A due settimane dal suo arrivo in Calabria, Mehdi Dorval ha tracciato il suo primo bilancio ai canali della società giallorossa, spiegando nel dettaglio le motivazioni che lo hanno spinto ad accettare la corte del direttore sportivo Ciro Polito. L’esterno mette sul piatto caratteristiche atletiche marcate e un’identità tattica affine alle sue doti tecniche. Spazio anche al ricordo recente dell’esperienza vissuta a Bari e alle emozioni provate con la maglia della propria selezione nazionale, prima del saluto finale rivolto alla tifoseria calabrese.
La corte di Polito e l’affinità tattica
L’asse vincente nella trattativa porta il nome della dirigenza. Il direttore sportivo ha illustrato le prospettive del club al calciatore, trovando terreno fertile in virtù delle sfide già vissute da avversario: «Ciò che mi ha convinto ad accettare questa sfida sono stati i discorsi di Ciro Polito, che mi ha parlato molto del club. Ho giocato tante volte contro il Catanzaro ed è una squadra che gioca molto con la palla, e questo mi piace. Anche l’ambiente dello stadio mi affascinava. È un club storico, che da anni cerca la Serie A attraverso i play-off. Giocare con la palla a terra è il mio stile, e questo mi rende felice».
Il bagaglio di Bari e la vocazione al servizio della squadra
L’addio alla Puglia lascia in dote una maturazione evidente. Il percorso vissuto in biancorosso ha temprato il profilo del giocatore sul piano caratteriale e agonistico: «Di Bari mi porto tutto: è una città che ti fa amare il calcio, i tifosi ti danno qualcosa in più in campo e mi hanno aiutato a crescere. Sono fiero di essere stato un giocatore del Bari».
Quanto all’identikit tecnico da mostrare sul terreno di gioco, l’esterno non si nasconde. Corsa, uno contro uno e propensione al lavoro di gruppo costituiscono le sue peculiarità principali: «Mi descriverei come un giocatore che ama l’uno contro uno, che ha corsa e mentalità. Non penso a cosa posso dare individualmente, ma a come posso aiutare la squadra e i miei compagni, dentro e fuori dal campo, facendo emergere le mie caratteristiche al servizio del gruppo».
L’orgoglio della Nazionale e il messaggio al Ceravolo
La parentesi internazionale ha arricchito il bagaglio personale e professionale del calciatore. Le chiamate con la propria selezione hanno rappresentato un punto d’arrivo dal profondo valore emotivo: «La convocazione in nazionale è stato un traguardo bellissimo, perché non ero mai stato chiamato. Anche la Coppa d’Africa è stata un’emozione immensa, legata alle mie origini. Giocare per la nazionale è una soddisfazione enorme».
In chiusura del suo intervento, Mehdi Dorval ha chiamato a raccolta la piazza in vista delle prossime battaglie di campionato: «Non vedo l’ora di vedervi allo stadio. Sapete che siete il dodicesimo uomo in campo e abbiamo bisogno di voi. Forza Catanzaro!».
L’innesto di Mehdi Dorval assicura a mister Gorgone rapidità e spinta sulle corsie esterne, doti indispensabili per mantenere elevata la qualità del gioco palla a terra.
