I mezzi meccanici hanno avviato l’abbattimento definitivo del cuore pulsante del tifo giallorosso, traducendo in fatti concreti le promesse di ammodernamento dell’impianto cittadino. Le ruspe hanno iniziato la demolizione della storica Curva Massimo Capraro. L’intervento segue le attività propedeutiche e i primi storici carotaggi avviati nei giorni scorsi all’interno del perimetro dello stadio Nicola Ceravolo. Finisce un’era sentimentale, ne comincia una ingegneristica. L’iconico settore viene raso al suolo per fare spazio a un’infrastruttura concepita secondo i più moderni standard europei di aderenza tra spettatori e terreno di gioco. L’inizio delle operazioni segna il punto di non ritorno nell’adeguamento strutturale del catino dei tre colli.
Un investimento da nove milioni per il nuovo volto del Ceravolo
Il radicale restyling architettonico del settore destinato alla tifoseria organizzata poggia su solide basi finanziarie istituzionali. L’operazione complessiva beneficia di uno stanziamento economico pari a 9 milioni di euro, fondi interamente impegnati dalla Regione Calabria per garantire il salto di qualità strutturale all’impianto del capoluogo.
La materiale esecuzione dei lavori di abbattimento e successiva ricostruzione è stata affidata alla ditta Mirabelli di Castiglione Cosentino. I tecnici dell’impresa silana dovranno coordinare le tempistiche del cantiere per limitare i disagi logistici in vista dei prossimi impegni ufficiali della squadra in Coppa Italia e in campionato. Il cronoprogramma impone ritmi serrati, accelerando la rimozione dei vecchi gradoni in cemento prima di avviare la posa delle fondamenta del nuovo catino.
Le caratteristiche della futura Curva Massimo Capraro
La configurazione spaziale del nuovo settore muterà radicalmente il rapporto visivo tra la squadra e il proprio pubblico. La futura Curva Massimo Capraro sorgerà a ridosso del rettangolo verde, posizionandosi a una distanza di appena 10 metri dalla linea di fondo campo. La struttura portante verrà interamente realizzata in tubolari in acciaio, garantendo elasticità costruttiva e tempi di posa decisamente inferiori rispetto ai manufatti tradizionali.
Il progetto prevede una capienza complessiva omologata per 4700 posti a sedere, dotati di seggiolini individuali rispondenti alle severe normative dei campionati professionistici. La vera innovazione risiederà nell’unione fisica dei settori tramite appositi spicchi di raccordo, che collegheranno direttamente la curva alla Tribuna e ai Distinti, eliminando l’antico isolamento visivo e acustico delle gradinate.
Uno stadio all’inglese senza barriere protettive
La scommessa più affascinante del nuovo corso strutturale del Ceravolo coincide con l’evoluzione culturale del pubblico catanzarese. La nuova configurazione della curva non prevederà alcuna barriera divisoria tra gli spalti e il perimetro di gioco. Si tratta di una scelta coraggiosa, in perfetto stile britannico, volta a responsabilizzare lo spettatore e a trasformare l’impianto in un catino caldo ma civile.
L’assenza di reti protettive o vetrate consentirà una visibilità totale. Il ruggito del Ceravolo si riverserà direttamente sui difensori avversari, offrendo un vantaggio ambientale notevole alla squadra guidata da Marco Turati. La transizione verso questo modello richiede la massima maturità di una piazza che ha già dimostrato negli ultimi anni di saper esprimere una passione matura, gestendo i momenti complessi della storia sportiva recente senza mai trascendere nell’inciviltà.
La metamorfosi del Nicola Ceravolo rappresenta il pilastro fondamentale su cui poggiano le ambizioni di medio termine della società del presidente Floriano Noto. Sostenere l’urto tecnico della Serie B richiede una casa accogliente, capiente e funzionale, in grado di generare ricavi e fidelizzare le nuove generazioni di appassionati. L’obiettivo realistico della stagione che sta per nascere dovrà coniugare le risposte del campo con la gestione intelligente dell’emergenza logistica derivante dai cantieri aperti. Con la demolizione della storica gradinata si chiude una pagina romantica di amarezze e trionfi memorabili, ma il futuro del Catanzaro ha bisogno di poggiare su moderni pilastri d’acciaio.
