sportiva è stata negata e tanti sportivi italiani, appassionati di calcio ed assolutamente obiettivi, hanno evidenziato in maniera palese l’ingiustizia posta in essere da regolamenti assurdi che porgono la giustizia sul campo come un’ipotesi da cancellare assolutamente e da non essere mai presa in evidenza per nessun motivo al mondo.
L’ultimo caso di carezza ed affetto va inoltre attribuito al pubblico giallorosso, che ancora una volta ha dimostrato di essere unico ed imbattibile, in quanto presente in massa in ogni trasferta, oltre ad avere una capacità di tifo riconosciuta ed ammirata in quell’Italia appassionata leale di calcio ed estremamente obiettiva. Una realtà siciliana ed altre calabresi non sono in grado di ammettere – per maggioranza e mai nella titolarità- una modalità di tifo così efficace. I fatti parlano da soli e portano a considerare l’evidenza secondo la quale il Catanzaro merita tutto di più, ed anche la Serie A.
I fatti sono stati veri ed efficaci. Proprio per questo bisogna continuare e bisogna ripartire con gli stessi progetti e lo stesso entusiasmo. Ciò potrà succedere e noi tutti aspettiamo che ciò si ripeta, con i medesimi obiettivi.
