Stasera il grande schermo incontra le ferite e la tenacia del campo. Nella cornice del Magna Graecia Film Festival, all’interno della rassegna “Sguardi di Calabria” ospitata al Teatro Comunale di Soverato dalle ore 19:30, andrà in scena la proiezione di “Rinascere dal dolore: il ritorno di Marco Pompetti”. Il documentario ufficiale firmato dall’US Catanzaro e diretto da Alfredo Capellupo trascende il racconto calcistico per trasformarsi in una parabola umana, ripercorrendo i mesi bui del centrocampista giallorosso dopo il grave infortunio subito a Dimaro Folgarida fino alla redenzione sul prato verde.
La rassegna di Soverato e la regia di Capellupo
La proiezione si inserisce nel blocco di cortometraggi dedicati alla Calabria insieme a “Golia Corvo” di Francesco Altomare, “La donna delle farfalle” di Luca Fortino e “Ultimo filo” di Diana Molè.
Il lavoro curato da Alfredo Capellupo, arricchito dalla post-produzione di Nicola Carvello, dal title design di Loris Loreti e dalla voce di Gianpaolo Negro, cattura il lato invisibile della riabilitazione.
«Ho sentito una botta fortissima. Mi son fatto male», ammette Marco Pompetti nel documentario, ricordando il contrasto del 26 luglio 2025 costatogli la frattura lievemente scomposta del terzo distale della tibia sinistra.
A confermare la gravità dell’accaduto sono le parole del capitano Pietro Iemmello:
«Vederlo così, sofferente, mi ha fatto capire subito che era grave. Marco non si rialzava. E non è da lui».
Dalla sofferenza al rientro: la forza del gruppo
La pellicola mostra l’intimità di una battaglia affrontata tra sessioni di fisioterapia e stabilometria quotidiana. L’apporto della fidanzata Alisia e la vicinanza dello spogliatoio hanno rappresentato l’àncora a cui aggrapparsi nei giorni più difficili.
Le testimonianze di compagni come Tommaso Cassandro, Matias Antonini, Filippo Pittarello e Bruno Verrengia restituiscono l’immagine di un gruppo unito, capace di sostenere il giocatore fino al rientro del 31 gennaio 2026 contro il Südtirol.
Il riscatto a Chiavari e il legame con la città
Il momento culminante della narrazione coincide con la trasferta del 21 febbraio 2026 a Chiavari. Il gol del definitivo 3-1 ha chiuso il cerchio di una rinascita voluta con rabbia e compostezza.
«Catanzaro mi ha fatto maturare come uomo e come professionista», confessa Marco Pompetti, ribadendo come la scelta di resistere resti l’unica risposta valida quando il calcio si ferma.
La proiezione a Soverato regala al pubblico una storia che supera i confini del rettangolo di gioco, trasformando la sfortuna in un patrimonio di maturità per la squadra.
