Un guizzo in pieno recupero sblocca il cammino della nuova gestione tecnica e regala un punto d’oro alle Aquile nel primo turno infrasettimanale del campionato. Al Ciro Vigorito, il Benevento-Catanzaro si chiude sul punteggio di 1-1 grazie alla stoccata di Nicolò Buso al 92′, capace di rispondere alla rete su rigore siglata da Salvemini al 51′. L’esordio di Michele Mignani sulla panchina giallorossa porta in dote una prestazione di sofferenza, caratterizzata da un nuovo modulo e da un finale d’orgoglio dopo l’esonero di Giorgio Gorgone seguito al brutto scivolone con l’Ascoli. Quali indicazioni tattiche e morali consegna questo pareggio acciuffato all’ultimo respiro? La risposta risiede nella capacità del gruppo di restare agganciato alla partita pur soffrendo l’intraprendenza dei padroni di casa.
Le scelte iniziali, la tensione prima del via e il primo tempo bloccato
Il debutto di Michele Mignani vede il varo del 3-5-2 con diverse novità negli uomini e nell’assetto tattico.
Prima del fischio d’inizio si registrano attimi di forte apprensione sulla panchina calabrese per Arditi, che perde i sensi ed è subito soccorso dallo staff medico. Il calciatore si rialza sulle proprie gambe tra gli applausi dell’intero stadio Ciro Vigorito prima di svolgere gli accertamenti del caso. In campo, la difesa a tre vede Ruggero, Antonini e Imperiale davanti a Pigliacelli. Candela agisce a destra, mentre Dorval prende il posto di Di Francesco a sinistra. In mediana Alesi affianca Petriccione e Tchaouna, rilevando Pafundi, mentre davanti l’inedita coppia è composta da capitan Pietro Iemmello e Koffi.
Il Benevento guidato da Floro Flores risponde con il collaudato tridente formato da Lamesta, Salvemini e Cherubini, inserendo Sernicola in difesa al posto di Pierozzi accanto agli ex giallorossi Stefano Scognamillo e Maita. La gara regala poche emozioni nella prima frazione di gioco. All’11′ Koffi calcia al volo sopra la traversa sugli sviluppi di un corner, mentre al 20′ Kouan incappa nel cartellino giallo per un fallo su Petriccione. La squadra di casa ci prova con l’inserimento di Kouan al 23′ e con una conclusione debole di Lamesta al 43′, ma il punteggio non si sblocca prima dell’intervallo.
L’equilibrio mostrato nelle battute iniziali lascia spazio a un secondo tempo dai toni decisamente più accesi.
Il rigore di Salvemini, i cambi dalla panchina e l’incrocio in famiglia
La ripresa si apre con la pressione immediata della formazione campana sul rettangolo verde.
Al 48′ Maita disegna un traversone per la testa di Salvemini, che svetta sul secondo palo e timbra la traversa. L’azione prosegue ma l’arbitro Poli viene richiamato al VAR per valutare un pestone commesso da Candela ai danni di Cherubini dentro l’area di rigore. Il direttore di gara assegna la massima punizione e dal dischetto, al 51′, Salvemini spiazza Pigliacelli sbloccando la contesa per l’1-0. Il Catanzaro accenna una reazione al 55′ con una punizione di Petriccione oltre la traversa, ma al 57′ Siatounis e Salvemini mancando il colpo del raddoppio a porta sguarnita.
Michele Mignani modifica la squadra al 59′ inserendo Di Francesco e Frosinini per Dorval e Antonini. Floro Flores risponde mandando in campo Okereke e Prisco, prima di far subentrare al 66′ l’attaccante Guglielmo Mignani. L’ingresso del giovane centravanti crea un suggestivo incrocio familiare sotto gli occhi del padre Michele, seduto sulla panchina avversaria. La guida tecnica giallorossa risponde al 71′ gettando nella mischia gli ex D’Alessandro e Pafundi al posto di Candela e Petriccione, prima di dover avvicendare al 79′ l’infortunato Di Francesco con Nicolò Buso.
Le contromosse tattiche impostate dal tecnico pongono le basi per l’ultimo forcing della sfida.
La zampata di Buso al 92′ e l’analisi del pareggio in Benevento-Catanzaro
La tenuta caratteriale della rosa calabrese emerge nel momento di massima sofferenza del match.
Il Benevento prova a chiudere i conti all’87′ inserendo Romano e Saio per passare al 3-5-2, ma Saio manca l’impatto decisivo a pochi passi da Pigliacelli sul cross da fondo campo firmato da Guglielmo Mignani. La punizione mancata tiene in corsa gli ospiti nei sei minuti di recupero concessi dal direttore di gara. Al 92′, su uno spiovente disperato verso l’area avversaria, Stefano Scognamillo libera in modo imperfetto. Il pallone vagante spiove verso Nicolò Buso, lesto a coordinarsi e a trovare una traiettoria beffarda che supera l’estremo difensore Vannucchi spegnendosi in rete.
La marcatura del definitivo 1-1 premia il cinismo del collettivo nel finale, evitando una nuova sconfitta e regalando un punto di vitale importanza.
Gli scenari immediati: sabato la sfida al Padova allo stadio Ceravolo
Il calendario cadetto non concede soste e impone un pronto ritorno sul prato di casa.
Il punto conquistato al Ciro Vigorito muove la classifica ma lascia intatta la necessità di trovare una continuità di prestazioni e risultati. La squadra tornerà in Calabria per preparare la gara di sabato pomeriggio contro il Padova, quando l’organico riabbraccerà il proprio pubblico nell’impianto cittadino dello stadio Nicola Ceravolo. Il lavoro di mister Michele Mignani punterà a recuperare gli infortunati e a perfezionare i meccanismi della difesa a tre, cercando la prima vittoria della sua gestione per staccarsi dalle zone calde della graduatoria.
L’entusiasmo per il pareggio acciuffato in extremis dovrà trasformarsi nella spinta per conquistare l’intero bottino contro il Padova.
L’1-1 strappato nel finale al Ciro Vigorito rappresenta un piccolo passo nella ricostruzione dell’US Catanzaro, chiamata ora a confermare al Nicola Ceravolo la reazione d’orgoglio vista nei minuti conclusivi del turno infrasettimanale.
