Smaltire le scorie di una finale persa contro il Monza rappresenta lo scoglio più arduo. Il Catanzaro si ritrova a fare i conti con l’addio di Alberto Aquilani e la probabile separazione dal direttore generale Morganti. A tracciare la rotta per le Aquile ci ha pensato Nicola Binda. Intervenuto ai microfoni di Radio Ciak durante la trasmissione “Ciak & Goal” condotta da Lorenzo Fazio, il giornalista della Gazzetta dello Sport ha analizzato le insidie del prossimo torneo. Il messaggio recapitato in Calabria ruota attorno a un imperativo categorico: l’aspetto mentale farà la differenza.
La solidità societaria e la conferma di Polito
Il terremoto dietro le scrivanie della cadetteria ha parzialmente risparmiato il vertice tecnico calabrese. L’esperto di mercato ha ammesso la propria sorpresa per la permanenza del direttore sportivo, esaltando contemporaneamente il peso specifico della proprietà. «Obiettivamente pensavo che anche Polito fosse a rischio perché ha fatto sicuramente un ottimo lavoro in questi due anni a Catanzaro», ha dichiarato la firma della Rosea. «Alla fine, nonostante questo mercato dei direttori molto intenso e vivace, lui dovrebbe rimanere con il Presidente e dovranno pianificare la stagione. Evidentemente quello che conta è quello che c’è in cima alla piramide, conta la proprietà, una proprietà solida, forte che ha capito come muoversi».
Il rebus della panchina: “Nomi? È il Super Enalotto”
Sostituire la guida tecnica impone riflessioni attente, ma nessuna fretta. Sollecitato da Gigi Pallone sull’identikit del nuovo allenatore e sui rumors riguardanti Possanzini o Galloppa, il giornalista ha frenato seccamente le speculazioni in atto. «Fino a quando non si siedono a un tavolo il presidente Noto con Polito e non capiscono cosa fare, fare nomi è come giocare al Super Enalotto. Di sicuro l’allenatore avrà le caratteristiche di un giochista dal calcio propositivo come ha fatto Aquilani quest’anno, la squadra ha nel DNA quel tipo di calcio. Se adesso mi chiedete il Catanzaro con quale allenatore si è messo al tavolo per trattare, penso che anche Polito potrebbe confermarlo, direi nessuno».
L’ostacolo psicologico e le lusinghe del mercato
L’aspetto tattico passa tuttavia in secondo piano rispetto all’emergenza motivazionale. Perdere l’ultimo atto degli spareggi svuota i serbatoi emotivi dell’intero ambiente. Il monito lanciato in diretta non ammette repliche. «Fondamentale sarà resettare e ricominciare da zero. L’anno successivo bisogna riattivare le energie. Arrivano squadre che sono sconvolte, che sono con la testa altrove, spremuti che hanno dato il massimo e bisognerà rimotivarli e far sì che diano ancora il massimo un’altra volta, quindi sarà un lavoro molto psicologico quello che dovrà fare Polito, la società e il nuovo allenatore».
Ripetere le recenti parabole discendenti vissute da piazze blasonate rappresenta il rischio maggiore da disinnescare. «L’importante è capire che non sia scontato, perché non è che adesso a Catanzaro vi siete fatti la bocca buona. Tre volte è stato veramente un successo meritatissimo e clamoroso, ma bisogna stare sempre attenti perché avete capito anche voi che la Serie B è un campionato molto insidioso. Bisogna stare attenti a non replicare quello che è successo a La Spezia oppure a Bari».
Le strategie future ruoteranno attorno alla valorizzazione e alla difesa del patrimonio tecnico. Rispondendo alle curiosità sollevate in studio sui talenti giallorossi corteggiati dalle big, Binda ha delineato scenari complessi: «Trattenere i giocatori davanti ad un’offerta importante è sempre difficile. Il fatto che un ragazzo come Favasuli sia arrivato in Nazionale vuol dire che delle qualità ci sono, questo è un fiore all’occhiello per Catanzaro. Al Palermo e a Inzaghi Liberali piace tantissimo».
La scacchiera del prossimo torneo accoglie l’Ascoli, appena promosso dopo la sfida contro il Brescia. Il livello della competizione si alza vertiginosamente. La dirigenza ha il compito di costruire una macchina all’altezza delle aspettative generate nell’ultimo triennio. Ripartire a fari spenti e con idee lucide resta l’unica via per confermarsi stabilmente nell’élite del calcio cadetto.
