Morte cardiaca improvvisa, Colangelo: «La prevenzione deve arrivare tra la gente»

Il cardiologo intervistato sui temi della prevenzione cardiovascolare, del primo soccorso e della cardioprotezione. Nei prossimi giorni sarà diffusa l’intervista integrale

La prevenzione della morte cardiaca improvvisa torna al centro dell’attenzione. A parlarne è il dott. Giuseppe Colangelo, cardiologo dello sport e istruttore certificato di primo soccorso, intervistato nell’ambito della sua attività di sensibilizzazione sui temi della prevenzione cardiovascolare e della risposta tempestiva all’arresto cardiaco.

Un’occasione per portare ancora una volta all’attenzione del pubblico un tema che non può rimanere confinato agli ambienti sanitari. Il messaggio è chiaro: la prevenzione deve partire prima dell’emergenza, attraverso controlli cardiovascolari appropriati, conoscenza dei fattori di rischio, corretti stili di vita e una maggiore consapevolezza soprattutto nell’ambito dell’attività sportiva.

Ma nell’intervista trova spazio anche l’altro grande fronte della cardioprotezione: quello dell’intervento del cittadino.

Davanti a un arresto cardiaco improvviso, infatti, riconoscere rapidamente ciò che sta accadendo, allertare il 112, iniziare la rianimazione cardiopolmonare e utilizzare un DAE quando disponibile sono azioni che possono incidere concretamente sulla possibilità di sopravvivenza.

Da qui l’appello di Colangelo a investire sempre di più nella formazione della popolazione e nella diffusione della cultura del primo soccorso.

«Non possiamo pensare alla cardioprotezione soltanto quando si verifica un’emergenza. Dobbiamo costruirla prima, attraverso prevenzione, formazione e disponibilità dei defibrillatori. Ogni cittadino adeguatamente formato può rappresentare un anello fondamentale della catena della sopravvivenza».

L’intervista rappresenta quindi un nuovo spazio dedicato alla divulgazione di un messaggio che Colangelo porta avanti da tempo: rendere la prevenzione cardiovascolare e il primo soccorso patrimonio della comunità, dalle scuole agli impianti sportivi, fino ai luoghi di lavoro e agli spazi pubblici.

Quella diffusa in queste ore è soltanto un’anticipazione.

Nei prossimi giorni sarà pubblicata l’intervista integrale, nella quale saranno approfonditi i temi della morte cardiaca improvvisa, della prevenzione cardiovascolare e della necessità di costruire una cardioprotezione sempre più capillare.

Un messaggio che può essere sintetizzato in tre parole: prevenire, formare, intervenire. Perché, quando il cuore si ferma, il tempo diventa vita.

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