domenica 25 Gennaio 2026

L’arbitro, il gol e il monitor rotto: il retroscena surreale di Pescara-Padova che ha deciso il match

Nell’era del calcio 2.0, dove la tecnologia dovrebbe garantire giustizia e precisione millimetrica, accade ancora che il “fattore umano” o, in questo caso, il “fattore hardware”, mandi in tilt il sistema. Un episodio decisamente singolare, ai limiti del grottesco, ha caratterizzato la sfida Pescara-Padova, valida per la quindicesima giornata del campionato di Serie B. Allo stadio “Adriatico”, quella che doveva essere una normale procedura di On Field Review (OFR) si è trasformata in minuti di confusione e imbarazzo, con il direttore di gara Marinelli costretto a fronteggiare un imprevisto tecnologico proprio nel momento clou del match.

Il gol fantasma e la chiamata dalla sala video

Tutto accade nel finale del primo tempo. Il Pescara, alla ricerca di punti pesanti per smuovere una classifica deficitaria, trova il guizzo giusto per sbloccare la gara: Meazzi insacca il pallone dell’1-0, facendo esplodere la gioia dei tifosi abruzzesi. L’esultanza, però, viene presto strozzata. Dalla sala VAR arriva la comunicazione all’auricolare dell’arbitro Marinelli: c’è una posizione sospetta da valutare.

Sotto la lente d’ingrandimento finisce la posizione di Tsadjout. L’attaccante del Pescara, al momento della conclusione vincente del compagno, si trovava sulla traiettoria di visione del portiere del Padova. Una classica casistica di “fuorigioco attivo” che richiede la valutazione soggettiva dell’arbitro sulla reale interferenza del giocatore. Marinelli, come da protocollo, mima il gesto dello schermo e si dirige a bordo campo per rivedere l’azione.

Blackout tecnologico: il monitor resta spento

È qui che la partita scivola nel surreale. L’arbitro arriva alla postazione VAR a bordo campo, si isola per concentrarsi sulle immagini, ma lo schermo rimane nero. Il monitor non funziona. Istanti di attesa si trasformano in minuti di tensione. Mentre in campo e sulle panchine sale il nervosismo – con quella del Pescara particolarmente agitata per la possibile cancellazione del vantaggio – i tecnici cercano freneticamente di risolvere il problema.

La scena è insolita per un campionato di alto livello come la Serie B: l’arbitro fermo davanti a un monitor spento, in attesa di un segnale che non arriva. Per sbloccare l’impasse, si è dovuto ricorrere a una soluzione di emergenza: al direttore di gara è stato fornito un secondo schermo sostitutivo, collegato in tutta fretta per permettere la revisione.

La beffa finale per il Pescara

Una volta ripristinata la connessione visiva, Marinelli ha potuto finalmente analizzare la dinamica. La sentenza è stata inappellabile: la posizione di Tsadjout è stata giudicata influente, ostacolando la visuale dell’estremo difensore patavino. Gol annullato e risultato che torna sullo 0-0.

Per il Pescara, il contraccolpo psicologico è stato devastante. Passare dal possibile vantaggio all’annullamento dopo una sosta così lunga e caotica ha spento l’inerzia dei padroni di casa. A rendere il pomeriggio ancora più amaro ci ha pensato il campo: la sfida è poi terminata 0-1 per il Padova, grazie alla rete decisiva siglata da Faedo al 57′. Una giornata nata male con la tecnologia e finita peggio con il risultato, che lascia gli abruzzesi a riflettere su un episodio destinato a far discutere non tanto per la decisione arbitrale, quanto per l’incredibile défaillance tecnica.

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