I motori dei mezzi d’opera hanno squarciato il silenzio della mattina sui tre colli, segnando l’avvio della transizione infrastrutturale più importante degli ultimi decenni per l’US Catanzaro. Le ruspe e le maestranze hanno preso possesso dello stadio Nicola Ceravolo per dare inizio allo smantellamento della storica tribuna coperta. L’apertura del cantiere, formalizzata attraverso il passaggio di consegne all’impresa Scuteri, traduce in azioni concrete un piano finanziario complessivo da 10 milioni di euro. La necessità di adeguare l’impianto cittadino agli standard del calcio d’élite accelera le manovre comunali. Si apre una corsa contro il tempo per limitare i disagi logistici in vista del prossimo torneo.
Stadio Ceravolo, il primo lotto operativo: fondi comunitari per la tribuna
La fase iniziale dell’intervento si concentra interamente sul settore della Tribuna Coperta, la cui fisionomia attuale verrà radicalmente modificata. Le attività di cantiere odierne riguardano il lotto funzionale finanziato attraverso lo stanziamento di 1 milione di euro derivante dai fondi Pnrr. I tecnici incaricati hanno avviato lo smontaggio completo della copertura esistente, una struttura divisa nelle sezioni est, ovest e centrale.
Le specifiche del progetto esecutivo prevedono la rimozione integrale dei vecchi pannelli e delle intelaiature di sostegno. Successivamente, le squadre di operai si concentreranno sul rifacimento ex novo della sola porzione centrale della struttura, una campata della lunghezza complessiva di circa 20 metri. La consegna formale delle aree operative all’impresa Scutieri consente di accelerare la rimozione dei materiali ferrosi prima dell’inizio delle opere murarie, destinate a restituire una fruizione moderna e sicura a un settore strategico del pubblico giallorosso.
Il maxi-finanziamento da nove milioni e la nuova Curva Capraro
I piani dell’amministrazione comunale si sviluppano lungo un doppio binario amministrativo, destinato a convergere per ottimizzare le tempistiche di esecuzione. Parallelamente alle ruspe attive in tribuna, gli uffici comunali gestiscono l’iter burocratico relativo al secondo lotto di lavori. Questa tranche principale beneficia di un investimento di circa 9 milioni di euro, una cifra stanziata per ridisegnare i flussi e i settori più caldi del tifo organizzato.
Il focus principale di questo secondo segmento riguarderà la totale demolizione e la successiva ricostruzione della Curva Massimo Capraro, che sorgerà a ridosso del rettangolo verde seguendo il modello degli stadi europei moderni. La nuova struttura permetterà di raggiungere una capienza fissa di 4.750 posti a sedere. All’interno dello stesso lotto finanziario rientrano la realizzazione della nuova copertura per la restante parte della tribuna e i complessi raccordi strutturali necessari per collegare in sicurezza i diversi settori dell’impianto cittadino.
La strategia dei cantieri paralleli per ridurre i tempi
La gestione della logistica rappresenta la vera sfida per la dirigenza giallorossa e per la ditta appaltatrice. L’amministrazione comunale intende far procedere in contemporanea i diversi lotti di intervento, forzando la coesistenza dei cantieri all’interno del perimetro del rettangolo di gioco.
L’obiettivo dichiarato è il rigido rispetto del cronoprogramma per ridurre al minimo i tempi di esecuzione e azzerare il rischio di una prolungata migrazione forzata della squadra in altri impianti. La sovrapposizione delle opere preliminari della ditta Scutieri con i futuri scavi per le fondazioni della curva richiederà un coordinamento logistico ferreo. I prossimi mesi estivi saranno decisivi per testare la tenuta del piano di riqualificazione, con la direzione sportiva che osserva l’evoluzione dei lavori per pianificare le prime gare interne della stagione.
La metamorfosi strutturale del Nicola Ceravolo dota finalmente la società delle infrastrutture necessarie per consolidare il brand aziendale e competere con i club più blasonati della categoria. Spetterà adesso alla precisione ingegneristica delle maestranze dimostrare che la provincia calabrese sa programmare il proprio futuro senza subire i cronici ritardi che storicamente affliggono le opere pubbliche meridionali. Il calcio moderno impone stadi confortevoli e sicuri per incrementare i ricavi da botteghino e migliorare l’esperienza dei sostenitori, trasformando il vecchio tempio di cemento in un’arena funzionale. Le Aquile si preparano a volare alto anche fuori dal campo, perché la grandezza di un club si misura dalla solidità delle sue fondamenta.
