Il pensiero di Antonio Ludovico | All’inferno e ritorno: il cuore del Catanzaro e la rivincita del “guerriero” Pittarello

Di Antonio Ludovico

Andata all’inferno e ritorno. Può essere sintetizzato così il 3-2 contro un coriaceo Empoli, una squadra nata e costruita per fare un campionato di vertice. Ma questo Catanzaro ha il cuore dei suoi Ultras, non demorde mai, tiene sempre il pallino del gioco e alla fine – in modo del tutto meritato – ottiene un’insperata vittoria. Che dire? Che le partite vanno giocate fino alla fine, che non bisogna mai mollare, che la vita ti può fare scivolare rovinosamente, ma se sei determinato ti rialzi e vinci.

Ed a proposito di determinazione, permettetemi di aprire una parentesi su un giocatore che non sempre ha goduto del totale apprezzamento da parte dei suoi sostenitori. Mi riferisco naturalmente a Filippo Pittarello, preso dal Cittadella e mai espressosi in cima ai tre colli come in queste ultime settimane. Eppure è uno che sputa l’anima, mette il cuore oltre l’ostacolo, fa salire la squadra come nessun altro, regala assist e – particolare da non sottovalutare – sa battere i rigori come un cecchino.

Ed allora, perché non affezionarsi a questo centravanti vero che sembra un guerriero armato di cappa e spada? Oggi ha letteralmente massacrato i difensori empolesi, li ha stesi con due gol importantissimi, ha confezionato due assist per Liberali prima e Cassandro dopo. Che pretendere di più?

Grande Filippo e, consentitemi, grande anche Cassandro (al suo personale terzo centro stagionale): due brutti anatroccoli che oggi sembrano sempre più dei cigni maestosi. Per la cronaca, consolidato il quinto posto per una compagine che continua a stupire. Aquilani è un treno che non vuole certo fermarsi ad un campionato di soli complimenti o pacche sulle spalle, ma credo voglia qualcosa di più. Vedremo. Forza Giallorossi.

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