Pittarello MVP di aprile in Serie B: il premio AIC e la rivincita del bomber

Il mercato estivo si era chiuso tra i malumori. La piazza invocava un centravanti di peso per completare lo scacchiere tattico di Alberto Aquilani, giudicando insufficiente il reparto offensivo dopo gli addii. I fischi preventivi e lo scetticismo serpeggiavano tra i gradoni del “Ceravolo”. Sette mesi dopo, la narrazione è stata brutalmente stravolta dai fatti. Filippo Pittarello ha appena conquistato il premio di Calciatore del mese AIC per la Serie B relativo ad aprile 2026. Un riconoscimento certificato dai numeri e dall’impatto devastante sulle difese avversarie. L’attaccante padovano ha spazzato via i dubbi trasformandosi nell’ancora di salvezza e nel terminale implacabile che l’ambiente sognava di accogliere ad agosto.

Filippo Pittarello: Da riserva silente a trascinatore

L’impatto iniziale con il sistema di gioco calabrese ha richiesto un fisiologico rodaggio. Inizialmente rilegato al ruolo di comprimario, il numero nove faticava a trovare continuità realizzativa. Le sue prestazioni si limitavano a un oscuro lavoro di fatica, utile ma poco appariscente. Chiamava la profondità e assorbiva i contatti fisici dei marcatori, peccando puntualmente di lucidità negli ultimi sedici metri.

La cessione di Biasci nel mercato estivo, non compensata da un innesto di pari ruolo, aveva inasprito le critiche della tifoseria verso le scelte societarie. Il peso dell’attacco sembrava gravare interamente sulle spalle di Iemmello. L’attitudine naturale del capitano, tuttavia, lo spinge ad abbassarsi sulla trequarti per cucire la manovra piuttosto che presidiare stabilmente l’area di rigore. Serviva disperatamente un’alternativa fisica.

La svolta autunnale e i numeri della consacrazione

Il seme della redenzione sportiva è stato piantato a fine novembre. Contro il Pescara, subentrando a gara in corso con la squadra in svantaggio, Pittarello ha suonato la carica firmando una rete e un assist decisivi per fissare il punteggio sul 3-3. Da quella fredda serata di fine autunno l’inerzia si è capovolta, trasformando un gregario in un titolare inamovibile.

Il riconoscimento mensile conferito dall’Associazione Italiana Calciatori, accompagnato da un’illustrazione d’autore a firma di Simone Tribuiani e dai testi de L’Ultimo Uomo, corona un aprile dominato fisicamente e tecnicamente. Tre reti in cinque partite disputate nel mese, impreziosite subito dopo dalla pesante doppietta rifilata al Palermo a domicilio. Un ruolino di marcia impressionante che gli ha permesso di abbattere per la prima volta in carriera il muro della doppia cifra, toccando quota 12 gol in campionato.

Il peso specifico nell’assetto tattico

Le cifre assolute fotografano solo una minima porzione del reale rendimento. In un impianto di gioco fortemente orientato al palleggio corto, la sua fisicità garantisce un prezioso sfogo verticale. Attiva i trequartisti scaricando palloni complessi nel corridoio centrale e allunga sistematicamente le linee avversarie.

Gli addetti ai lavori concordano nell’affermare che, spalle alla porta, la cadetteria offra pochissime alternative del suo spessore. Questa supremazia posizionale si è rivelata provvidenziale nelle ultime settimane, segnate dall’assenza forzata di Iemmello per fastidiosi problemi fisici. Il padovano si è caricato il reparto sulle spalle senza accusare vertigini.

Il traguardo della salvezza è stato archiviato con netto anticipo. Il Catanzaro si appresta ora a vivere la prestigiosa vetrina dei playoff per il terzo anno consecutivo. Aver retto l’urto delle critiche iniziali per emergere nel momento decisivo della stagione testimonia una maturità caratteriale invidiabile. L’attaccante in grado di garantire un bottino in doppia cifra era sempre stato negli spogliatoi del capoluogo, in attesa di sbloccarsi. Averlo portato al picco della forma proprio a ridosso degli spareggi promozione consegna ad Aquilani un’arma capace di scardinare qualsiasi sistema difensivo.

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