Ci sono notti destinate a segnare il crocevia di un’intera stagione sportiva. La clamorosa e palpitante rimonta del Catanzaro contro l’Empoli, capace di ribaltare lo svantaggio iniziale da 0-2 a 3-2 nel catino infuocato del “Ceravolo”, non ha rappresentato soltanto uno scatto d’orgoglio per blindare il quinto posto in classifica. Quella contro i toscani è stata la scintilla che ha acceso definitivamente il sogno Serie A. Un’ambizione sdoganata senza i consueti filtri della retorica calcistica da due dei grandi protagonisti della serata: Filippo Pittarello e Gabriele Alesi. Le loro dichiarazioni nel post-partita delineano i contorni di un gruppo che, rifiutando di porsi limiti, guarda ormai apertamente al clamoroso salto di categoria.
Pittarello: la maturità del bomber e l’orizzonte della massima serie
Il dominatore assoluto della sfida contro i toscani è stato, senza ombra di dubbio, Filippo Pittarello. L’attaccante ha vissuto una notte da autentico mattatore: una doppietta in sette minuti da vero centravanti e l’assist decisivo per il clamoroso sorpasso firmato da Cassandro. Presentatosi in sala stampa con la consueta umiltà, il numero nove giallorosso ha parlato apertamente delle ambizioni del gruppo: “La Serie A è il sogno con cui cresciamo tutti, sarà il campo a dire se sarò all’altezza”.
Definendo la sua prestazione come “il coronamento di un percorso”, Pittarello ha evidenziato come la feroce reazione del secondo tempo sia la prova tangibile di uno spogliatoio “che non si accontenta e vuole migliorarsi”. Non sono mancati i riferimenti ai fisiologici momenti di flessione vissuti in passato, ammettendo con onestà intellettuale che “quando sbaglio sono il primo a star male”. La chiave di volta del suo rendimento risiede nel rapporto con lo staff tecnico: “Il mister Alberto Aquilani mi ha dimostrato con i fatti di credere in me. Dopo un inizio difficile e diverse panchine qualcosa in me è cambiato”. La ricetta per il finale di stagione è chiara: tenere l’asticella sempre alta e mantenere la fiammella costantemente accesa.
L’impatto di Alesi: freschezza giovanile e mentalità vincente
A fare eco alle parole del centravanti ci ha pensato Gabriele Alesi. Il ventiduenne talento scuola Milan, subentrato a inizio ripresa, ha garantito alla mediana calabrese un mix letale di corsa, duttilità e freschezza agonistica. Anche il giovane centrocampista non ha utilizzato giri di parole per delineare gli obiettivi stagionali: “Quando entro cerco sempre di dare il massimo perché, come diceva Pittarello, tutti abbiamo un sogno che è la Serie A“.
Alesi si sta godendo appieno il suo percorso di maturazione in Calabria, esaltando l’importanza vitale dell’ambiente: “Ho la fame di un ragazzo che vuole arrivare a giocare più in Serie A. Porto questo sogno dentro di me”. Il calore del tifo catanzarese e la preziosa guida dei senatori dello spogliatoio si stanno rivelando fattori determinanti per la sua crescita. Sull’obiettivo finale, il centrocampista rilancia con ammirevole sicurezza: “Possiamo giocarcela, potrebbe essere uno straordinario obiettivo… Tra di noi ne parliamo, sì”.
Il pragmatismo di Aquilani e la solidità del progetto Noto
Questa lucida consapevolezza espressa dai calciatori non sfocia mai nella presunzione, bensì rappresenta il riflesso di un eccezionale “gruppo squadra” edificato con programmazione, pazienza e investimenti mirati dalla proprietà, la Holding Noto. Pur avendo attraversato fisiologici avvicendamenti in panchina nel corso degli anni (da Vivarini a Caserta, fino ad Aquilani), l’identità tattica e la compattezza morale del Catanzaro non sono mai venute meno. Si è creato un ecosistema solido, basato sulla fiducia reciproca, capace di assorbire gli urti e rialzarsi dopo ogni caduta.
A fare da pompiere in un ambiente euforico ci pensa, come da prassi per un grande allenatore, mister Alberto Aquilani. Il tecnico frena i voli pindarici, ribadendo che il suo unico sogno attuale è “vincere la prossima partita”, ma non rinuncia a elogiare pubblicamente la “prova di grande maturità” e lo spirito indomabile messo in campo dai suoi ragazzi per abbattere il muro dell’Empoli.
Prospettive d’alta quota: un traguardo da inseguire
Il rettilineo finale del campionato impone riflessioni lucide e nervi saldi. Restare saldamente agganciati al quinto posto significa, innanzitutto, consolidare e blindare la zona Playoff. E proprio all’interno degli spareggi post-season, come la storia recente del torneo cadetto insegna e come sanno bene a Catanzaro, le gerarchie tecniche possono essere stravolte dall’inerzia emotiva e atletica. Grazie a un gruppo granitico e a interpreti come Pittarello e Alesi, che non hanno alcuna intenzione di abbassare lo sguardo, la Serie A cessa di essere una semplice illusione per i tifosi. Diventa, partita dopo partita, una speranza concreta che questo collettivo ha l’obbligo morale e tecnico di provare a trasformare in realtà.
