La caduta del “Barbera” scivola via senza lasciare scorie. Il tre a due incassato dal Palermo non intacca il quinto posto aritmetico, un porto sicuro da cui il Catanzaro osserva l’orizzonte della post-season. La solidità del progetto tecnico giallorosso trova sponde autorevoli ben oltre i confini calabresi. A certificarlo è un’icona del calcio italiano. Ospite del format televisivo “11 in Campo” in onda su LaC TV, l’ex fuoriclasse della Fiorentina Giancarlo Antognoni ha analizzato il momento della squadra di Alberto Aquilani, inserendola in un discorso più ampio legato allo sviluppo dei talenti nel nostro Paese, come riportato dal portale LaCNews24.it.
Giancarlo Antognoni, il peso della storia e l’eredità del 1982
L’attuale capo-delegazione della Nazionale Under 21 ha aperto il suo intervento televisivo, condotto da Maurizio Insardà con la partecipazione di Alessia Mancini, Gianpaolo Cristofaro e del direttore sportivo Beppe Ursino, riavvolgendo il nastro fino al trionfo azzurro in Spagna. Alzare la Coppa del Mondo ha un sapore che sfida il tempo. «Un ricordo indelebile perché vivere un Mondiale di quel tipo non è per tutti», ha sottolineato l’ex dieci. Il contesto storico amplifica le proporzioni di quel successo. «In un periodo storico dove l’Italia stava vivendo qualche problemino, vincere quell’edizione ha caricato tutto l’ambiente e, per questo, a distanza di circa quarantaquattro anni lo ricordiamo con affetto».
L’allarme sui giovani e il coraggio di osare
Dal passato al presente operativo, il raggio d’azione di Antognoni ruota oggi attorno ai vivai. La fotografia scattata sul sistema calcistico nazionale alterna luci fioche a ombre marcate. «Sui giovani stiamo crescendo, se poi un allenatore ha anche il coraggio di fare giocare i giovani sarebbe una cosa fondamentale», ha sentenziato. Il talento puro esiste, manca spesso la piattaforma per esprimerlo ad alti livelli. «Ci sono giocatori interessanti e con buone prospettive, rimane però il fatto che vanno fatti giocare nelle rispettive squadre e a osare un po’ di più». Il divario con le superpotenze europee resta una ferita aperta. «In Nazioni come Spagna, Germania, Olanda o Francia – ha continuato – in questo senso sono cresciuti molto mentre noi, al contrario, siamo un po’ regrediti. La vittoria dell’Europeo Under 17, però, spero sia di buon auspicio per il futuro».
L’investitura ad Aquilani e la scommessa Favasuli
In questo scenario di necessaria valorizzazione, la realtà calabrese spicca per lungimiranza e coraggio. L’ex regista viola riserva un’attenzione particolare alle dinamiche del club di via Gioacchino da Fiore. «Il Catanzaro lo seguo particolarmente perché sono molto amico con Alberto Aquilani, avendolo vissuto quando allenava la Primavera della Fiorentina peraltro con ottimi risultati». L’approdo in panchina dell’ex centrocampista romano viene inquadrato come una mossa manageriale impeccabile. «Scegliendo lui per la panchina, la società del presidente Noto ha fatto un ottimo acquisto poiché ha preso un tecnico che sa lavorare con i giovani».
Questa precisa filosofia tecnica trova applicazione diretta negli interpreti schierati sul prato verde ogni fine settimana. Lo sguardo di Antognoni si sofferma su un prospetto specifico cresciuto proprio in riva all’Arno. «Tra i giovani più interessanti della rosa giallorossa rientra senz’altro Favasuli, che è stato anche nelle giovanili della Fiorentina. Si tratta di un difensore moderno che ha delle ottime prospettive».
Ricevere l’avallo pubblico da una figura istituzionale di questa caratura consolida le certezze dell’intero ambiente. Il laboratorio tattico costruito dalla dirigenza ha superato a pieni voti l’esame della critica nazionale. Adesso la teoria lascia spazio alla spietata pratica degli spareggi promozione. Presentarsi alla griglia di partenza dei playoff con un’identità definita e un’età media verde rappresenta l’arma in più per provare a scardinare le gerarchie del torneo cadetto.
