Nell’analisi di Lello Talarico, vengono definite le qualità fisiche e tecniche dell’avversario, la duttilità del modulo difensivo (cosa che dovrebbe prendere in seria considerazione anche il Catanzaro) e l’importanza sempre fondamentale di Re Pietro. Qualsiasi sia il suo posizionamento sul fronte offensivo.
Il Catanzaro, dopo la lunga e speriamo salutare sosta, riceve la temibile squadra virgiliana che è guidata dal tecnico calabrese Ciccio Modesto. Lo fa, In uno Stadio Nicola Ceravolo ancora ridotto ad un terzo della capienza totale, ma questo è un altro discorso e per carità di patria ci asteniamo di approfondire. I precedenti storici a Catanzaro sono i seguenti: 6 successi giallorossi, 3 mantovani e 3 pareggi.
Il Mantova arriva con un ruolino di marcia importante, da imbattuto, terzo in classifica e dietro solo alle altre due squadre senza sconfitte che sono il Sudtirol e la capolista Palermo. Ciccio Modesto ha iniziato a plasmare la sua squadra lo scorso anno e sta raccogliendo, al momento, frutti importanti. Il suo 3 4 3 è molto fluido perché in fase difensiva diventa a quattro dietro, con il braccetto ambidestro Castellini che scala a centrale e l’esterno sinistro portoghese di centrocampo Benaissa che retrocede a fare il terzino sinistro. Ma vediamo l’intero schieramento virgiliano.
Tra i pali l’esperto e leader carismatico Bardi; difesa che imposta a tre con Del Lungo (o Tomasevic), Cella e il già citato Castellini; centrocampo duttile, fisico e tecnico che annovera il brasiliano mancino Silva a destra, Kouda che è destro, Ignacchitti che è sinistro e l’esterno già citato Benaissa che fa entrambe le fasi, come sopra spiegato. Questo primo troncone di squadra è composto da calciatori molto fisici, tutti alti tra 1,84 e 1,88. I tre davanti sono assortiti come segue: Bragantini, esterno mancino veloce e molto tecnico che viene schierato alto a destra con il piede invertito, il possente centravanti Gliozzi e il capocannoniere di piede destro Ruocco, il più piccolo della squadra (alto 1,70) e che gioca alto a sinistra.
Dalle notizie in nostro possesso, l’esterno/trequartista Bragantini dovrebbe giocare dall’inizio al posto dell’ex giallorosso Ilie e il braccetto destro Del Lungo dovrebbe essere preferito al gigante montenegrino Tomasevic. Ribadiamo, squadra molto fisica e duttile in difesa e soprattutto a centrocampo. Imprevedibile in attacco dove Gliozzi favorisce gli inserimenti di compagni molto veloci e tecnici. E il Catanzaro? Dovrebbe rispondere con il consueto 3 4 2 1, con l’inserimento iniziale di un centrocampista da doppia fase in più e il solo Capitano Iemmello di punta. Poi sappiamo che Re Pietro interpreta il ruolo in un certo modo ed è IL MODO con cui dà spettacolo, oltre ad essere decisivo come pochissimi altri in questo campionato.
L’undici giallorosso dovrebbe essere il seguente: Pigliacelli in porta, con Ruggero, Antonini e Imperiale nella linea a tre; centrocampo a quattro composto da Frosinini, Petriccione, Mosti e Dorval; Pafundi molo vicino a Iemmello e Alesi a fare il pendolo sul centro sinistra, tra compiti di copertura e fase offensiva. Noi ci siamo permessi di indicare più volte, una soluzione di difesa a tre e mezzo, come fa il Mantova e non solo. Perché non sarebbe una novità, lo hanno fatto con successo sia Vivarini che Aquilani, recuperando un uomo a centrocampo, o addirittura due nel caso di schieramento ad una punta. Ma il punto dirimente non è, al momento, nemmeno questo.
Il PUNTO è che la vittoria, come richiama il titolo, diventa ormai L’UNICA COSA CHE VERAMENTE CONTA!!!
