L’associazione CARA Catanzaro, per voce del suo fondatore Claudio Pileggi, esprime la propria netta contrarietà all’ipotesi di trasferire il principale presidio ospedaliero cittadino in località Germaneto, svuotando di fatto il ruolo dell’Ospedale Pugliese, struttura che da decenni rappresenta il cuore dell’assistenza sanitaria della città e dell’intero territorio regionale.
In questi giorni oltre seimila cittadini hanno sottoscritto iniziative volte a chiedere il mantenimento e il potenziamento del presidio Pugliese, aderendo al Comitato promosso dall’ avvocato Antonio Ludovico. Si tratta di una mobilitazione significativa che merita rispetto e ascolto da parte delle istituzioni regionali e locali.
Risulta incomprensibile come si possa pensare di abbandonare o ridimensionare una struttura sulla quale, negli ultimi anni, sono stati investiti milioni di euro di risorse pubbliche per interventi di ristrutturazione, adeguamento tecnologico, miglioramento sismico, efficientamento energetico e ammodernamento dei reparti. Sarebbe legittimo domandarsi quale logica amministrativa possa giustificare l’accantonamento di un patrimonio sanitario sul quale la collettività ha già sostenuto costi così rilevanti.
Il Pugliese non è soltanto un insieme di edifici. È un presidio strategico collocato nel cuore della città, raggiungibile dai cittadini, dai mezzi di soccorso e dalle fasce più fragili della popolazione. Spostare il baricentro della sanità cittadina in una zona periferica rischia di creare nuove difficoltà di accesso ai servizi, aumentando le distanze e aggravando i disagi per migliaia di utenti.
Vi è inoltre un ulteriore aspetto che non può essere ignorato. L’Ospedale Pugliese rappresenta uno dei principali poli di attrazione della città, generando ogni giorno la presenza di migliaia di persone tra operatori sanitari, pazienti, familiari, fornitori e professionisti. Un eventuale trasferimento delle attività verso Germaneto determinerebbe un grave impoverimento del centro urbano, con pesanti ripercussioni economiche e sociali per attività commerciali, servizi, pubblici esercizi e per l’intero tessuto cittadino. Catanzaro non può permettersi una nuova forma di desertificazione del proprio centro.
Per tali ragioni, prosegue Claudio Pileggi, riteniamo che il vero interesse pubblico non consista nell’abbandonare ciò che esiste e funziona, ma nel completare il percorso di qualificazione e potenziamento del presidio Pugliese, valorizzando gli investimenti già effettuati e garantendo una sanità moderna, efficiente e realmente vicina ai cittadini.
Tuttavia, nel malaugurato caso in cui le istituzioni decidessero ugualmente di procedere con la realizzazione del nuovo ospedale a Germaneto e con il conseguente trasferimento delle principali attività sanitarie, riteniamo che debbano essere previste contestualmente adeguate misure compensative per il centro cittadino.
In tale prospettiva, CARA Catanzaro rilancia una proposta storicamente sostenuta dalla nostra associazione: la realizzazione di un secondo campus universitario urbano dell’Università Magna Graecia, destinato alle discipline umanistiche, giuridiche, economiche e sociali. Un polo universitario collocato nell’area centrale della città sarebbe in grado di generare nuove presenze quotidiane, attrarre studenti e docenti, favorire la riqualificazione urbana e contribuire a compensare, almeno in parte, la perdita di funzioni e di vitalità derivante dall’eventuale trasferimento dell’ospedale. Un secondo Campus universitario che, integrato col Parco della Biodiversità, garantirebbe la creazione di un Campus stile anglosassone e con tantissimi spazi anche per la creazione di nuovi corsi di laurea.
Catanzaro, in sostanza, ha bisogno di una visione strategica complessiva. Non è accettabile che funzioni fondamentali vengano progressivamente concentrate fuori dal centro senza un progetto di riequilibrio urbano capace di preservare il ruolo della città capoluogo e la vitalità dei suoi quartieri storici.
Chiediamo pertanto che ogni decisione venga assunta soltanto dopo un ampio confronto pubblico, con la massima trasparenza e sulla base di dati oggettivi relativi ai costi, ai tempi di realizzazione, all’accessibilità e agli effetti sulla qualità dell’assistenza e sull’assetto urbano della città.
La salute dei cittadini e il futuro di Catanzaro non possono essere oggetto di scelte calate dall’alto. Catanzaro ha il diritto di conoscere, discutere e partecipare alle decisioni che riguardano il proprio sviluppo. Per questo motivo Cara Catanzaro, conclude Pileggi, continuerà a sostenere tutte le iniziative volte a difendere il ruolo del Pugliese e, qualora ciò non fosse possibile, a ottenere adeguate compensazioni che garantiscano al centro cittadino nuove funzioni strategiche e nuove opportunità di crescita.
