Palermo-Catanzaro, D’Angelo (vice Inzaghi) avvisa le Aquile: “Niente calcoli o turnover, vogliamo una grande prova”

La voce di Filippo Inzaghi cede all’improvvisa raucedine. A presentare l’ultima fatica casalinga del Palermo contro il Catanzaro in sala stampa ci pensa il suo vice, Maurizio D’Angelo. Il quarto posto aritmetico non autorizza flessioni. Mantenere i giri del motore al massimo è l’unico imperativo prima del tritacarne playoff. L’avversario di turno arriva sereno in classifica, eppure i padroni di casa promettono una prestazione di spessore davanti al proprio pubblico. Nelle stanze del “Barbera” l’ordine di scuderia è chiaro: ignorare la tentazione di speculare sulle energie e calcolare i riposi.

L’allergia ai calcoli e la parola proibita

Il messaggio recapitato alla squadra non ammette repliche. La gestione delle risorse non rientra nel vocabolario tecnico dei siciliani, nonostante la posizione cristallizzata verso l’alta classifica. D’Angelo riporta fedelmente il pensiero del primo allenatore azzerando le speculazioni tattiche.

“Il mister è stato molto chiaro con la squadra. Non vuole nessuna gestione della partita, anche perché ci porta ad arrivare ai playoff nel modo non ideale. Domani giocherà chi ci darà una garanzia di fare una grande prestazione”. L’obiettivo primario è blindare l’entusiasmo della piazza. “Vogliamo chiudere il nostro campionato nel modo migliore davanti ai nostri tifosi. Dobbiamo fare una grande partita, in base alle valutazioni che abbiamo fatto scenderanno in campo quelli che potranno fare una grande prova”.

Il termine turnover viene categoricamente respinto dallo staff tecnico. La consapevolezza del solido percorso stagionale fa da scudo alle fisiologiche tensioni di fine anno. “La squadra è conscia del campionato che sta facendo. Dopo la gara di Chiavari abbiamo intrapreso una strada fatta di prestazioni e di risultati. In altri anni mai si pensava che con 69 punti a 2 gare dalla fine si potesse essere quarto. Stiamo facendo un grande campionato, i ragazzi sono consci di questo. Affronteremo con la massima determinazione queste due gare”.

Le scelte di formazione tra rilanci e recuperi

Il rettangolo verde offrirà comunque spazio a chi ha macinato meno chilometri. La conferma arriva direttamente dall’allenatore in seconda, con un’investitura precisa per la retroguardia. “Domani giocherà Veroli“, annuncia D’Angelo spazzando via la pretattica. “Fin qui ha avuto poche occasioni perché i suoi compagni hanno fatto un grande campionato ed è stato quindi penalizzato”.

L’infermeria restituisce pedine importanti per il rush finale. Il centrocampo riabbraccia Gomes, elemento tattico di peso per le geometrie rosanero. “Ha fatto tutta la settimana, quindi è pienamente recuperato e convocato. Sicuramente farà parte della partita e speriamo che possa dare il suo contributo, più probabilmente a gara in corso”.

L’allarme rientra anche sul fronte difensivo, cancellando lo stop registrato nell’ultima trasferta a Reggio Emilia. “Mattia Bani ha fatto una buona settimana ed è in condizione per giocare domani”. Le valutazioni preventive sui cartellini pesanti e i diffidati vengono rimandate. “Non facciamo ancora delle valutazioni in vista della prossima settimana, vogliamo fare una grande partita domani. Poi in vista di Venezia faremo dei ragionamenti”.

La difesa dell’attacco e il cinismo da ritrovare

La mole di gioco prodotta dai rosanero ha talvolta faticato a trovare sfogo negli ultimi sedici metri. Il vice di Inzaghi analizza la produttività del reparto avanzato difendendo apertamente i suoi attaccanti.

“Non abbiamo di certo il miglior attacco, forse è il terzo o il quarto”, ammette il tecnico poggiandosi sui numeri. La costruzione pulita della manovra rassicura lo staff, mascherando le sporadiche amnesie in zona gol. “Sicuramente si può migliorare e anche queste partite ci danno l’occasione per poterlo fare. Però non si può dire che abbiamo problemi in attacco. Saremmo preoccupati se creassimo poco, ma sappiamo che creiamo le nostre occasioni”.

I novanta minuti del “Barbera” fungono da laboratorio agonistico ad alta intensità. Affrontare un Catanzaro di qualità obbligherà i siciliani a mantenere viva la tensione nervosa. Raggiungere la post-season rifiutando i calcoli mentali è l’ultimo traguardo imposto dalla panchina prima che il pallone diventi di piombo.

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