In una giornata scandita da uno spasmo di dolore lancinante, dove il tempo sembra essersi fermato a riflettere sul perché di un destino maledetto, di tutto si vorrebbe parlare tranne che di una partita di calcio. Ma la vita è questa, siamo costretti – purtroppo – ad accettare verdetti imperscrutabili che altri hanno deciso per te, nel vortice di un universo in cui è obbligatorio subire in silenzio.
Dunque, Catanzaro-Spezia, giorno di festa ed orario infelice, praticamente all’ora di pranzo, le caldissime 12,30. Già questi indizi lascerebbero presagire una gara stanca, noiosa, scontata, nonostante la posta in palio altissima per entrambe le contendenti. E invece no, gli uomini di Aquilani non smettono più di stupire, dimostrano di avere una mentalità sconosciuta su queste latitudini, non lasciano che le briciole agli avversari oramai con un piede e mezzo in serie C.
Un 4/2 finale contro uno Spezia in disarmo che non ammette repliche, poiché figlio di una gara costantemente votata all’attacco, senza fare calcoli di alcun tipo, con il pallino sempre tra i piedi di gente come Favasuli, Pontisso e il professor Petriccione. Un 4/2 che sembra partorito (e come affermare il contrario?) dai dettami tattici di un allenatore super, uno stratega che sta facendo stropicciare gli occhi a tutti i soloni della cadetteria con un calcio champagne e con i suoi “bravi ragazzi” che non conoscono più ostacoli.
Perché se togli un mostro della difesa come Brighenti e metti Jack e quest’ultimo ti fa addirittura un gol da rapace d’area di rigore, se il più piccolo della comitiva (Petriccione) riesce a segnare di testa come fosse un ariete, se il brutto anatroccolo Pittarello si trasforma in cigno bianco siglando una doppietta raffinatissima e andando in doppia cifra, qualcosa vorrà pur dire.
Da aggiungere che i ragazzi di D’Angelo non più tardi di dodici mesi or sono contendevano la massima serie alla Cremonese, perdendo di misura in finale. Questo per dare maggiore valore ad un’annata che – comunque vada- rimarrà impressa nei cuori di una tifoseria che, nonostante le recenti defezioni, rimane una delle più belle e più vive d’Italia.
Rimangono ancora due tappe per la conclusione della regular season prima di tuffarci (nuovamente) nella lotteria dei playoff. Per noi sarà la quattordicesima volta e – chissà- potrebbe anche essere la volta buona dopo tredici sconfitte consecutive. Chi vivrà vedrà! Forza Giallorossi.
