Nonostante il campionato scorso sia terminato da 3 mesi si è atteso lo scorcio finale del calciomercato per l’acquisto di calciatori oltretutto non in condizioni fisico-atletiche ottimali
Era il 29 maggio quando il Catanzaro sfiorò la conquista della massima serie al Brianteo con il Monza. Il tempo per allestire una squadra in grado di iniziare la stagione successiva con i giusti presupposti c’era ampiamente.
Questo ampio lasso di tempo non è stato sfruttato a dovere nonostante l’ufficialità del nuovo allenatore sia stata tardiva dopo la nota vicenda-Turati e nonostante l’esodo della maggior parte degli elementi che avevano contribuito all’esaltante stagione.
Si poteva quindi programmare al meglio la campagna acquisti in linea con gli obiettivi societari.
Le dinamiche di mercato ma soprattutto la politica societaria hanno però contribuito alla scelta dei giocatori deputati a sostituire i tanti che hanno lasciato Catanzaro prevalentemente sul finire (e l’ultimo giorno!) della sessione estiva di calciomercato.
Le motivazioni? Presto detto. L’investimento economico da fare negli ultimi giorni della campagna acquisti risulta essere meno dispendioso rispetto a quello che si sarebbe effettuato 15-20 giorni prima. Ciò nonostante le tante plusvalenze conseguite, mai come quest’anno!
Ma se investire nei giusti tempi dà garanzia di poter acquistare elementi sulla catta “più forti” e ricercati, farlo a pochi giorni dalla chiusura o peggio ancora le ultime ore del calciomercato significa portare in città calciatori che sapendo di dover lasciare la società di appartenenza svolgono una preparazione incompleta o nulla arrivando quindi in città in condizione fisico-atletiche molto più attardate rispetto a quelle dei compagni già presenti in organico.
Il fatto di non poter essere utilizzati costringe il mister a dover scegliere tra il materiale umano a sua disposizione coloro che il più delle volte non possono dare ampie garanzie in termine di qualità tecniche e caratteristiche del singolo.
I principi di gioco richiesti non possono essere adottati se non è presente in formazioni chi è ni grado di garantirli viste le precarie condizioni.
In attesa che il loro utilizzo possa esserci si dovrà fare di necessità virtù e il rischio di subire sconfitte è alto. Così è stato per le prime due gare di campionato.
I vari Pecorino, Dorval, Giovane, Imperiale… non sono stati schierati proprio per i suddetti motivi e la loro assenza, assieme a quella di Pafundi non hanno consentito di uscire indenni dalle trasferte di Vicenza e Pisa.
A quanto detto si aggiungano i marchiani errori in fase difensiva che difficilmente vengono commessi anche in categorie inferiori, e allora si spiega il perché le prestazioni negative finora disputate abbiano suscitato i primi malumori tra i tifosi.
Attendiamo le ore 20 di oggi per sapere quali altri movimenti ci riserverà il DS Polito e poi potremo dare un primo bilancio sul suo operato, partendo comunque da un dato che ad oggi appare inconfutabile: le prime scelte della sessione di calciomercato su parte degli under non sembra siano state del tutto azzeccate (Postiglione, Garnica su tutti).
