Il Catanzaro si accinge ad affrontare la partita più significativa della stagione, con il nuovo tecnico e, si spera, con quanto di meglio possa esprimere in questo momento, per operare una VERA ripartenza
Il nuovo allenatore Michele Mignani, dopo aver raggiunto la squadra nel ritiro del beneventano, prova a trasmettere tutta la sua esperienza in cadetteria, per rilanciare una squadra in gravissime difficoltà di classifica. I risultati non MENTONO MAI, e se il Catanzaro è in ultima posizione, le ragioni ci sono tutte. Mister Gorgone, persona di indubbie qualità umane e comportamentali, era ormai in difficoltà per lui insormontabili.
La società e il DS, in molto colpevole ritardo, ne hanno preso atto e questo è il primo passo per l’agognato e indispensabile cambiamento. I nodi sono tutti venuti al pettine, dopo una partenza per molti assimilabile a quella di Caserta ed Aquilani. Chi scrive, e ce ne sono le prove provate sia in trasmissione che per iscritto, ha sempre combattuto questa pia illusione. Non c’è paragone con la squadra di Caserta che perse solo sette partite in tutto il torneo e che nella fase centrale del campionato mise a segno 22 risultati utili consecutivi, con 13 pareggi e 9 vittorie.
E questo con correttivi, già precedentemente indicati e circostanziati, palle inattive in primis, centrocampo solidissimo con Pompetti, Petriccione e Pontisso. Di quella di Aquilani è anche inutile parlare . Ci si è presi il lusso di tenere mezzo campionato in panchina, uno fuori categoria come Liberali e di avere altri due Under del livello di Cisse e Favasuli. Ma di cosa stiamo parlando? Tutte le squadre all’inizio, soprattutto quando ogni anno cambiano tecnico, hanno bisogno di tempo per assemblarsi. Ma le squadre di Caserta e Aquilani, avevano una qualità di gran lunga superiore, oltre a molti più calciatori “zoccolo duro” al proprio interno.
Quindi, accantonate risibili ed inesistenti similitudini anche nei risultati (sei sconfitte in otto partite sono una catastrofe non una falsa partenza) passiamo oltre. Oggi non è il caso di soffermarci su ipotesi tecnico tattiche, sono stati opportunamente convocati tutti i 29 calciatori disponibili e cinque di loro andranno in tribuna. Mignani è sempre stato un giochista non oltranzista e pensiamo si ripartirà da un calcio più ragionato con palla a terra e costruttivo, unito ad una intensità crescente nelle prossime giornate. Il suo saper schierare le squadre sia a tre che a quattro dietro, è un segnale molto importante, perché da questo dettaglio sostanziale, la squadra potrebbe guadagnare un uomo in più a centrocampo e trarne grandi benefici.
Si và ad affrontare un avversario che, anch’esso, gioca indifferentemente con i due moduli. Trattasi di matricola carica di entusissmo, che sta facendo molto bene e che si permette il lusso di tenere, talvolta in panchina, un centrocampista del livello di Prisco. Ci sono due ex di grande esperienza come il fortissimo Maita (capitano) e l’indimenticato oltre che fortissimo Stefano Scognamillo (vice capitano). Curiosità delle curiosità, il figlio del mister è un attaccante del Benevento e nell’ultima partita ha anche siglato un grande gol. Ci saranno 400 e forse anche 500 tifosi catanzaresi al seguito e questo la dice lunga, in un giorno per giunta lavorativo. Parole per il pubblico giallorosso non ne esistono più, qui siamo oltre il semplice amore. È per questo pubblico che bisogna rinascere e subito.
La squadra non è certamente di livello alto, ma non è assolutamente da ultimo posto e nemmeno da zona retrocessione. La classifica e i fatti dicono altro, andiamo a dimostrare immediatamente che non è così.
