Finalmente una buona notizia per i tifosi giallorossi; in occasione della sfida di sabato prossimo contro l’Ascoli, lo stadio Nicola Ceravolo tornerà ad accogliere il pubblico anche nei settori di Tribuna Centrale e Tribuna Ovest. Una riapertura attesa, autorizzata dalla Commissione Provinciale di Vigilanza, che consentirà di ampliare la capienza dell’impianto e restituire almeno in parte ai sostenitori del Catanzaro quella dimensione di casa che i lavori di riqualificazione avevano inevitabilmente compromesso.
La nuova configurazione prevede la disponibilità dei Distinti, della Tribuna Centrale e della Tribuna Ovest per il pubblico giallorosso, mentre la Curva Est tornerà a ospitare i sostenitori avversari. La capienza autorizzata salirà a circa 7.800 spettatori, un incremento significativo rispetto alle precedenti gare interne.
Una boccata d’ossigeno per una tifoseria che, nonostante le difficoltà della squadra e i disagi legati al cantiere, continua a rappresentare una delle risorse più importanti del Catanzaro.
Ma sarebbe un errore confondere questa riapertura con la soluzione dei problemi che accompagnano ormai da mesi la trasformazione del Ceravolo.
Le tribune, infatti, saranno ancora prive della copertura, mentre sulla ricostruzione della Curva Massimo Capraro continuano a pesare le incertezze legate ai tempi di ultimazione. Il termine del 30 novembre, indicato dopo lo slittamento del cronoprogramma, rappresenta una scadenza sulla quale sarà inevitabile concentrare l’attenzione nelle prossime settimane. Perché il vero interrogativo non riguarda soltanto la possibilità di assistere a una partita dagli spalti ma la restituzione alla città di uno stadio finalmente completato, funzionale e all’altezza delle aspettative.
I lavori di riqualificazione erano stati accolti con entusiasmo, nella consapevolezza che il Ceravolo avesse bisogno di un intervento importante e non più rinviabile.
Tuttavia, il trascorrere dei mesi, le modifiche ai programmi iniziali e le difficoltà emerse nell’esecuzione delle opere hanno progressivamente alimentato perplessità e malumori.
E proprio su questo terreno l’amministrazione comunale è chiamata a fornire risposte precise. Non bastano rassicurazioni generiche o nuove previsioni temporali: occorrono aggiornamenti puntuali sullo stato effettivo dei lavori, sulle eventuali criticità ancora presenti e soprattutto su una data credibile per il completamento dell’intervento.
La riapertura delle tribune rappresenta certamente un passo avanti ma non può diventare il pretesto per abbassare l’attenzione su tutto ciò che rimane ancora da realizzare.
C’è poi un aspetto che merita una riflessione: il Ceravolo non è soltanto un impianto sportivo. È un luogo identitario, uno spazio che custodisce generazioni di passione e che rappresenta una componente fondamentale della storia calcistica cittadina. Ogni ritardo, ogni limitazione e ogni disagio finiscono inevitabilmente per ricadere su una comunità che ha già dimostrato grande pazienza.
Sabato, contro l’Ascoli, il colpo d’occhio sarà certamente diverso. Più tifosi, una distribuzione degli spettatori più vicina alla tradizione e la possibilità di ricreare un’atmosfera che nelle ultime settimane era inevitabilmente mancata.
Sarà una giornata importante anche per una squadra chiamata a invertire una classifica preoccupante e a ritrovare quella vittoria che continua a sfuggire.
Ma, al di là del risultato del campo, rimane aperta un’altra partita, altrettanto importante: quella del rispetto degli impegni assunti nei confronti della città.
Il Ceravolo riapre parzialmente le sue porte. Adesso, però, è arrivato il momento di sapere quando potrà riaprirle tutte. E soprattutto quando il cantiere lascerà definitivamente spazio allo stadio che Catanzaro aspetta
