Catanzaro, 50 anni dalla seconda promozione in Serie A: il 25 giugno festeggiamenti all’Auditorium Casalinuovo

Il 20 giugno 1976 segna uno spartiacque emotivo per un’intera generazione sportiva calabrese. Quel pomeriggio a Reggio Emilia, dodicimila anime giallorosse spinsero la squadra oltre i fantasmi del passato, cancellando l’amarezza per lo spareggio perso per 1-0 a Terni contro il Verona dodici mesi prima. Sotto la guida sapiente di Gianni Di Marzio, il Catanzaro piegò la Reggiana per 2-1 negli istanti finali, riconquistando il paradiso calcistico dopo quattro anni di attesa. A mezzo secolo esatto da quel trionfo, la città si mobilita. L’Associazione Catanzaro nel Pallone ha organizzato per il 25 giugno una celebrazione all’Auditorium G. Casalinuovo, dove sfileranno i protagonisti di un’impresa indimenticabile.

La cavalcata della formazione di Di Marzio

Il cammino verso la massima serie si rivelò ruvido e complesso. L’esordio stagionale a Bergamo si chiuse con una sconfitta contro l’Atalanta. La reazione del gruppo fu immediata e perentoria. Da quel momento, i ragazzi del presidente Nicola Ceravolo inanellarono 16 risultati utili consecutivi, dominando la prima frazione del torneo. Il girone di ritorno palesò una flessione fisiologica, costata il primato a vantaggio del Foggia. Le 8 vittorie conquistate nella seconda metà della stagione si rivelarono sufficienti per blindare la seconda piazza utile per il salto di categoria. Il tabellino finale certificò l’annata con 45 punti, frutto di 16 successi, 13 pareggi e 9 sconfitte.

Il blitz emiliano e il sigillo di Improta

L’epilogo si consumò negli ultimi, drammatici novanta minuti di campionato. La trasferta contro la Reggiana rappresentava un incrocio senza ritorno. Sugli spalti, un contingente di oltre 12.000 tifosi giunti dal Sud dettò i ritmi emotivi della contesa. A sbloccare l’equilibrio ci pensò il capocannoniere della rosa. Palanca, autore di 11 reti in campionato, superò il portiere avversario al 71′. Il pareggio dei padroni di casa minacciò di far riaffiorare i vecchi incubi sportivi, ma all’89′ fu Improta a siglare il colpo del definitivo 2-1. Quel guizzo finale spazzò via le paure, interrompendo un digiuno dalla massima serie che durava dal torneo 1971-1972.

Il ritorno in città dei miti giallorossi

Celebrare cinquant’anni di storia impone una cornice di altissimo profilo. L’appuntamento del 25 giugno all’Auditorium G. Casalinuovo riporterà nel capoluogo gli artefici di quella cavalcata. I tifosi avranno l’opportunità di riabbracciare i calciatori che composero un undici scolpito nella memoria collettiva della piazza: Pellizzaro, Ranieri, Silipo, Vichi, Banelli, Arbitrio, Braca, Improta, Michesi, Nemo e Palanca. Un momento di aggregazione necessario per trasmettere i valori di quella formazione alle nuove generazioni.

Ricordare le gesta del passato serve a cementare l’identità di una piazza calcistica affamata di grande calcio. Mentre l’attuale sodalizio programma le prossime mosse per consolidarsi ai vertici della cadetteria, il tributo agli eroi di mezzo secolo fa traccia un solco evidente. La solidità di quel gruppo storico dimostra che la progettualità societaria, unita alla spinta incondizionata della piazza, può piegare qualsiasi pronostico avverso. Le radici del calcio calabrese continuano a nutrire le ambizioni del presente.

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