In un momento di facili sali e scendi dalla barca Catanzaro, visto il momento difficile di risultati e di classifica in questo avvio di stagione, semplice ricercare colpevoli e capri espiatori puntando il dito a responsabilità presunte e cose che potevano andare e non sono andate.
Se è stato così per la proprietà, non sono mancati neanche riferimenti (specialmente da leoni social) al nostro capitano Pietro Iemmello, che ricordo agli smemorati viaggia verso le 200 presenze in maglia giallorossa ed è a quota 89 reti in maglia giallorossa, a meno 11 dalla tripla cifra storica. Capitano, leader tecnico, leader dello spogliatoio, punto di riferimento dei giovani giallorossi e di generazioni future di catanzaresi che sognano di vestire quella maglia e onorarla come sta facendo Pietro da diversi anni a questa parte.
Tre goal all’attivo quest’anno, avvio di stagione difficile per la squadra e un Iemmello che carbura sempre in crescendo a inizio stagione per dar man forte ai compagni e in rappresentanza di una tifoseria che non deve dimenticare quello che Iemmello ha fatto per il Catanzaro e quanto ancora può fare.
Il gioco di Iemmello, fatto di ispirazione del gioco, possesso palla, visione oltre ogni regola, goal e assist, non è certo il gioco di corsa di un centrocampista di quantità (questo lo dovrebbero sapere tutti bene) quindi inutile attaccarsi a soliti antichi (e beceri) discorsi del “passiare” o fandonie simili e cercare di aiutare e sostenere la squadra, il Capitano, il tecnico e la società, se veramente teniamo a questo patrimonio che è la Serie B.
Pietro è un simbolo per questa squadra, per questa città e per questa tifoseria. Gli siamo grati sempre ma il meglio, sempre con il 9 in campo, deve ancora venire. Con Pietro, sempre!
