Cassandro, il “Demone” di Catanzaro a GdM: “Serie A? Ce la giochiamo con tutti. E da grande farò il ds”

Dal Nord a Catanzaro, il viaggio di Tommaso Cassandro ha assunto i contorni di una favola moderna. Classe 2000, nato in provincia di Venezia, il difensore giallorosso è diventato in due stagioni uno degli idoli della piazza calabrese, colonna portante della difesa a tre di Alberto Aquilani e autore di tre gol in campionato, l’ultimo dei quali decisivo per la storica rimonta sull’Empoli. Intervenuto ai microfori di Gianlucadimarzio.com, il “Demone” si è raccontato a tutto tondo: dal ritorno in Calabria voluto a tutti i costi, al soprannome che lo lega indissolubilmente alla città, fino al sogno Serie A e ai progetti per il futuro, che lo vedono già studente del corso da direttore sportivo. Le sue parole restituiscono l’immagine di un ragazzo maturo, consapevole e profondamente legato a una terra che lo ha adottato.

«Scelta di cuore e di progetto»: il ritorno a Catanzaro

Dopo la stagione al Como, il desiderio di Cassandro era uno solo: tornare in Calabria. Un ritorno che però non è stato scontato, come lui stesso racconta:

«Sapevo già a inizio mercato che mi volevano riprendere. A metà giugno non avevamo trovato l’accordo, sembrava svanita la possibilità, poi all’ultimo giorno siamo riusciti a concretizzare. Quando ho capito che sarei tornato ero felicissimo: è stata una scelta di cuore e di progetto, in un posto dove mi ero trovato molto bene».

Un amore corrisposto, quello tra il difensore e la piazza giallorossa, che oggi lo vede protagonista indiscusso di una stagione da incorniciare.

I gol, la crescita e la svolta tattica contro il Palermo

Con tre reti all’attivo in campionato, Cassandro sta vivendo la stagione più prolifica della sua carriera. L’ultimo sigillo, quello che ha valso il 3-2 contro l’Empoli, porta la firma di un difensore che ha aggiunto al suo repertorio anche l’olfatto del gol:

«Segnare tre volte in campionato, con l’ultimo decisivo per la rimonta sull’Empoli, è una grande soddisfazione. Il mio compito principale resta difendere, ma quando riesco ad aiutare la squadra così, è gratificante. So che è qualcosa di momentaneo, bisogna subito ripartire forte».

Merito anche del lavoro con Alberto Aquilani, che lo ha aiutato a crescere nella gestione della palla e nelle scelte in campo:

«Mi sta aiutando molto nella gestione della palla e nelle scelte in campo. Posso sganciarmi per aggredire l’uomo in fase difensiva o accompagnare l’azione in quella offensiva. Mi dà libertà e cerco di ripagare la fiducia in ogni partita».

La svolta tattica è arrivata contro il Palermo, quando il mister lo ha rimesso nel ruolo di braccetto destro, quello a lui più congeniale:

«Con Caserta spesso mi sono sacrificato da esterno per via degli infortuni, cercando di adattarmi con le mie caratteristiche. Quest’estate il direttore mi ha preso per fare il braccetto e dalla partita con il Palermo, quando il mister mi ha rimesso lì, ho dimostrato che era il mio ruolo congeniale. Mi trovo bene e riesco a esprimere al meglio le mie qualità difensive».

Il gruppo, i giovani e la forza del collettivo

Il segreto di questo Catanzaro che non molla mai, secondo Cassandro, risiede nella compattezza del gruppo e nell’equilibrio tra senatori e giovani:

«Abbiamo una squadra costruita bene, con senatori che conoscono il peso della maglia e giovani che stanno crescendo. Liberali, Favasuli, Alesi, Nuamah, Rispoli e Cisse prima dell’infortunio: ognuno dà il massimo e questo crea compattezza e motivazione. Ogni partita è cruciale, sappiamo di essere cresciuti e vogliamo dare il 100% sempre».

Un mix che sta facendo la differenza in un campionato complicato e ricco di insidie.

Catanzaro, la città che ti adotta: «Mi sento a casa»

Essere lontano da casa non è mai semplice, ma Cassandro ha trovato un legame speciale con la città calabrese:

«Quando sono arrivato non sapevo cosa aspettarmi, ma le persone qui ti danno tutto quello che hanno per farti sentire a casa. Ora ho molti amici e la città è una seconda casa. La gente sprizza gioia quando facciamo risultato e anche solo per vedere che noi ragazzi che veniamo da fuori ci troviamo bene. È una grande felicità».

E sui tifosi, il difensore non ha dubbi:

«Anche quando l’anno scorso non riuscivo a farli felici come avrei voluto, non ho mai mollato. A volte si sentivano fischi per la mia posizione e per le difficoltà della squadra, ma per me erano uno stimolo: sentire quanto ci tengono mi ha spinto a migliorare. Ora cerco ogni giorno di ripagare la fiducia del mister, del direttore e dei tifosi. Il loro affetto è incredibile e dà tanta motivazione».

Il “Demone”: un soprannome nato a briscola

In città, per tutti, Cassandro è il “Demone”. Un soprannome curioso, nato durante un ritiro dello scorso anno tra una partita a briscola e l’altra:

«Con i miei compagni giocavamo spesso a briscola per passare il tempo. C’erano Biasci, Bonini, La Mantia, Pittarello, Pontisso e Petriccione. Io ero definito uno dei più scarsi, ma ogni giorno vincevo le mani. Una volta feci perdere Biasci con una giocata che secondo lui non era molto logica, e mi disse: “Sei un demone”. Da allora tutti in città mi chiamano così, ormai anche sui social».

Un soprannome che oggi rappresenta la determinazione e l’energia che Cassandro mette in campo ogni partita:

«Ogni volta che sento quel soprannome mi fa sorridere e mi ricorda quanto sia importante far parte di un bel gruppo».

Il sogno Serie A: «Possiamo giocarcela con tutti»

Sulle ambizioni della squadra, Cassandro non si nasconde, ma mantiene i piedi per terra:

«Dobbiamo pensare da dove siamo partiti, dalle difficoltà iniziali e poi superate. Non è scontato in un campionato dove tante squadre blasonate fanno fatica a trovare il risultato. Ognuno di noi sa che ogni partita è cruciale, ci misuriamo con squadre forti, ma anche noi sappiamo di esserlo. Abbiamo un gruppo compatto con idee chiare grazie al mister e allo staff, e possiamo giocarcela a viso aperto come stiamo facendo da qualche mese».

La consapevolezza di potersela giocare con tutti è il vero valore aggiunto di questo gruppo:

«Il nostro gruppo è giovane e unito, con i più grandi che guidano e ragazzi che crescono. Ogni passo lo facciamo con umiltà, senza mai abbassare la guardia e rimanendo sereni. Oggi siamo in una posizione di classifica spettacolare, ma sappiamo che dobbiamo dare il massimo in ogni partita. Se facciamo così, possiamo divertirci e dare grandi soddisfazioni alla squadra e alla gente, e chissà…».

Studio e futuro da direttore sportivo: «Tengo la mente attiva»

Fuori dal campo, Cassandro coltiva con intelligenza i suoi interessi, guardando già al futuro:

«Oltre al calcio, ho sempre voluto tenere la mente attiva e coltivare interessi che possano servirmi anche per il futuro. Ho fatto la triennale in Scienze Motorie, indirizzo Calcio, perché volevo capire a fondo cosa facciamo ogni giorno sul campo, sia a livello fisico sia atletico. Poi ho conseguito la magistrale in Sport Management, perché mi affascina la gestione delle società sportive: capire come funzionano dietro le quinte, quali decisioni incidono sulle squadre e sul lavoro quotidiano di allenatori e giocatori».

E non è tutto:

«Quest’anno sto seguendo anche il corso da direttore sportivo insieme a Brighenti. È un progetto a lungo termine, un percorso che voglio perseguire quando smetterò di giocare. Il ruolo del direttore sportivo mi affascina perché è centrale nella gestione di una società: devi capire le dinamiche dello spogliatoio, delle scelte tecniche e anche delle strategie a lungo termine. Ora voglio concentrarmi sul campo e dare il massimo con il Catanzaro, ma sapere di avere questo percorso futuro davanti a me mi motiva ancora di più a essere preparato, curioso e pronto a cogliere ogni opportunità».

La promessa: «Correrò fino all’ultimo secondo»

In chiusura, la promessa di Cassandro ai tifosi giallorossi è quella di sempre: corsa, sacrificio e amore per la maglia:

«Scrivere la mia storia qui è un sogno che continua ogni giorno. Ogni partita, ogni allenamento, ogni scelta in campo conta. La Calabria mi ha adottato, Catanzaro mi ha accolto, e io voglio ricambiare con tutto ciò che ho. Il futuro è da costruire, ma io sono pronto a correre e lottare fino all’ultimo secondo, con la stessa passione che mi ha portato qui».


In campo, a Catanzaro, Tommaso Cassandro corre senza fermarsi. In Calabria ha trovato casa, squadra e tifosi pronti a seguirlo ovunque. La sua determinazione, i gol decisivi e la capacità di guidare la difesa a tre lo hanno trasformato in un punto di riferimento per compagni e sostenitori. E mentre il sogno Serie A si fa sempre più concreto, il “Demone” continua a scrivere la sua storia, giorno dopo giorno, con la stessa umiltà e la stessa voglia di migliorarsi che lo hanno portato fin qui.

Articoli correlati

Ultimi articoli