giovedì 26 Febbraio 2026

Cassandro si prende il Catanzaro: “Il ruolo di braccetto esalta le mie qualità. Aquilani un maestro, sogno di riprendermi la Serie A”

Il nuovo Catanzaro targato Alberto Aquilani viaggia a vele spiegate, sospinto da un’identità tattica cristallina e da interpreti capaci di esaltarne i principi in ogni zona del campo. Tra i protagonisti assoluti di questa ascesa spicca Tommaso Cassandro, cursore veneto che ha saputo reinventarsi fino a diventare il fulcro inaspettato della costruzione giallorossa. Ai microfoni del format Numbers & Voices targato Sofascore, il difensore ha analizzato la sua metamorfosi tattica, l’impatto del nuovo tecnico e le ambizioni di un gruppo che non vuole smettere di stupire. Un viaggio a tutto tondo, dai segreti del rettangolo verde agli studi manageriali, che rivela lo spessore di un professionista esemplare.

L’evoluzione tattica: la genesi del “braccetto” costruttore

La metamorfosi di Cassandro è senza dubbio uno dei capolavori stagionali dello staff tecnico giallorosso. Nato per spingere sulla fascia, il difensore si è scoperto un formidabile “braccetto” di destra, tanto da risultare il giocatore con più passaggi completati nel terzo offensivo secondo i dati Sofascore. Una trasformazione che il classe 2000 ha ripercorso con lucidità: “Inizialmente il direttore mi aveva preso per ricoprire questo ruolo, ma quando sono arrivato, a causa degli infortuni, il mister mi ha impiegato da quinto”.

La svolta è arrivata in un match cruciale: “Dalla partita con il Palermo, mi ha provato da braccetto e da lì in poi ho trovato spazio in quel ruolo”. È una veste tattica che calza a pennello al difensore, il quale non nasconde il suo entusiasmo: “Sono molto contento di giocare in questa posizione perché penso che rispecchi di più le mie qualità, rispetto al ruolo di quinto che richiede caratteristiche diverse. Riesco a interpretare entrambe le fasi, difensiva e offensiva”. Il merito è anche delle precise direttive di Aquilani, che “mi chiede sì di costruire, ma anche di accompagnare l’azione con inserimenti e scambi di posizione”.

L’effetto Aquilani e la maturazione psicologica del gruppo

Il volo delle Aquile non è stato privo di turbolenze iniziali. Nelle prime otto giornate (archiviate con sei pareggi e due sconfitte), l’ambiente esterno rumoreggiava, ma all’interno dello spogliatoio si gettavano le basi del successo attuale. “Penso che un periodo di ambientamento sia stato normale per tutti. Ci sono stati tanti cambiamenti, sia a livello di giocatori che di staff”, ha spiegato Cassandro. “Sia il gruppo che lo staff sono stati bravi a rimanere sereni e a continuare a credere nel proprio percorso calcistico. Ora stiamo raccogliendo quello che abbiamo seminato”.

L’architetto di questa consapevolezza è proprio Alberto Aquilani, che ha letteralmente stregato il difensore: “Mister Aquilani mi ha sorpreso moltissimo. Aveva un’identità ben precisa: costruzione dal basso e occupazione del campo che permette alla squadra di creare superiorità numerica”. Ma a fare la differenza è l’approccio quotidiano: “Mi sta colpendo molto la sua mentalità. Ci sprona ogni giorno a migliorare, la sua qualità migliore è quella di non accontentarsi mai. Nonostante la sua fama, continua a porsi nuovi obiettivi e a cercare una crescita costante. Per questo lo ammiro molto”.

Leadership silenziosa e una mente proiettata al futuro

Inserito nel Team of the Week di Sofascore e premiato come Player of the Week alla 18ª giornata, Cassandro resta con i piedi per terra, preferendo lo status di leader silenzioso. “Cerco di dare l’esempio in campo, soprattutto in allenamento. Penso che sia una delle mie qualità migliori”, ha affermato. “Credo che sacrificio e duro lavoro, alla lunga, ripaghino sempre. In allenamento cerco di far capire quanto sia importante il miglioramento individuale, a prescindere dalle scelte dell’allenatore”.

Questa dedizione certosina si riflette anche nella sua vita privata, ben lontana dagli stereotipi del calciatore medio. Amante della lettura (“amo le autobiografie dei grandi campioni dello sport, che hanno tutti in comune una grandissima ambizione”) e attento al bilanciamento psicofisico (“mi piace anche meditare e fare Pilates”), Cassandro sta già ponendo le basi per il post-carriera. Dopo la laurea magistrale in Sport Management, il difensore sta compiendo un ulteriore passo: “Sto frequentando il corso da direttore sportivo. La figura del direttore mi affascina molto e, avendo avuto dirigenti competenti e preparati, ho iniziato a pensare che possa essere un lavoro congeniale a me. Spero sia un’opzione futura, considerando che ho ancora 26 anni!”.

Lo sguardo all’orizzonte: il traguardo collettivo e la rivincita personale

Il Catanzaro ha ormai svestito i panni del cantiere aperto per indossare quelli della mina vagante del campionato cadetto. Il mix tra una “vecchia guardia che non si accontenta mai” e “un gruppo di giovani di grande talento” autorizza la piazza a cullare ambizioni importanti. Il ventiseienne non si nasconde: “Questa stagione vogliamo toglierci grandi soddisfazioni e cerchiamo di vincere ogni partita, consapevoli della nostra forza sia di squadra che individuale”.

E a livello intimo, la missione agonistica assume i contorni affascinanti di una grande rivincita sportiva. Il difensore ha le idee chiarissime su quale debba essere il traguardo finale del suo percorso in giallorosso: “A livello personale il mio obiettivo è crescere giorno dopo giorno e cercare di tornare in Serie A. A Lecce forse non sono riuscito a sfruttare pienamente l’occasione che si era creata e per questo oggi cerco di migliorarmi costantemente”. Un patto d’acciaio con se stesso e con l’ambiente catanzarese, pronto a spingere il suo “braccetto” costruttore verso i palcoscenici che merita.

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