Polito e il futuro: “Ci siamo dati una settimana, bisogna ragionare di testa. In B solo per il Catanzaro”

Il verdetto dello stadio brianzolo ha interrotto bruscamente la corsa verso il traguardo massimo, lasciando l’intero ambiente con un sapore decisamente amaro. Ospite ieri sera in collegamento della trasmissione RTC Catanzaro Sport, il direttore sportivo Ciro Polito ha rotto il silenzio per tracciare i contorni del domani della società. Una chiacchierata fitta, utile a chiarire le linee programmatiche del club tra scadenze burocratiche e strategie di mercato. Il dirigente non si nasconde dietro formule diplomatiche preconfezionate. Analizza gli errori, blinda l’architettura tecnica e fissa un cronoprogramma stringente per la prosecuzione del ciclo calcistico in Calabria.

Il tavolo con la proprietà e il nodo della riconferma

L’eliminazione dai playoff impone un azzeramento psicologico immediato per evitare di disperdere il patrimonio tecnico accumulato. Il quesito sul domani operativo del direttore sportivo domina il dibattito cittadino. La risposta del tesserato definisce una tempistica precisa, concordata direttamente con i vertici aziendali.

«Ad oggi con la società ci siamo dati una settimana perché dopo un epilogo del genere tutti dobbiamo essere pronti nel caso a ripartire ancora più forte. Quindi col presidente ci siamo presi del tempo tutti e fra una settimana ci ritroveremo e parleremo del nostro futuro. Non si va avanti per inerzia, eh, ma si va avanti per idee, per la volontà, quindi ci deve stare la volontà di tutti. La mi disponibilità l’ho già data, è giusto che ci sediamo e ne parliamo del futuro».

Il concetto di progettualità scavalca le lusinghe del mercato della cadetteria. La permanenza del dirigente è legata a una comunione d’intenti che esclude la pura gestione ordinaria. Una Serie A soltanto sfiorata aumenta i rimpianti, ma impone lucidità nelle scelte strategiche. Il professionista specifica i criteri che guideranno la sua imminente decisione.

«Tre anni fa ci sono già passato, ho perso una finale all’ultimo minuto un po’ paragonabile a questa. Oggi bisogna essere ragionare più di testa che di cuore, perché se ragionassi col cuore, vi dico io, già avrei detto sì e sarei andato avanti. Oggi bisogna essere un attimino lucidi in modo che se si parte si parta ancora più forte».

Il legame con il territorio rimane solido, un fattore che inciderà profondamente nei colloqui formali con la presidenza. «B per B la priorità è Catanzaro perché Catanzaro ormai è come se fosse casa mia, quindi sta anche al presidente dimostrare anche la volontà di tutti quanti di andare avanti».

Lo scouting costante e l’assetto della rosa

La sostenibilità economica del sodalizio passa inevitabilmente dalla valorizzazione di elementi futuribili. La redazione ha evidenziato l’impatto dei giovani tesserati nel corso del torneo, spingendo l’intervistato a illustrare la metodologia applicata dall’area tecnica. Il monitoraggio dei profili più interessanti non conosce soste temporali o finestre esclusive.

«Noi durante l’anno non ci fermiamo mai perché secondo me non è che si arriva alla fine e si può individuare il giovane. E’ durante l’anno che si individua il giovane, arrivando poi in fondo in base all’allenatore che ha, in base ai ruoli che servono, uno ne fa una stima, ma come ogni anno si lavora per cercare di portare a casa dei giocatori da categorie inferiori o qualche giovane di bella speranza e se la politica è quella deve essere sempre quello. Quindi siamo pronti a continuare a fortificare quella quella rosa di giovane, di belle speranze che poi, diciamo la verità è un po’ quello che poi ha portato la visibilità a questa città».

La sessione estiva alle porte si preannuncia complessa a causa dell’esposizione mediatica dei tesserati giallorossi. Il rendimento collettivo ha attirato l’attenzione delle principali concorrenti, obbligando la società ad alzare i propri standard per resistere agli assalti del mercato aperto. Giocatori di proprietà come Mirko Pigliacelli, Jacopo Petriccione o Simone Pontisso saranno fatalmente oggetto di richieste importanti.

La gestione dell’organico richiede lungimiranza, una dote che ha spinto l’area tecnica a tesserare elementi aggiuntivi durante l’inverno per anticipare le criticità strutturali. I profili di Ervin Bashi, centrale classe 2005 nel giro della nazionale albanese, del difensore Fellipe Jack arrivato a gennaio, e del giovane Bruno Verrengia certificano la profondità di un parco giocatori futuribile.

La sinergia tattica con Alberto Aquilani

La continuità della guida tecnica rappresenta il vero fulcro per l’apertura di un ciclo duraturo al vertice della categoria. Polito analizza le difficoltà fisiologiche derivanti dall’inizio di un percorso con un nuovo allenatore, ricordando il passaggio dal modulo a quattro difensori alla linea a tre operato da Alberto Aquilani. Quella transizione ha comportato un inevitabile dispendio di energie fisiche e mentali. La conoscenza profonda dei dettami tattici del mister permetterebbe oggi di operare sul mercato in modo chirurgico.

«Oggi Alberto è un allenatore del quale in un anno conosco vita, morte e miracoli e quindi io oggi se avessi Aquilani saprei già dove intervenire perché già so come gioca. Il problema è che all’inizio Alberto voleva giocare a quattro e poi siamo passati a tre. Tutto questo ti porta dispendio. Se io so che mi serve un quinto di ruolo, io opero in un modo diverso. Io pure ho dei rimorsi dentro, perché se io fossi partito per quella idea di calcio anche lui, magari avremmo fatto anche qualcosa ancora più centrata».

Un’eventuale spaccatura nei quadri dirigenziali o tecnici costringerebbe il club a una complessa ricostruzione totale, un’ipotesi che spaventa la tifoseria. La cooperazione con il direttore generale Paolo Morganti ha costituito l’asse portante della stagione, un’alleanza operativa che ha permesso di proteggere la squadra dalle pressioni esterne. Blindare questo blocco dirigenziale è il presupposto necessario per programmare il definitivo assalto alla massima serie.

L’orizzonte della Serie B impone tempi di reazione rapidissimi per non perdere il vantaggio competitivo accumulato. Il Catanzaro possiede un’intelaiatura di gioco collaudata, riconosciuta dall’intera critica nazionale per la qualità espressa sul rettangolo verde. Trattenere i pezzi pregiati e assecondare le richieste di evoluzione del sistema tattico di Aquilani definiranno le reali ambizioni della proprietà. La settimana di riflessione concordata scadrà a breve: la piazza attende la fumata bianca per ricominciare a sognare in grande.

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