L’aria fredda di Manchester taglia le braccia anche col giaccone. Giuseppe Ambrosino ci mette dentro le mani e guarda in su: quelle torri di luce, il rombo sottile dello stadio che prende vita. Per uno che a Catanzaro ha assaggiato la B vera, l’Etihad Stadium è un salto d’ampiezza. Non serve giocare per sentire il peso della serata: anche una panchina, oggi, è una cartolina da incorniciare.
Ambrosino arriva qui forte di una traiettoria pulita: Primavera del Napoli da dominatore, poi Como, Cittadella, Catanzaro e la scorsa stagione da uomo utile nel Frosinone. Il 30 agosto ha timbrato l’esordio in Serie A al Maradona col Cagliari: pochi minuti, ma quel campo lo metti in tasca per sempre. Stasera si sale un altro gradino, contro il Manchester City. Le prime notti europee non le dimentichi, figurati se l’avversario è Guardiola.
Dalla B al grande palco: cosa resta dell’anno giallorosso
Nel 2023-24 Ambrosino ha vestito il giallorosso in prestito. Al Ceravolo si è portato dietro due cose che in serate come questa servono: disponibilità a lavorare senza palla e abitudine a giocare di sponda per chi arriva da dietro. È un 9 che sa fare il 9 e mezzo: prima punta che lega, seconda che attacca la profondità, piede pulito per la parete e testa per l’attacco del primo palo. A Catanzaro l’hanno visto anche rincorrere il regista avversario quando serviva abbassare il blocco: dettagli che non fanno rumore, ma ti fanno guadagnare fiducia nello spogliatoio.
In Inghilterra il copione cambia, la velocità raddoppia. Ma certe letture restano: il corpo messo a protezione, il tempo dello scarico, la scelta del pressing sul controllo orientato del centrale. Se Conte gli ha ritagliato spazio, è proprio perché Ambrosino regge il contesto e non si spaventa del compito.
L’Etihad e il senso della tappa: imparare, respirare, farsi trovare
Champions, illuminazione a giorno, telecamere ovunque: per un 2003 è benzina. Il Napoli lo porta dentro questo clima sapendo che il ragazzo ha già pescato reti pesanti in Primavera (capocannoniere) e ha assaggiato la B con tre maglie diverse. Il salto non si fa in una notte, ma le notti — queste notti — ti fanno capire quanto ti manca.
Piedi in campo o sull’erba a bordocampo, Ambrosino può rubare il mestiere alle prime punte che ha davanti: tempi di smarcamento, sincronismo con i quinti, gestione del corpo contro centrali di due metri. È roba che poi riporti a casa e ti migliora un movimento alla volta.
Dati che raccontano (senza spegnere la storia)
- Primavera 1 da protagonista e titolo di capocannoniere: significa attacco dell’area naturale, non costruito.
- Serie B fra Catanzaro, Cittadella e Frosinone: apprendistato vero, 37 presenze e 5 gol nell’ultimo anno coi ciociari, minuti che fanno gamba e letture.
- Esordio in A il 30 agosto 2025: un timbro che cambia lo sguardo di chi ti allena.
Il filo con Catanzaro che non si spezza
A Catanzaro di ragazzi in prestito ne sono passati tanti, ma qualcuno lascia segni piccoli e duri a sparire. Di Ambrosino è rimasto il modo di stare in partita: quel correre intelligente che la Ovest sa riconoscere anche quando non segni. Guardandolo adesso, sul tappeto blu dell’Etihad, viene facile pensare a quanto serva al calcio italiano che queste esperienze le viva chi ha fatto la gavetta in B, con gli stadi veri e le pressioni che pesano.
