Dopo Turati, lo Spezia pensa ad Arditi. Ma Gorgone lo valuterà in ritiro

La ferita è ancora aperta. Il pasticcio Marco Turati si è chiuso formalmente con la dichiarazione di inefficacia del contratto da parte della Lega Serie B, ma la sostanza non cambia: il tecnico ha firmato un biennale con il Catanzaro, lo ha depositato, ha utilizzato l’incarico per accedere al corso UEFA Pro e poi ha scelto lo Spezia. Voltare pagina è necessario. Eppure il mercato, beffardo per definizione, rilancia subito un intreccio fra le due società. Perché adesso ai liguri piace Gabriel Arditi, centravanti classe 2006 di proprietà giallorossa. Proprio un ragazzo che Turati ha allenato a Siracusa e che conosce fin troppo bene.

Gorgone vuole vederlo da vicino

Prima di qualsiasi decisione, la parola passa al campo. Giorgio Gorgone ha già comunicato alla dirigenza l’intenzione di valutare Arditi personalmente durante il ritiro estivo. Un passaggio obbligato, che risponde a una logica duplice: da un lato capire se il ragazzo può rientrare nei piani tecnici immediati, dall’altro evitare di lasciar partire un giovane che il nuovo corso potrebbe rilanciare. Il classe 2006 ha due anni di contratto con il Catanzaro. La società non ha fretta. E Gorgone, noto per non guardare la carta d’identità quando valuta un giocatore, vuole toccare con mano prima di dare un via libera.

Gabriel Arditi: Un profilo da seguire

Guido Angelozzi, direttore sportivo dello Spezia, sta cercando uno o due centravanti per completare il reparto offensivo. Il primo obiettivo è un attaccante esperto, capace di spostare da solo gli equilibri nella terza serie. Un profilo che richiederà uno sforzo economico significativo da parte del patron Tom Roberts. Il secondo nome, eventuale, risponde a caratteristiche opposte: giovane, di prospettiva, da far crescere con calma. È in questo slot che si inserisce Arditi.

Diciannove anni, seconda punta di ruolo, fisico importante che gli consente di adattarsi con buoni risultati anche da centravanti puro. La scorsa stagione, la sua prima vera annata tra i professionisti, lo ha visto protagonista con la maglia del Siracusa agli ordini di Turati. Numeri interessanti per un esordiente: 16 presenze, 4 gol, 2 assist, per un totale di 981 minuti trascorsi sul terreno di gioco. Un bottino che va letto nella giusta prospettiva: non stiamo parlando di un attaccante abituato alla categoria, ma di un classe 2006 appena uscito dal vivaio.

Prima del prestito in Sicilia, Arditi aveva lasciato il segno anche con la Primavera del Catanzaro: 8 partite e 4 gol nel torneo di Primavera 2 in mezza stagione. Il curriculum precedente racconta di esperienze nel settore giovanile del Parma Under 18 (30 presenze e 5 gol) e dell’Under 17 della Reggina (23 presenze, 5 gol, 2 assist). Numeri che fotografano un attaccante abituato a trovare la via della rete con una certa regolarità, indipendentemente dalla categoria.

Turati, l’ombra dietro l’affare

La vicenda del passaggio di Turati dal Catanzaro allo Spezia merita di essere riepilogata nei suoi passaggi essenziali. Fra le parti non c’è stata una semplice trattativa sfumata. C’è stato un contratto firmato e depositato, un biennale che ha prodotto effetti concreti: proprio grazie a quell’incarico, il tecnico ha potuto accedere al corso UEFA Pro e ottenere la deroga necessaria per allenare in Serie B. Poi l’inserimento dello Spezia, la conoscenza pregressa con Angelozzi – i due avevano lavorato insieme nella stagione 2019-20, quando Turati era nello staff di Vincenzo Italiano – e la decisione di fare marcia indietro.

La soluzione formale è arrivata dalla Lega Serie B, che ha dichiarato il contratto privo di efficacia per il venir meno di alcuni requisiti normativi. Formula tecnica, che non cancella l’esistenza del vincolo ma ne impedisce la prosecuzione degli effetti. Turati, nella conferenza di presentazione con lo Spezia, ha cercato di alleggerire la propria posizione parlando di “piccole divergenze” mai risolte e di un caso gonfiato dai media. I documenti raccontano altro.

Prestito o permanenza?

Adesso che Turati è ufficialmente l’allenatore dello Spezia, la possibilità che chiami a sé un giocatore già allenato a Siracusa non è fantamercato. La formula, qualora si aprisse una trattativa, sarebbe quella del prestito. Ma il punto d’avvio resta il ritiro giallorosso. Se Gorgone dovesse ritenere Arditi utile al progetto Serie B, ogni discorso si chiuderebbe prima ancora di cominciare. In caso contrario, il Catanzaro potrebbe valutare un prestito che consenta al ragazzo di giocare con continuità senza perdere il controllo sul cartellino.

I 250.000 euro restano la valutazione di riferimento, ma un eventuale accordo sposterebbe il confronto su altri parametri, come la durata del prestito. Con una variabile non secondaria: i rapporti fra le due società, dopo il caso Turati, sono comprensibilmente tesi. Il Catanzaro non ha alcuna intenzione di regalare nulla. E lo Spezia lo sa. La palla, per ora, è nel campo di Gorgone.

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