Perinetti esalta Aquilani su Esperia TV: “Catanzaro da temere ai playoff”

L’orizzonte degli spareggi promozione ridisegna le gerarchie del campionato cadetto. Le pretendenti al salto di categoria affilano le armi, mentre gli addetti ai lavori iniziano a pesare i reali valori in campo. Il quinto posto aritmetico garantisce al Catanzaro un ruolo da mina vagante, una prospettiva condivisa da chi mastica calcio ad alti livelli da decenni. Giorgio Perinetti, decano dei direttori sportivi italiani e attuale dirigente dell’Athletic Palermo nel girone I di Serie D, ha acceso i fari sulla corazzata giallorossa. Intervenendo durante il format “Turnover” in onda sull’emittente Esperia TV, le cui dichiarazioni sono state puntualmente riprese dal portale IlCalcioCalabrese.it, l’esperto manager ha tracciato un bilancio lusinghiero sul cammino della formazione calabrese.

Il legame con Aquilani e la proposta tattica

Le fondamenta del progetto tecnico poggiano su un’identità ben definita. Perinetti non usa giri di parole per inquadrare la natura della squadra, riconoscendo i meriti di una guida tecnica capace di imporre il proprio credo senza timori reverenziali. «Il Catanzaro ha fatto un campionato importante, ha giocato un calcio propositivo», ha esordito il dirigente. Il focus si sposta rapidamente sull’architetto di questa macchina da gioco. Il rapporto tra l’attuale uomo mercato e l’allenatore giallorosso affonda le radici nel passato, rivelando una stima di vecchia data. «Aquilani è un ragazzo che stimo, che ho avuto nella Roma, ha fatto molto bene quest’anno». Una consacrazione professionale che certifica la maturazione dell’ex centrocampista nel suo nuovo ruolo in panchina.

Il mix perfetto tra freschezza ed esperienza

L’analisi si allarga alla composizione dell’organico. Costruire un roster competitivo in Serie B richiede un bilanciamento chirurgico tra sfrontatezza giovanile e malizia nei momenti chiave. Le scelte estive della dirigenza calabrese trovano il pieno appoggio del dirigente. Nelle sue parole emerge il chiaro apprezzamento per la struttura della rosa allestita: «Un Catanzaro di personalità, fresco, con giovani importanti di gamba e giocatori esperti». La miscela tattica plasmata al “Ceravolo” ha permesso di assorbire i fisiologici passaggi a vuoto di una stagione logorante, garantendo una costanza di rendimento e una fisicità invidiabili.

Il peso dell’attacco e il monito per la post-season

Nessuna squadra può cullare sogni di vertice senza un terminale offensivo implacabile. La lente d’ingrandimento si posa infine sull’attacco, vero motore propulsivo del sistema di gioco calabrese. Il riferimento al peso specifico del reparto avanzato è netto, esaltando l’apporto di «un capocannoniere italiano che comunque ha fatto sempre gol, sempre decisivo». Reti pesanti che hanno tracciato la rotta verso la parte nobile della classifica. Il verdetto finale suona come un preciso avvertimento per le dirette concorrenti che incroceranno i calabresi a breve. «Il Catanzaro è da attenzionare nella griglia playoff». Un’investitura frontale, priva di tatticismi dialettici.

Ricevere i gradi di avversario temibile da un profondo conoscitore delle dinamiche calcistiche nazionali rafforza le certezze dell’intero ambiente. Il gruppo ha dimostrato di sapersi esaltare nei momenti di massima pressione, trasformando il possesso palla in un’arma per disinnescare le formazioni più quotate del torneo. Adesso le valutazioni esterne cedono il passo al prato verde. Presentarsi ai blocchi di partenza degli spareggi con i riflettori puntati addosso non è un peso, ma il passaporto per chi vuole prendersi la scena calcistica fino all’ultimo respiro.

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