Tre minuti scarsi sul cronometro e il “Barbera” è già ammutolito dalla fame offensiva di Filippo Pittarello. Il Catanzaro azzanna la partita con una ferocia inattesa, illudendosi di poter sbancare la Sicilia in un antipasto dal sapore di playoff. I novanta minuti, dilatati da otto giri di lancette di recupero complessivi tra le due frazioni, restituiscono però un verdetto aspro. Il Palermo incassa i colpi, barcolla, ma alla fine ribalta lo svantaggio pescando il jolly dal dischetto nei minuti terminali. Una sconfitta per tre a due che non macchia il percorso di classifica della truppa di Aquilani, blindata al quinto posto, ma che offre un campionario sterminato di riflessioni tattiche sull’incapacità di gestire i momenti di rottura del match.
Avvio shock e la firma d’autore di Pittarello
L’approccio dei giallorossi è devastante. Corre il minuto numero 3 quando Magnani confeziona un clamoroso errore difensivo, spianando la strada a Pittarello. L’attaccante si presenta a tu per tu con Joronen e non perdona, sbloccando l’incontro. I padroni di casa sbandano pesantemente. Al 10′ Pigliacelli deve compiere un intervento di istinto puro, sventando una grande parata dopo un tentativo ravvicinato originato da una respinta. Il raddoppio sembra maturo al 15′, quando Oudin impegna severamente il portiere rosanero con un tiro da fuori area. Sul capovolgimento di fronte si materializza la doccia fredda. Il Palermo sfrutta immediatamente il contropiede e Johnsen firma il pareggio dell’uno a uno.
La gara si trasforma in un duello a ritmi insostenibili. Pompetti rischia il pasticcio al 19′, sfiorando il clamoroso autogol con un retropassaggio calibrato malissimo e scagliato con troppa forza verso il proprio estremo difensore. Le Aquile non arretrano il baricentro. Al 27′ Favasuli cerca la gloria personale con una conclusione da fuori area che termina a lato. È il prologo al nuovo vantaggio calabrese. Pittarello prima impegna Joronen con un’incursione all’interno dell’area di rigore al 31′, per poi colpire fatalmente un giro di lancette più tardi. L’attaccante scarica in rete una splendida esecuzione al volo, siglando la personale doppietta e riportando la squadra avanti sull’1-2. Il primo tempo, dopo un brivido per una palla sbrogliata in area dalla difesa catanzarese al 38′, va in archivio allo scoccare dei 2 minuti di recupero assegnati dal direttore di gara.
La sfortuna di Nuamah rianima i rosanero
La ripresa si apre con la mossa strategica della panchina locale. Augello fa il suo ingresso sul terreno di gioco rilevando Pierozzi, nel tentativo di riprendere il controllo delle operazioni. Il Catanzaro fatica a ritrovare le distanze feroci del primo tempo e l’episodio che scardina l’equilibrio mentale del match arriva al 54′. Una mischia confusa nell’area giallorossa si conclude con una carambola beffarda su Nuamah. L’involontaria deviazione del difensore inganna il proprio portiere, materializzando lo sfortunato autogol che riporta il tabellino sul due a due.
La reazione calabrese è furente ma imprecisa. Pontisso spreca una chance colossale appena due minuti dopo, mancando il tap-in vincente su una deviazione originata dall’ennesimo diagonale di Pittarello. Il Palermo fiuta l’odore del sangue e preme sull’acceleratore. Pigliacelli abbassa la saracinesca al 59′, opponendosi con una doppia parata fondamentale prima su Modesto e poi su Pohjanpalo, con quest’ultimo pescato in posizione di fuorigioco. Aquilani corre ai ripari estraendo dalla panchina forze fresche per tamponare le falle: al 61′ Alesi rileva un Nuamah in evidente debito d’ossigeno.
La morsa locale e il sigillo di Pohjanpalo
L’inerzia della sfida pende progressivamente verso i padroni di casa. Al 62′ un tiro da fuori di Di Francesco viene murato. Le sostituzioni ridisegnano gli schieramenti tattici. Entrano Bereszynski e Vasic per Bani e Gyasi nelle fila palermitane al 63′. Oudin sporca ancora i guantoni di Joronen al 67′, mentre il Palermo inserisce Peda per Magnani al 69′. Il tecnico giallorosso risponde mandando sul prato Koffi e Rispoli per Di Francesco e Oudin al 71′.
La pressione agonistica sfocia nell’episodio cardine agli sgoccioli del tempo regolamentare. Dopo una punizione dal limite battuta da Pontisso al 78′, la partita deflagra all’85’. Un fallo di mano di Frosinini richiama l’attenzione della postazione VAR, che decreta la massima punizione per i padroni di casa. Dal dischetto si presenta Pohjanpalo, un cecchino glaciale che all’86’ spiazza Pigliacelli decretando il ribaltone del 3-2. Gli ultimi tentativi tattici vedono gli ingressi di Bashi e Cassandro. L’arbitro concede 6 minuti di extratime. Il disperato assalto finale porta la firma di Pontisso, il cui tiro al 91′ si spegne di poco a lato, strozzando in gola l’urlo del pareggio.
Uscire a mani vuote da un confronto affrontato a viso aperto e condotto con intelligenza per lunghi tratti lascia scorie evitabili nell’umore dello spogliatoio. I ragazzi di Aquilani pagano a caro prezzo ingenuità individuali e una tenuta mentale precaria sotto l’onda d’urto avversaria. Convertire l’amarezza di questa sconfitta siciliana in cinismo puro sarà il compito nevralgico dello staff tecnico prima di varcare le porte senza ritorno dei playoff.
