Senza il capitano in campo non si è mai vinto nei due campionati di B, compreso il terzo in corso. Ma un Liberali più libero di svariare su tutto il fronte offensivo e più vicino alla porta, potrebbe fare la differenza. L’inserimento di Pompetti dall’inizio potrebbe affrancarlo da ripiegamenti difensivi
Il fattore Pietro Iemmello in questa squadra è determinante ed è del tutto superfluo affermarlo. Sin da quando è tornato nella sua città natale, si è capito chiaramente che sarebbe diventato imprescindibile. Ha voluto farlo con tutto se stesso ed ha sfatato da par suo, la legge/leggenda del Nemo Propheta in Patria, come mai nessuno prima e al suo livello, in questa città. I numeri, tra gol siglati e assist forniti ai compagni, li conosciamo tutti e sono impressionanti.
Da quando il Catanzaro è tornato in B non ha mai vinto con il suo capitano assente per l’intera gara e parliamo ormai di quasi tre interi campionati. In una sola partita, dove però ha giocato regolarmente tutto il primo tempo, la squadra si è imposta dopo che lui era uscito per infortunio all’intervallo, sostituito da Ambrosino al rientro in campo. Era la gara interna con il Pisa del nostro attuale Mister Aquilani. E fu proprio l’attaccante napoletano a sbloccare il risultato, poi fissato sul due a zero da Katseris.
Sempre in quella stagione, nella partita interna con l’Ascoli, il Capitano parte dalla panchina ed entra in campo ad inizio ripresa, sul risultato di 1 a 2 per gli ospiti. Partita ribaltata e gol decisivo proprio di Re Pietro sul finire. Ancora in quella stagione, non gioca ad Ascoli e si perde per 1 a 0, in casa con il Brescia e si perde per 2 a 3, infine fuori casa con la Reggiana dove si perde per 1 a 0. Nello scorso campionato, salta consecutivamente Salernitana in trasferta e Modena in casa: furono solo due pareggi, il primo indimenticabile per bruttezza. Poi non gioca a Cremona, in una giornata horror di Antonini e compagni si perde addirittura per 4 a 0. Quest’anno entra in campo a Mantova dopo l’intervallo e sul risultato di 1 a 0 per i virgiliani. Rimonta netta e vittoria per 1 a 3, pur senza suoi gol e assist. La sua incidenza, strepitosa per i numeri, risulta imprescindibile per personalita e capacità di guida in campo, sia tattica che caratteriale.
Oggi Mister Aquilani può sfatare tutto questo, perché vincere senza la vera anima giallorossa, sarebbe un’altra impresa stagionale di allenatore e calciatori. Si gioca contro un avversario di altissimo livello, per forza della rosa secondo solo al Venezia. Il loro gioco sulle fasce, con Birindelli assente e sostituito dal fortissimo Ciurria, sarà l’aspetto che Aquilani dovrà più d’ogni altro attenzionare. Paulo Azzi a sinistra è l’uomo decisivo dei brianzoli, un calciatore d’altra categoria che per fisico e progressione potrebbe essere affidato alle cure di Frosinini, con Cassandro in seconda battuta. Favasuli dovrebbe assumere una posizione più avanzata per tenerlo impegnato difensivamente. Non lasciare voragini per esaltare la progressione palla al piede di Azzi, sarà la vera chiave dell’incontro dal punto di vista difensivo. Sull’altra fascia opererà Ciurria, calciatore, come si diceva, sicuramente più offensivo dell’assente Birindelli.
E da quella parte, potrebbe esserci il rientro dell’ex D’ Alessandro, se le condizioni fisiche lo consentiranno. Ateimenti si potrebbe anche configurare lo spostamento di Favasuli a sinistra o dello stesso Frosinini, se il mister riterrà non operare significativi cambiamenti anti Azzi. A metà campo e nella zona offensiva, gente come Pessina, Obiang, il fortissimo Hernani e gli esperti ex milanisti Cutrone e Petagna, saranno avversari di non semplice gestione. Il Catanzaro dovrà, innanzi tutto, puntare sul proprio dna propositivo, non trascurando accorgimenti che possano arginare le loro micidiali e assai qualitative ripartenze. Ci aspettiamo il solito grande lavoro di Pittarello che dovrà essere sfruttato da un Liberali molto più offensivo e da un Favasuli molto più alto del solito.
Non trascureremmo neanche l’ipotesi di vedere finalmente Pompetti dall’inizio, perché rafforzerebbe molto il centrocampo, proiettando Mattia Liberali verso una partita da secondo attaccante potenziale. Un’ultima osservazione proprio su Liberali. Le ultime partite giocate con gli azzurrini, hanno evidenziato una sua predisposizione ad andare a far male anche a sinistra e non solo partendo sempre da destra a piede invertito, per favorirne la conclusione a rete. Scivolare alle spalle dell’esterno che occuperà quella posizione, lo porterebbe a poter operare assist e cross immediati con il suo fatato piede mancino.
Quindi, chi scrive, propone un Mattia Liberali più libero su tutto il fronte offensivo e non solo partendo dal centro destra. Potrebbe essere un’ arma in più e di difficile argine e lettura per gli avversari. Andiamo a sfatare il NO PIETRO NO PARTY. Sarà difficile, ma potrebbe essere lo stimolo VINCENTE per le competenze dell’allenatore e di tanti ragazzi, senza la guida in campo del loro MITICO CAPITANO.
