Il fallimento mondiale imponeva una tabula rasa immediata e la ricerca disperata di nuove energie. La nuova Italia sperimentale, affidata alla sapiente guida di Silvio Baldini, riparte dallo Stade de Luxemburg con una preziosa vittoria per 0-1, firmata dall’incornata di Pio Esposito al 49′. Tra i volti di questa rinascita tecnica spicca indiscutibilmente il profilo di Costantino Favasuli. L’esterno destro del Catanzaro, lanciato titolare dal primo minuto nel pacchetto arretrato azzurro, ha disputato 67 minuti di altissimo profilo prima di lasciare il posto a Fortini. Una prestazione autorevole che certifica il brutale processo di maturazione vissuto in Calabria sotto la gestione di Alberto Aquilani. Il classe 2004 non ha tremato di fronte al peso del debutto assoluto. Ha trasferito sul palcoscenico internazionale la stessa spietata intensità ammirata al Ceravolo.
L’impatto sulla corsia e i numeri del dominio
La fascia destra ha trovato un padrone silenzioso ma costante per oltre un’ora di gioco. I telecronisti RAI, Alberto Rimedio e Lele Adani, hanno esaltato in diretta la prova del ragazzo esploso in maglia giallorossa, definendolo un autentico “treno” e sottolineandone l’indole agonistica “instancabile”. Le sensazioni visive trovano pieno e totale conforto nei freddi numeri della serata. I dati restituiscono la fotografia di un terzino straordinariamente lucido nella gestione del possesso: 50 palloni toccati e una percentuale di precisione nei passaggi che tocca un irreale 96%, frutto di 27 appoggi riusciti su 28 tentati. L’apporto offensivo si è concretizzato attraverso 4 cross, confermando una propensione naturale alla spinta che ha costretto la formazione guidata da Jeff Strasser ad abbassare vistosamente il proprio baricentro.
L’architettura tattica e le scelte di Baldini
Il commissario tecnico dell’Under 21 ha disegnato una squadra coraggiosa, slegata dalle vecchie gerarchie. Privata dei senatori, a eccezione del capitano Gianluigi Donnarumma, la selezione ha palesato un palleggio fluido. Il centrocampo orchestrato da Niccolò Pisilli ha fornito il necessario filtro, tanto che proprio il gioiello di proprietà della Roma ha sfiorato il raddoppio colpendo un clamoroso palo al 59′ su geniale intuizione di Luca Koleosho. In questo scacchiere, l’interpretazione del ruolo da parte dell’esterno calabrese ha garantito l’ampiezza indispensabile per disordinare il muro locale. L’intesa tattica con Fabio Chiarodia e Pietro Comuzzo sul centro-destra della linea a quattro è parsa sorprendentemente naturale fin dai primissimi istanti di gara.
La firma di Esposito e il finale di gestione
A spezzare il fragile equilibrio è bastata una singola fiammata in avvio di ripresa. Il calcio d’angolo calibrato da Pisilli ha trovato lo stacco aereo perentorio di Pio Esposito, rapace nell’insaccare la rete del definitivo vantaggio. Una marcatura vitale per iniettare fiducia immediata in un gruppo anagraficamente giovanissimo. La girandola delle sostituzioni iniziata puntualmente al 67′, che ha coinvolto anche lo stesso difensore giallorosso, ha fisiologicamente frammentato i ritmi della contesa. L’Italia ha saputo congelare il pallone sventando ogni velleità di rimonta avversaria fino al fischio di chiusura.
L’investitura azzurra eleva definitivamente lo status dell’ex talento viola nel panorama calcistico nazionale. Rientrare in sede con i galloni di debuttante in Nazionale maggiore impone ora una presa di responsabilità totale per il futuro prossimo. Il Catanzaro si ritrova tra le mani un capitale tecnico formidabile, pronto a confermarsi padrone assoluto dell’out di destra nel nuovo assalto ai vertici della cadetteria. Il fuoco agonistico visto in Lussemburgo rappresenta il carburante ideale per bruciare le tappe e puntare senza alcun timore all’olimpo del calcio italiano.
