Corrent: “Ho detto no a Catanzaro e Atalanta, resto al Parma”

A volte un rifiuto racconta più di un sì. Nicola Corrent, tecnico della Primavera del Parma, ha scelto la via della trasparenza. Intervenuto ai canali ufficiali del club emiliano dopo il test in famiglia contro la prima squadra di Carlos Cuesta – terminato 4-0 per i grandi – l’allenatore ha ripercorso un’estate movimentata. Sul tavolo aveva offerte concrete. Serie B, Serie C, persino la chiamata dell’Atalanta. E poi il Catanzaro. Ma la decisione era già presa. «Non ero pienamente convinto di andare via. Quando prendo una scelta del genere, devo esserlo fino in fondo». Parole nette, che chiudono una porta senza sbatterla.

Un’estate di tentazioni per Corrent

Corrent non si nasconde. Ammette di aver valutato, di aver ascoltato. Il mercato degli allenatori, si sa, vive di momenti. E il suo nome, forte di due annate eccellenti alla guida della Primavera crociata, è circolato eccome. «È stata un’estate movimentata, viste le decisioni che dovevo prendere. Ho avuto la possibilità di cambiare, ma ho scelto di dare continuità a un percorso in un club al quale sono legato e che mi ha dimostrato grande affetto e fiducia».

Il Catanzaro aveva messo gli occhi su di lui. Non una chiacchiera da corridoio, ma una proposta reale. Lo ha confermato lo stesso Corrent, con una trasparenza che gli fa onore: «Nonostante l’Atalanta sia un grande club e mi fosse arrivata anche la proposta del Catanzaro, avevo già dato la parola al direttore. Mi sentivo di dover rimanere qua». Un accenno, il suo, che non contiene tracce di supponenza. Piuttosto, la rivendicazione di un modo di intendere la professione. Prima la parola data. Poi tutto il resto.

Il peso della parola

C’è un dettaglio che pesa, nel racconto di Corrent. Il rapporto con la dirigenza del Parma, in particolare con Cherubini e Pettinà. «Devo ringraziare la società. Con loro ho un ottimo rapporto: mi hanno dimostrato grande stima e li ringrazio». Un legame che ha retto all’urto delle sirene esterne. Corrent aveva già dato la sua parola al direttore. E l’ha mantenuta. In un calcio dove i contratti si firmano e si stracciano con la stessa disinvoltura, la scelta di restare per coerenza personale è un segnale.

Il tecnico non chiude definitivamente alla prospettiva di allenare tra i professionisti. «Un giorno vorrei trovare il momento giusto per provare a fare il calcio dei grandi. In questo momento però ho dato priorità al rapporto che avevo con la società e l’ambiente». Il messaggio è chiaro: il salto arriverà, ma alle condizioni giuste. Con la convinzione piena. Non per rincorrere una categoria.

La nuova Primavera e i giovani da seguire

Corrent ha tracciato anche le linee guida della stagione che verrà. La rosa sarà fortemente rinnovata e ringiovanita. «Dovremo dimenticare i due anni eccezionali appena trascorsi, perché la squadra sarà molto più giovane. Le aspettative si sono alzate, ma non dobbiamo dimenticare che anche due anni fa eravamo chiamati a ricostruire un percorso». L’obiettivo è provare a vincere un campionato difficile come la Primavera 1, mantenendo la categoria con una squadra che non è ancora completa.

Tre i nomi su cui il tecnico ha acceso i riflettori. Drobnic, già aggregato alla prima squadra: «È cresciuto tanto, ha umiltà, voglia di migliorare e qualità. Quando ha venti minuti di tempo viene a vedere il nostro allenamento. È uno con la testa sulle spalle». E i due classe 2009, Varali e Diallo: «Varali è più avanti nel percorso di crescita perché ha giocato di più il campionato scorso. Sono due giocatori importanti, di valore, su cui la società punta. Sono 2009 e non dobbiamo dimenticarcelo».

Il Catanzaro e la strada alternativa

Il no di Corrent rientra in un quadro più ampio. Il Catanzaro, prima di annunciare Marco Turati prima e Giorgio Gorgone poi, ha esplorato diverse piste. L’inserimento del nome dell’allenatore del Parma Primavera conferma una strategia che guardava anche a profili emergenti, non necessariamente legati al classico giro dei tecnici di Serie B. La scelta è poi caduta su Gorgone, reduce dall’esperienza al Pescara, ma il retroscena resta significativo.

Corrent ha preferito la continuità di un progetto in cui crede. Il Parma lo ha convinto a restare con la forza dei rapporti umani. Il Catanzaro ha virato altrove. Nessuno strappo, nessuna polemica. Solo le strade della professione che si incrociano e si separano, come succede in ogni estate. Il tecnico crociato ha scelto di rimandare l’appuntamento con il calcio dei grandi. Quando arriverà il momento giusto, sarà con la convinzione piena che oggi, per sua stessa ammissione, non aveva. E forse, in un mondo che brucia tutto in fretta, anche questo è un piccolo atto di coraggio.

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