domenica 25 Gennaio 2026

Un Catanzaro già bellissimo, può diventare meraviglioso

Riflessioni su come migliorare la squadra, ponendo rimedio ad alcuni errori di costruzione e valutazione della rosa. Analisi di Lello Fedele Talarico

Finisce il girone di andata con la prima partita del nuovo anno e il Catanzaro perde immeritatamente sul campo della capolista, fermando il punteggio in classifica a 31 punti. Un traguardo importante ed inatteso, supera anche di un punto quello indimenticato di Vivarini che chiuse il girone d’andata a 30 punti. Ecco, facendo un parallelo tecnico con quel Catanzaro che aveva una qualità alta sia nel gioco che nei calciatori, salta agli occhi una differenza di qualità tra gli attaccanti di ruolo che risulta di tutta evidenza.

Le punte di quella squadra erano: il Capitano Pietro Iemmello con due anni in meno, Tommaso Biasci che anche ad Avellino sta dimostrando tutto il suo grande valore e Giuseppe Ambrosino che sta per andare al Venezia, addirittura da calciatore del Napoli campione d’Italia. Certo, a Napoli è una riserva, ma se per la serie B era un calciatore di livello alto già due anni fa, ora sarebbe assolutamente un lusso. C’era, tra l’altro, anche Alfredo Donnarumma come quarta punta, poco utilizzato per il grande valore degli altri tre già menzionati. L’attacco del Catanzaro di oggi, annovera tra le prime punte sempre Pietro Iemmello con due anni in più e due ex Cittadella, Pittarello e Pandolfi.

Il peggioramento tecnico è assoluto, ma anche dal punto di vista anagrafico questo reparto non risponde affatto al principio di rinnovamento e ringiovanimento. Detto questo che è oggettivo se vogliamo parlare di calcio, tutta la stima di chi scrive per Pittarello, calciatore che dà l’anima in campo e tutta la comprensione per la situazione di difficoltà che vive il pur bravo Pandolfi. Andando a ritroso per il campo, i centrocampisti offensivi sono tutti giovani e di qualità, ma purtroppo alcuni non di proprietà: Rispoli, Nuamah e la grande rivelazione Cisse, consacrano un mercato Under estremamente positivo. Oudin è un over ai margini, Di Francesco un altro over in chiara fase discendente dal punto di vista fisico e D’Alessandro finalmente recuperato, dopo le mille traversie della scorsa stagione. Il centrocampo rimane assolutamente di livello, essendo il reparto più forte.

I giovani e poco impiegati Liberali e Alesi, I suddetti Rispoli e Cisse, I più esperti Buglio, Petriccione, Pontisso e il rientrante Pompetti sono li a dimostrarlo. La difesa dispone di giovani che completano la rosa, di calciatori esperti ed affidabili come Antonini e soprattutto Brighenti, di nuovi punti di riferimento come Cassandro, di altri giovani validi e utilizzati alla bisogna come Verrengia e Frosinini e in ultimo di due calciatori non al top della loro carriera come Di Chiara e Bettella. Ma come, si dirà…ad una squadra che è quinta in classifica, vengono fatte le pulci? La risposta è: certamente sì, ma con onestà intellettuale e sempre in modo costruttivo, tendente al miglioramento di dettagli che sono decisivi nel calcio. Conseguentemente, ci domandiamo: perché in una rosa di 29 calciatori, si è provveduto a prendere tre esterni alti e tutti destri di piede come Di Francesco, Nuamah e il mai utilizzato Saya Seha. C’erano in rosa già Buso e il più tattico D’Alessandro da quella parte del campo. Che senso ha calcisticamente, avere cinque esterni a sinistra di piede destro e nessuno a destra di piede mancino? Perché Oudin e Liberali sono entrambi mancini, ma nessuno dei due è un esterno.

Per capirci, a scanso di equivoci, non sono come gli esterni del Frosinone o Yeboah del Venezia come caratteristiche. E se proprio si voleva prendere un trequartista mancino, perché è stato preso Oudin, quando c’era sul mercato Olzer con le stesse caratteristiche, ma egli si molto più giovane e competitivo? In fondo è andato al Pescara del pittoresco Sebastiani, non ad altre squadre super ricche. In difesa, perché non è arrivato un centrale veloce e potente, da affiancare ad Antonini che è lento? Bettella è forse un poco più rapido di Antonini nei primi metri, ma non è certamente quel calciatore che ti consente di giocare in campo aperto e lo si è visto ampiamente.

Anche perché, dopo essere stato una promessa importante del calcio italiano, a quasi 26 anni ci è arrivato con una serie indicibile di infortuni che lo hanno reso il calciatore limitato che è attualmente. Dicevamo di cinque esterni alti a sinistra e tutti destri, ma nemmeno uno a tutta fascia, perché Verrengia non è un terzino sinistro e nemmeno un quinto. Può fare il centrale sinistro di una difesa a quattro, al massimo il braccetto nell’attuale schieramento di mister Aquilani. Ecco, si pensava forse di rimpiazzare il non riscattato Quagliata con DI Chiara che non è più il grande esterno di alcuni anni fa? Sono tutte domande lecite, assolutamente non polemiche, ma che mettono volutamente il dito nella piaga. E la piaga è costituita da tre pedine fondamentali mancanti, dopo una serie di errori sulla scelta degli over nel mercato estivo. Tanti calciatori soverchianti in alcuni ruoli, assoluta mancanza di livello in altri che costringe il mister a schierare braccetto sinistro Brighenti (comunque sempre strepitoso) che nella sua carriera ha sempre giocato sul centro destra. Come esterno di fascia sinistra deve invece adattare Frosinini o impiegare D’Alessandro tutta fascia a fare gli straordinari e questo per l’assenza di un vero specialista mancino nel ruolo.

Le criticità suddette hanno causato il ritardo impiegato dal mister a trovare la quadra, prima di tagliare i rami secchi e dare alla squadra un volto credibile, oltre che vincente. Tornando ai tagli della rosa, dovrebbero partire Bashi, Di Chiara e Oudin. Bettella non lo consideriamo tra i sicuri confermati. Pandolfi è a rischio con offerta adeguata, Alesi potrebbe andare in prestito a giocare, sia per impiegare di più il tanto atteso e fortissimo Liberali, sia perché con il ritorno di Pompetti avrebbe davvero lo spazio ridotto al lumicino. Sayha Seha che non ha mai giocato nemmeno un minuto in prima squadra, ultimamente, pur allenandosi con i compagni, viene spesso aggregato alla Primavera 2 per le gare di campionato.

In questo modo, da 29 iniziali, il numero dei calciatori scenderebbe a 22/23. Ecco che potrebbero entrare i due/tre elementi davvero imprescindibili per il salto di qualità. Il centrale di livello, viste le 36 primavere di Brighenti e la non imprescindibile presenza di Bettella. L’esterno tutta fascia a sinistra e che sia molto forte. Un attaccante più forte e affidabile di Pandolfi. Se non dovesse accadere, nel reparto avanzato si potrebbe aggiungere un giovane su cui scommettere per il futuro e rimandare l’operazione attaccante importante a giugno. Per la perfezione calibrata, mancherebbe un esterno offensivo di piede mancino.

Ma ci accontentiamo e ci fermiamo ai due/tre ruoli prima indicati. Nomi da fare ce ne sarebbero diversi e alcuni di quelli che circolano andrebbero bene, atri addirittura benissimo. ll ds Polito, se “assistito” adeguatamente dalla società, saprà cosa fare. La sterminata tifoseria giallorossa lo spera, ma SOPRATTUTTO lo merita.

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