Vergogna Palermo, trionfo Catanzaro: ora il Monza per la A

Pensavamo che Palermo fosse, a tutti i livelli, una città del Sud, ma grazie ad un atteggiamento inqualificabile (e visioni di un autentico peggio), ci teniamo a dire che a questo punto ci sono state eccezioni, ma la maggioranza dei presenti allo stadio siciliano si è dimostrata inqualificabile grazie agli atteggiamenti inaccettabili e offensivi che Filippo Inzaghi ha dimostrato verso Catanzaro, contro la società giallorossa, il presidente, l’allenatore, la squadra e i tifosi, per quanto questi ultimi, il pubblico, non fossero presenti a Palermo. Un comportamento indegno e trasmesso a gran parte del pubblico rosanero, perché in tale senso Filippo Inzaghi non può attaccarsi al pensiero di alcun grande allenatore della storia del calcio. Innanzitutto cercavamo di mente i più grandi allenatori da paragonare ed uno da eliminare e non porre accanto a lui fu un Giovanni Trapattoni, da tenere lontano rispetto ad una categoria indegna in cui può essere collocato anche Inzaghi.

Se l’allenatore rosanero pensava di offendere il Catanzaro tentando di penalizzarlo anche agonisticamente, è apparso non solo offensivo, ma anche incompetente. Trapattoni non solo si guardava benissimo dall’offendere gli avversari, anche quando guidava la Juve, proprio perché dichiarazioni del genere causavano grosso danno e provocavano reazioni insidiose e vittorie avversarie. Il pubblico giallorosso ha esercitato una ragione assolutamente giusta, attaccando Inzaghi in maniera assolutamente logica con risposta pienamente logica per le denigrazioni e le offese ricevute. Pietro Iemmello ha segnato una doppietta di testa da antologia e Mattia Liberali ha realizzato un terzo gol perfetto, con la classe di un grande giocatore – cosa realmente strana, oggi, in Italia – e con un coraggio che porta solo ai capolavori.

Alberto Aquilani è stato poi un ulteriore grandissimo allenatore: ha reagito con un gesto assolutamente giusto, a causa degli insulti continuativi e vergognosi che Inzaghi portava alla panchina giallorossa ed al suo popolo. Ma soprattutto, nel finale ha portato con grande nettezza dí capolavoro e dedizione una qualificazione splendida ed ampiamente meritata. Lo stesso Trapattoni lo disse più volte: “Non dire gatto, se non ce l’hai nel sacco”. Ma una frase del genere non potrà mai entrare nella menti di chi ha avuto un solo obiettivo: quello di rivelarsi arrogante contro un avversario.

Il Catanzaro doveva segnare un paio di gol o almeno uno nella gara di ritorno, in base delle non degne dichiarazioni create da alcuni “esperti” altrettanto indegni e quindi in linea con le dichiarazioni offensive del mister. Sono state clamorose e inaccettabili, in quanto senza una logica, le dichiarazioni inoltre dei difensori che avevano delle non degne giustificazioni, comuni all’atteggiamento del loro mister (e stavolta ci sentiamo più che degni di scrivere questo titolo completamente in minuscolo, mister, una parola del genere, che meriterebbe ben altre importanza se utilizzata nei confronti di allenatori rispettosi e degni di essere rispettati sempre). Calciatori di una squadra con 24 falli eseguiti e alcuni molto gravi che hanno danneggiato calciatori del Catanzaro, e con ammonizioni rosanero comparse solo tre volte (quanto quelle del Catanzaro, che fece poco più di dieci falli e quindi molto meno) avevano il coraggio assurdo e indegno di lamentarsi per le due espulsioni, per una squadra che ha commesso per numerose occasioni falli orrendi ed ha subito appena due espulsioni, visto che ne avrebbe meritato almeno una in più e molti minuti prima.

E qui smettiamo di parlare di una partita in cui abbiamo notato, sugli spalti e in campo, il comportamento di una squadra e di una parte del tifo assolutamente indecenti, che non avevamo notato in tante città del Nord e che ci è toccato vedere in Sicilia, la città del Sud in cui si sono verificati comportamenti inaccettabili. A Mantova, per citare una città dove i giallorossi sono stati protagonisti come grandi amici, soprattutto i tifosi, non ci era mai capitato di vedere nessun episodio indecente come quelli accaduti a Palermo. Come meridionali, iniziamo anche a vergognarci per episodi del genere. E speriamo che ciò accada anche ai palermitani veri, i tanti che comunque apprezzano. Ne abbiamo fiducia.

Ultima differenza e decisa comunicazione: sta per arrivare il doppio confronto finale con il Monza, alla cui vittoria farà seguito una splendida promozione. I festeggiamenti da ieri sera sono stati bellissimi, ma adesso bisogna continuare per le prossime due partite, che ci porteranno al traguardo definitivo che ci porterebbe al nostro obiettivo finale. Quella categoria immensa è stampata come la  vocale della prima lettera dell’alfabeto e tutti voi sapete di quale stiamo parlando. Ora pensiamo solo a quella, che ci interessa davvero. Società, presidente, allenatore, calciatori e tifoseria immensa devono vivere in questi giorni pensando alla lettera A. Nel 1971, questa lettera fu messa al punto più esaltante del più famoso corso cittadino, quello dedicato a Giuseppe Mazzini e tuttora esistente. Abbiamo la possibilità per pensarlo e realizzare di nuovo quell’obiettivo davvero esaltante. Proviamoci. Non distraiamoci. Immaginiamolo concretamente.

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