Juve Stabia-Catanzaro, Aquilani: “Nessun alibi per le assenze. E ora testa fino al 95′. Su Rispoli…”

Tre partite consecutive sfumate oltre il novantesimo minuto pesano come macigni sull’umore di uno spogliatoio. Il Catanzaro si ritrova a fare i conti con un cortocircuito emotivo evidente, proprio nel momento in cui il calendario impone l’incrocio ad alta tensione del “Menti”. Alla vigilia di Juve Stabia-Catanzaro, Alberto Aquilani analizza il momento della sua squadra attraverso i canali ufficiali del club. L’allenatore traccia la rotta per superare il momento di flessione, aggirando le insidie di un’infermeria sovraffollata e puntando i riflettori sull’approccio mentale. Nessun alibi. Serve una risposta di spessore sul campo per archiviare le scorie del pareggio casalingo contro il Modena e blindare l’alta classifica.

I fantasmi del recupero e la tenuta mentale

Il black-out sistematico nei minuti finali ha richiesto un intervento mirato in settimana. La tattica cede il passo alla psicologia quando le gambe tremano a un passo dal traguardo. Aquilani è intervenuto direttamente sulla testa dei suoi giocatori per estirpare l’ansia da risultato. «Abbiamo analizzato la partita, gli aspetti tecnici e tattici che possiamo e dobbiamo migliorare», ha spiegato il tecnico giallorosso. Lo sguardo si è concentrato sulle paure emerse nei recuperi. «Abbiamo affrontato anche il discorso psicologico e mentale, che in determinati momenti della partita e della stagione è fondamentale. Come sempre abbiamo fatto un’analisi completa».

Ad attendere la formazione calabrese c’è una compagine pronta a fare della foga agonistica la propria arma principale. Il diktat è reggere l’urto per l’intera durata della contesa. «Affrontiamo una squadra organizzata, una squadra intensa. Dovremo essere bravi a non abbassare il ritmo, a rimanere dentro la partita in tutte le situazioni che si presenteranno e a fare al meglio le nostre cose».

L’infermeria piena non intacca le certezze. Il pensiero di Aquilani

Le scelte di formazione si complicano maledettamente. La lista degli indisponibili certifica una carenza strutturale in ogni reparto. Simone Pontisso è fermato dal giudice sportivo, mentre i problemi fisici mettono fuori causa elementi del calibro di Pietro Iemmello, Jacopo Petriccione e Costantino Favasuli. Un’ecatombe che priva lo scacchiere di pedine centrali nello sviluppo del consueto palleggio.

La guida tecnica sceglie la via della serenità. L’assenza dei titolarissimi diventa un banco di prova per certificare il valore dell’intera rosa. «Ci capita da un po’ di avere infortuni o squalifiche, ma quando arrivi a fine stagione sono situazioni che possono starci», ha precisato l’allenatore. La fiducia nelle alternative resta assoluta. «Siamo pronti, come abbiamo dimostrato finora: questo è un gruppo importante, solido, che si fa trovare pronto e che crede in quello che fa».

La consacrazione tattica di Rispoli

Tra le pieghe del momento complesso spicca l’ascesa verticale di Fabio Rispoli. La prestazione fornita nell’ultimo turno ha rubato l’occhio, sublimata dal primo centro personale nel campionato cadetto. Un traguardo sfiorato in diverse occasioni passate e finalmente centrato. L’impatto del calciatore sta offrendo soluzioni duttili allo staff, ridisegnando le gerarchie interne. Il mister ne esalta la polivalenza. «Se gli individuassi un ruolo preciso come mediano o trequartista gli farei un torto, perché è un giocatore che può fare diverse cose all’interno del campo».

La rete contro gli emiliani rappresenta un trampolino di lancio per il rush finale. «Sono contento per la sua prima rete, perché ci era andato vicino tante volte. È un giocatore che ha anche gol nel suo repertorio: deve essere soddisfatto, ma capire che deve continuare a spingere e andare avanti così».

La trasferta in terra campana segna uno spartiacque per il prosieguo del torneo. Uscire indenni dalla morsa gialloblù, sopperendo a rotazioni ridotte all’osso, restituirebbe un’iniezione di fiducia letale a tutto l’ambiente. Blindare il quinto posto in ottica playoff richiede nervi saldi fino all’ultimo secondo di recupero. Il prato di Castellammare emetterà il verdetto definitivo sulla reale maturità del collettivo.

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