L’avventura di Vincenzo Vivarini sulla panchina del Pescara si è conclusa ufficialmente questa mattina. La Delfino Pescara 1936 ha comunicato di aver sollevato dall’incarico l’allenatore e il suo staff tecnico dopo una prima parte di stagione da incubo, culminata con la sconfitta casalinga per 0-2 contro il Monza che ha chiuso la dodicesima giornata di Serie B. La società abruzzese ha ringraziato il tecnico e i suoi collaboratori “per la professionalità, la dedizione e l’impegno dimostrati durante il periodo trascorso in biancazzurro, augurando loro le migliori fortune per il prosieguo della carriera”. Parole di circostanza che chiudono un rapporto mai decollato, con soli 8 punti conquistati in 12 partite, un bilancio di una vittoria, cinque pareggi e ben sei sconfitte che valgono il penultimo posto in classifica.
Il presidente Daniele Sebastiani, che già nel post-partita aveva lanciato segnali inequivocabili sulla necessità di assumersi le proprie responsabilità, ha optato per la soluzione più drastica: il cambio immediato della guida tecnica nella speranza di dare una scossa a un ambiente prostrato e a una squadra che sembra aver smarrito identità e certezze. L’allenamento di oggi, in programma alle ore 15:00 presso lo Stadio Mastrangelo di Montesilvano, sarà diretto dal tecnico della Primavera Marco Stella, in attesa dell’arrivo del nuovo allenatore che è questione di ore.
Gorgone, la scelta della svolta
Sciolti gli ultimi dubbi nella serata di ieri, il Pescara ha individuato in Giorgio Gorgone il profilo giusto per tentare di raddrizzare una stagione che rischia seriamente di trasformarsi in un calvario. Il tecnico fiorentino, 49 anni, arriverà domani mattina in città per sostituire Vivarini e firmare il contratto che lo legherà al club biancazzurro fino al 30 giugno 2026, con un’opzione per la stagione successiva subordinata alla permanenza in Serie B. Una clausola che fotografa perfettamente la situazione di emergenza in cui versa la società: l’obiettivo è chiaro e non ammette fraintendimenti, si tratta di centrare la salvezza a tutti i costi.
Gorgone, che ha guidato nelle ultime due stagioni la Lucchese in Serie C ottenendo una salvezza tranquilla nella prima annata e un’impresa sportiva nella seconda con il club rossonero salvato sul campo nonostante penalizzazioni e difficoltà finanziarie, è stato valutato dal direttore sportivo Pasquale Foggia e nella mattinata odierna ha ricevuto l’approvazione definitiva del presidente Sebastiani. Il nuovo tecnico dirigerà il suo primo allenamento domani e avrà davanti a sé la sosta per le nazionali per lavorare con il gruppo e cercare di trasmettere le proprie idee tattiche a una squadra che ha disperatamente bisogno di ritrovare fiducia e certezze.
La scelta di Gorgone rappresenta una scommessa su un profilo emergente ma con una solida esperienza alle spalle come collaboratore tecnico. Il fiorentino ha infatti costruito la propria carriera al fianco di Roberto Stellone, affiancandolo in esperienze importanti a Frosinone (con promozione dalla Serie C alla Serie A), Bari, Palermo, Ascoli e Arezzo. Un percorso formativo che lo ha portato a conoscere perfettamente dinamiche e insidie delle categorie inferiori, maturando quella esperienza necessaria per gestire situazioni di pressione come quella che lo attende a Pescara. Da calciatore, tra l’altro, Gorgone ha vestito la maglia biancazzurra nella seconda parte della stagione 2003-04, militando in Serie B e collezionando presenze significative. Un legame emotivo con la città che potrebbe rivelarsi un valore aggiunto in un momento così delicato.
Il bilancio impietoso di Vivarini
Per Vincenzo Vivarini si tratta del settimo esonero in dieci esperienze da primo allenatore, un dato statistico impietoso che certifica le difficoltà di un tecnico che, pur avendo scritto pagine indimenticabili con il Catanzaro portato dalla Serie C alla Serie B con 67 vittorie in 114 panchine e 223 gol realizzati, non è mai riuscito a trovare quella continuità necessaria per costruire un percorso stabile e duraturo. L’avventura al Pescara si chiude nel modo più amaro possibile: 8 punti in 12 giornate, una sola vittoria (alla seconda giornata contro il Südtirol), cinque pareggi sterili e sei sconfitte di cui alcune pesantissime come il 5-0 subito a Palermo e lo 0-2 interno contro il Monza.
I numeri raccontano di una difesa colabrodo, con 25 gol subiti e una differenza reti di -10 che fotografa tutte le difficoltà di una squadra mai realmente entrata in partita. Le parole del presidente Sebastiani dopo la disfatta siciliana erano state durissime: “A mente fredda non solo rifarei lo sfogo di Palermo ma rincarerei la dose. Non sono contento del lavoro fisico che stiamo facendo. Mi auguro ci sia una sterzata e un cambiamento”. Un ultimatum neanche troppo velato che Vivarini aveva provato a respingere mostrando consapevolezza: “Io ho a cuore il Pescara e sto lavorando nei dettagli per curare ogni particolare. Non mi piace perdere”. Parole che però non sono bastate a evitare l’epilogo inevitabile dopo l’ennesima sconfitta contro un Monza che ha dominato dall’inizio alla fine conquistando la sesta vittoria consecutiva e la vetta solitaria della classifica.
Salta il ritorno di Vivarini al Ceravolo
Il timing dell’esonero rende tutto ancora più drammatico per l’ex tecnico giallorosso. Tra dieci giorni, il 21 novembre, il Pescara sarà infatti impegnato al Ceravolo contro il Catanzaro di Alberto Aquilani nella tredicesima giornata di Serie B. Un match che avrebbe dovuto rappresentare il ritorno nella città che lo ha amato come pochi altri allenatori nella propria storia centenaria, l’occasione per ritrovare quella piazza con cui si era lasciato nel giugno 2024 con una risoluzione consensuale del contratto per sposare il progetto Frosinone. Ma quel ritorno non ci sarà mai, come già accaduto lo scorso anno quando venne esonerato dal Frosinone il 22 ottobre 2024, qualche giorno prima della sfida contro il Catanzaro di Fabio Caserta.
Un destino beffardo che si ripete a distanza di un anno, privando i tifosi giallorossi dell’occasione di riabbracciare o contestare il maestro dei record, colui che aveva riportato il Catanzaro in Serie B dopo 17 anni di attesa. L’addio di giugno 2024 non era stato conflittuale ma nemmeno particolarmente caloroso: “Catanzaro, i suoi tifosi e la proprietà Noto rimarranno sempre nel mio cuore. Non è una questione di soldi, è una questione di lavoro”, aveva dichiarato Vivarini, lasciando intendere divergenze sui programmi tecnici più che rotture personali. Eppure quella separazione aveva lasciato cicatrici nell’ambiente calabrese, che aveva visto il proprio condottiero scegliere una Serie A retrocessa rispetto alla continuità di un progetto ancora nel pieno della crescita.
Ora Vivarini si ritrova nuovamente disoccupato, con un curriculum che racconta di momenti straordinari alternati a esoneri dolorosi, senza mai riuscire a costruire quella stabilità che distingue i grandi allenatori. Il Pescara, dal canto suo, affida le proprie speranze di salvezza a Giorgio Gorgone, un tecnico emergente chiamato a un’impresa complicatissima: raddrizzare una stagione partita malissimo e riportare entusiasmo in un ambiente prostrato. La sfida al Ceravolo del 21 novembre dirà molto sulle reali ambizioni di questo Pescara e sulla capacità di Gorgone di incidere immediatamente su una squadra che ha disperatamente bisogno di ritrovare certezze e personal e personalità.
