Monza-Catanzaro, Birindelli doveva essere espulso. Non cerchiamo alibi per la sconfitta, il Catanzaro ha avuto i suoi demeriti nel secondo tempo, ma l’episodio del primo tempo è clamoroso e merita di essere raccontato. Al 33′, con il Catanzaro in vantaggio 1-0 grazie al gol di Cisse, Samuele Birindelli ha spinto da dietro a gioco fermo un tranquillissimo Cisse, senza alcun motivo apparente. Un gesto vigliacco, gratuito, da cartellino rosso diretto. L’arbitro Perri, invece, ha estratto il giallo per entrambi i giocatori, sanzionando anche Cisse che non aveva fatto assolutamente nulla. Un errore arbitrale gravissimo che ha condizionato la partita: Birindelli è rimasto in campo, ha fornito l’assist per il pareggio di Alvarez al 37′ e ha segnato il gol decisivo del 2-1 al 66′. Un giocatore che non doveva essere più in campo. Analizziamo l’episodio e le conseguenze di una decisione arbitrale che grida vendetta.
Birindelli spinge Cisse a gioco fermo: episodio da cartellino rosso ignorato
L’episodio si verifica al 33′ del primo tempo, con il Catanzaro in vantaggio 1-0 grazie al gol lampo di Cisse al 5′. La partita è ferma, il pallone è lontano, e Samuele Birindelli si avvicina da dietro a Cisse e lo spinge con entrambe le mani, facendolo cadere a terra. Un gesto senza senso, gratuito, vigliacco. Cisse non aveva fatto nulla, non aveva provocato, era semplicemente fermo ad aspettare la ripresa del gioco. Le immagini sono inequivocabili: Birindelli lo spinge da dietro con violenza, Cisse cade a terra, e l’arbitro Perri interviene estraendo… il cartellino giallo per entrambi.

Sì, avete letto bene: giallo anche a Cisse, che non aveva fatto assolutamente nulla. Un errore arbitrale clamoroso, che grida vendetta. Il regolamento è chiaro: un gesto violento a gioco fermo, senza contatto con il pallone, è da cartellino rosso diretto. Birindelli doveva essere espulso, e invece è rimasto in campo per condizionare la partita in maniera decisiva. Come raccontavamo nell’articolo sulla cronaca di Monza-Catanzaro, Birindelli ha fornito l’assist per il pareggio di Alvarez al 37′ e ha segnato il gol del 2-1 al 66′. Un giocatore che non doveva essere più in campo ha deciso la partita. Non è un alibi, è un fatto.
Il Catanzaro ha avuto i suoi demeriti nel secondo tempo, con una manovra lenta e macchinosa che non ha prodotto occasioni da gol. Ma l’episodio Birindelli pesa come un macigno sulla partita. Come evidenziato nell’analisi di Lello Talarico, “un pari sarebbe stato accettabile contro un avversario di questo livello”, ma la sconfitta brucia ancora di più per un episodio arbitrale così clamoroso. Perri ha sbagliato, e ha condizionato pesantemente il risultato finale. Non cerchiamo alibi, ma la verità va detta: Birindelli doveva essere espulso.
Birindelli protagonista dopo l’episodio: assist per Alvarez e gol del 2-1
Dopo essere scampato all’espulsione, Samuele Birindelli è diventato il protagonista assoluto della partita. Al 37′, con un cross perfetto dalla destra, ha servito Alvarez che ha pareggiato i conti con tap-in preciso. Un assist che non avrebbe dovuto esserci, perché Birindelli avrebbe dovuto essere già sotto la doccia. E non è finita qui: al 66′, servito da Izzo, Birindelli ha segnato il gol del 2-1 che ha regalato la vittoria al Monza. Un giocatore che non doveva essere più in campo ha deciso la partita con un assist e un gol. È giusto? No. È calcio? Purtroppo sì.
Il Catanzaro ha provato a reagire, riversandosi in avanti alla ricerca del pareggio, ma la manovra giallorossa è stata “macchinosa, lenta ed inadeguata”, come sottolineato nella cronaca. Le sostituzioni di Aquilani non hanno prodotto gli effetti sperati, con Iemmello sostituito al 75′ in un momento cruciale della partita. Come raccontato nell’articolo sulle sostituzioni di Iemmello, è la seconda volta consecutiva che il capitano viene tolto nei momenti chiave, e anche oggi la scelta ha lasciato perplessi. Ma il vero problema è stato l’episodio Birindelli: un giocatore che doveva essere espulso ha deciso la partita. Non è un alibi, è la realtà dei fatti.
L’arbitro Perri, che aveva portato bene al Catanzaro con due vittorie su due, oggi ha commesso un errore gravissimo. Non sanzionare con il rosso diretto un gesto violento a gioco fermo è inaccettabile. E sanzionare anche Cisse, che non aveva fatto nulla, è ancora più grave. Il Catanzaro ha pagato caro questo errore, perdendo una partita che poteva essere diversa con il Monza in dieci uomini per gran parte della partita. Come evidenziato nell’articolo sui 3000 tifosi presenti a Monza, i supporters giallorossi meritavano di meglio. Non cerchiamo alibi per la sconfitta, ma la verità va detta: Birindelli doveva essere espulso, e invece ha deciso la partita.
Monza-Catanzaro, la verità senza alibi: Birindelli doveva essere espulso, ma il Catanzaro ha avuto i suoi demeriti
Diciamolo chiaramente: il Catanzaro ha perso anche per demeriti propri. Nel secondo tempo la squadra è stata lenta, macchinosa, incapace di creare occasioni da gol nonostante il forcing finale. Le sostituzioni di Aquilani non hanno prodotto gli effetti sperati, con Iemmello tolto in un momento cruciale e la manovra che non è mai decollata. Come sottolineato dal telecronista Marrucci su DAZN, “senza Iemmello manca il punto di riferimento”, e anche oggi la scelta di togliere il capitano ha lasciato perplessi. Il Catanzaro ha avuto le sue responsabilità nella sconfitta, e sarebbe sbagliato cercare alibi.
Ma l’episodio Birindelli resta un fatto clamoroso che merita di essere raccontato. Un giocatore che doveva essere espulso al 33′ è rimasto in campo per 90 minuti, ha fornito l’assist per il pareggio e ha segnato il gol decisivo. È giusto? No. È calcio? Purtroppo sì. L’arbitro Perri ha commesso un errore gravissimo, e il Catanzaro ne ha pagato le conseguenze. Non cerchiamo alibi, ma la verità va detta con chiarezza: Birindelli doveva essere espulso, e la partita sarebbe stata completamente diversa con il Monza in dieci uomini per 60 minuti.
Ora testa alla prossima partita, con la consapevolezza che il Catanzaro ha subito la prima sconfitta stagionale ma ha dimostrato di poter competere ad alti livelli. Come dichiarato da Aquilani alla vigilia, “vogliamo certificare e valorizzare il percorso che stiamo facendo”. Il percorso continua, ma oggi brucia per un episodio arbitrale che grida vendetta. Birindelli doveva essere espulso, punto.
