Novanta candeline sportive racchiuse in un solo, decisivo gettone. Il subentro nella infuocata semifinale di ritorno contro il Palermo ha permesso a Marco Pompetti di tagliare un traguardo numerico di eccezionale rilevanza proprio alla vigilia del suo ventiseiesimo compleanno. Il regista pescarese festeggia oggi un percorso identitario che lo ha trasformato da giovane promessa di scuola Inter a pilastro silenzioso del centrocampo giallorosso. Un’avventura vissuta intensamente sui tre colli, superando l’ostacolo più duro della carriera per rimettersi a disposizione della squadra nel momento cruciale della corsa verso la massima serie.
L’impatto nel primo anno di cadetteria con Vivarini
Il legame tra il centrocampista e la piazza calabrese si consolida nell’estate 2023. Il club si riaffacciava in Serie B dopo diciassette anni di dolorosa assenza, cercando profili adatti a un torneo storicamente logorante. Sotto la guida tecnica di Vincenzo Vivarini, il calciatore classe 2000 si ritaglia uno spazio prezioso quale prima alternativa tattica ai titolari della mediana. La sua stagione d’esordio si chiude con un bottino statistico di 33 presenze totali, impreziosite da 1 rete e 2 assist vincenti. Un rendimento costante che contribuisce al raggiungimento del quinto posto finale, un cammino interrottosi soltanto nella semifinale playoff.
La consacrazione totale e i gol d’autore con Caserta
La stagione 2024-2025 segna il definitivo salto di qualità. Con l’avvento in panchina di Fabio Caserta, il mediano abruzzese assume le chiavi del centrocampo, trasformandosi in un titolare inamovibile. I dati di impiego certificano la sua centralità: ben 37 apparizioni complessive per un totale di circa 2700 minuti spesi sul rettangolo verde.
La crescita tecnica si manifesta anche nella finalizzazione, con 4 reti balisticamente perfette siglate contro Reggiana, Palermo e, soprattutto, la doppia firma nel caldissimo derby contro il Cosenza, punito sia all’andata sia nel match di ritorno tra le mura amiche. Le sue prestazioni e 2 assist permettono al club di centrare la sesta piazza, disputando una nuova semifinale playoff.
Il dramma dell’infortunio e la lunga rincorsa con Aquilani
La storia recente ha rischiato di interrompersi bruscamente nell’estate successiva. L’arrivo del nuovo tecnico Alberto Aquilani sembrava il preludio a un’ulteriore evoluzione tattica, ma il ritiro precampionato riserva un verdetto drammatico. Alla fine di luglio 2025, durante un’amichevole di prestigio contro il Napoli, il giocatore rimedia la frattura della tibia. Lo stop è pesante. La riabilitazione richiede sei lunghi mesi di isolamento e lavoro differenziato.
Il ritorno sul manto erboso si concretizza il 31 gennaio sul campo di Bolzano, subentrando al 74′ di una sfida sfortunata. Da quel pomeriggio scatta un percorso in crescendo. Il 21 febbraio arriva la gioia del gol a Chiavari contro l’Entella, preludio a una striscia di 4 presenze da titolare nelle ultime sei giornate della stagione regolare.
L’apporto del centrocampista si sta rivelando determinante nella gestione dei ritmi di gioco all’interno della post-season. Tre ingressi a gara in corso nelle prime tre sfide dei playoff testimoniano l’assoluta affidabilità di un atleta legatissimo ai colori sociali. La stabilità del reparto mediano dipenderà dalla sua capacità di garantire geometrie e fosforo nei finali di partita. La doppia finale contro il Monza rappresenta l’occasione ideale per coronare un triennio di crescita esponenziale, trasformando il sogno della promozione in una solida realtà da consegnare alla storia.
