Dopo giorni di incertezza e colpi di scena che hanno tenuto il tifo spezzino in sospeso, Roberto Donadoni è ufficialmente il nuovo allenatore dello Spezia. La società ligure ha diramato il comunicato nella giornata di martedì 4 novembre, confermando l’esonero di Luca D’Angelo e affidando immediatamente la panchina all’ex commissario tecnico della Nazionale, che ha sottoscritto un contratto fino al 30 giugno 2026. Un colpo di scena clamoroso che mette fine a giorni convulsi durante i quali la dirigenza aquilotta ha oscillato tra la conferma e il cambio tecnico, infine optando per la soluzione più eclatante. L’arrivo di Donadoni rappresenta una scelta di grande spessore per il club ultimo in classifica con soli 7 punti in 11 giornate, e il bergamasco avrà pochissimo tempo per assimilare una situazione drammatica in vista del debutto contro il Bari di venerdì 8 novembre.
Il primo allenamento di Donadoni con gli aquilotti è stato diretto nella giornata di lunedì 4 novembre al centro sportivo di Follo, insieme al suo vice Matteo Cioffi e a uno staff tecnico che comprende i preparatori atletici Giovanni Saracini e Alessandro Buccolini e il match analyst Martino Sofia. La società ha programmato una conferenza stampa per la mattinata di giovedì, alla quale Donadoni potrà presentarsi ufficialmente all’ambiente spezzino e illustrare i suoi primi progetti di risalita dalla situazione deficitaria che sta vivendo il club.
Il clamoroso ribaltone della proprietà
Quello che sorprende di questa decisione è la velocità con cui è stata presa e l’assolutezza con cui è stata comunicata. Solo 24 ore prima dell’ufficialità, infatti, il presidente Charlie Stillitano aveva concesso a D’Angelo l’ultima chance contro il Bari, affidando al tecnico pescarese una “spiaggia” finale sulla quale conquistare i tre punti per salvare la sua panchina. Le valutazioni della proprietà però hanno subito un’accelerazione improvvisa, spinta probabilmente dalle considerazioni tecniche sulla qualità della rosa e dalla necessità urgente di invertire una tendenza disastrosa che vede lo Spezia ultimo in compagnia della Sampdoria con la medesima quota di punti.
Il proprietario Thomas Roberts ha spiegato la scelta con parole grate verso D’Angelo ma determinati nel ribadire l’urgenza del cambio: “Sono molto grato a Luca D’Angelo per tutto il lavoro che insieme al suo staff ha svolto qui alla Spezia e ci tengo a sottolinearlo, perché le grandi emozioni vissute nella stagione scorsa sono ancora dentro ciascuno di noi. Oggi però dobbiamo fare i conti con una situazione diametralmente opposta”. Su Donadoni: “Intendo dunque dare il mio personale benvenuto a Roberto Donadoni, un allenatore che non ha certo bisogno di presentazioni, e non vedo l’ora di poter lavorare con lui sia sul campo che in modo più ampio in tutte le nostre operazioni calcistiche. Siamo sicuri che grazie alle notevoli conoscenze maturate lungo tutta la sua importante carriera potrà essere un valore aggiunto per il futuro dello Spezia Calcio”.
L’importanza del legame con Stillitano
Un elemento fondamentale nella scelta di Donadoni è rappresentato dal rapporto personale che lo lega a Stillitano. I due si conobbero oltre vent’anni fa negli Stati Uniti, quando Donadoni militava nei New York Metrostars come calciatore di grande esperienza e Stillitano ricopriva il ruolo di General Manager della franchigia della Major League Soccer. Quel legame, costruito sul campo attraverso una collaborazione professionale, si è trasformato nel tempo in un’amicizia che oggi ha facilitato le trattative e accelerato la chiusura dell’operazione, superando anche eventuali divergenze con l’area tecnica dello Spezia, che avrebbe privilegiato un profilo diverso come Francesco Modesto.
Un gigante del calcio italiano
Il curriculum di Donadoni parla da solo e giustifica la decisione della proprietà. Come calciatore, ha vinto 6 scudetti e 3 Coppe dei Campioni con il Milan degli Invincibili tra il 1986 e il 1996, vestendo la casacca rossonera per 263 presenze e 18 reti. Da allenatore, ha accumulato oltre 400 panchine tra i professionisti, partendo dalla Serie C al Lecco nel 2001 per poi scalare rapidamente la gerarchia calcistica. Il suo percorso come tecnico include esperienze prestigiose come quella alla Nazionale Italiana, dove è stato commissario tecnico dal 2006 al 2008, conducendo gli azzurri fino ai quarti di finale di Euro 2008 dove l’Italia fu eliminata solo ai calci di rigore dalla Spagna, futura campionessa d’Europa.
Nel campionato italiano ha allenato Livorno (che nel 2005 si qualificò nona in Serie A rappresentando una vera rivelazione), Napoli, Cagliari, Parma e Bologna, dove ha raccolto i suoi migliori risultati. Al Bologna, dal 2015 al 2018, Donadoni ha guidato i felsinei a tre salvezze consecutive in Serie A con una media di 1,81 punti a partita in 104 presenze complessive. L’ultima esperienza risale al 2019-2020 con lo Shenzhen in Cina, dove però la sua avventura si concluse prematuramente.
La sfida immediata: il Bari venerdì
Il primo test di Donadoni sulla panchina dello Spezia arriverà già venerdì 7 novembre alle 20:30 al “Picco” contro il Bari, neopromosso alla dodicesima giornata di campionato. I pugliesi, con i loro 12 punti, occupano la quattordicesima posizione e rappresentano un’occasione non da sprecare per i liguri, che hanno bisogno di invertire rapidamente una rotta che li vede ultimi e in piena zona retrocessione. Una vittoria potrebbe fornire ossigeno psicologico sia a Donadoni che al gruppo, mentre un’ulteriore sconfitta rischierebbe di compromettere ulteriormente il morale e le speranze di salvezza.
Il contrasto stridente con il passato
Il contrasto fra la stagione passata e quella attuale è drammatico. Lo Spezia che Donadoni riceve oggi ha l’ultimo posto con appena 7 punti, ma soltanto pochi mesi fa stava disputando la finale dei playoff per la promozione in Serie A, perdendola contro la Cremonese. Quella squadra aveva il quarto miglior attacco e soprattutto la miglior difesa dell’intero campionato (33 gol subiti), mentre quella attuale ha già incassato 15 reti in 11 partite subendo praticamente il doppio dei gol consentiti soltanto tre mesi fa.
L’effetto sul campionato e sul Catanzaro
Per il Catanzaro, ottavo in classifica con 15 punti e in piena zona playoff dopo le tre vittorie consecutive delle ultime giornate, l’arrivo di Donadoni allo Spezia rappresenta uno snodo interessante dal punto di vista della competizione. Le Aquile giallorosse, guidati da Alberto Aquilani, continuano a rappresentare una delle sorprese positive della Serie B, mantenendo vive le proprie aspirazioni pur partendo da situazioni iniziali difficili. Nel campionato di cadetteria, dove Modena (24 punti), Monza (23) e Frosinone (21) comandano la classifica, ogni movimento tra i competitor rappresenta un elemento che può influenzare gli equilibri della lotta per i posti nobili.
L’arrivo di un tecnico di caratura internazionale come Donadoni rappresenta un segnale chiaro: anche il calcio di Serie B, quando in gioco c’è la salvezza, sa muoversi con decisione e tempestività. Ora lo spezzino avrà a disposizione meno di 72 ore per stabilizzare l’ambiente e trasmettere ai giocatori una nuova identità progettuale. Venerdì sera, sotto i riflettori del “Picco”, il grande ritorno di Donadoni in Italia comincerà davvero.
