Il vento gelido della crisi continua a soffiare sull’Adriatico, ma il presidente del Pescara, Daniele Sebastiani, risponde alla sconfitta interna contro il Padova (0-1) con un’iniezione di fiducia inaspettata. Nonostante la caduta casalinga che relega gli abruzzesi in una posizione estremamente precaria della classifica di Serie B, il numero uno del Delfino ha scelto una linea comunicativa dirompente: elogiare la prestazione e rivendicare la superiorità sul campo.
Le sue parole, rilasciate nel post-partita, e riportate da PescaraSport24.it, disegnano un quadro in cui la squadra, pur perdente, avrebbe gettato le basi per la rimonta, forte di un approccio tattico e mentale finalmente ritrovato. Sebastiani non nasconde il rammarico per l’episodio arbitrale del gol annullato, ma sposta subito il focus sulla necessità di “ripartire con entusiasmo”.
Il paradosso della sconfitta: meriti sul campo e beffa tecnologica
La chiave di lettura di Sebastiani dopo lo 0-1 incassato contro il Padova è un paradosso tipico del calcio: la miglior prestazione non ha portato punti. Il presidente ha rivelato di essere sceso negli spogliatoi – un gesto che ha sottolineato essere insolito – proprio per complimentarsi con la squadra: “Abbiamo visto il miglior Pescara della stagione nonostante le assenze. Ai punti avremmo meritato di vincere noi”.

Questa rivendicazione di merito si scontra inevitabilmente con l’episodio che ha segnato il primo tempo: il gol annullato a Meazzi per un fuorigioco di Tsadjout (che avrebbe segnato il suo quarto centro) dopo il richiamo al VAR. Sebastiani riconosce l’utilità della tecnologia, ma sottolinea la natura di confine della decisione: “Gol annullato? Il VAR aiuta, ma ci sono molti casi limite come quello che ci ha riguardato. Ci hanno messo cinque minuti per decidere se era gol o meno, chiaro che qualche dubbio lo avevano pure loro“. Nonostante il tempo impiegato per la revisione, il presidente chiude l’argomento con pragmatismo: “è inutile piangere sul latte versato”.
La fiducia nel progetto tecnico: “Squadra pimpante e lotta”
La linea di Sebastiani è chiara: difendere la bontà della rosa, implicitamente confermando la decisione di aver optato per un cambio in panchina, che ha visto l’ex tecnico Vincenzo Vivarini accasarsi proprio al Bari da pochi giorni. Il presidente abruzzese attribuisce i segnali positivi al lavoro svolto dal gruppo sotto la guida di Giorgio Gorgone, ribadendo che la base c’è per invertire il trend negativo.

Il Pescara, apparso spesso in difficoltà, ha mostrato contro il Padova un atteggiamento che rassicura il numero uno del Delfino: “La squadra la vedete tutti, oggi è pimpante e lotta fino all’ultimo minuto. Bisogna lavorare, gli allenatori e le squadre che lavorano si vedono tutti”. La fiducia è totale: “Io sono straconvinto della salvezza, se la squadra è questa e che migliorerà con il ritorno di chi manca”.
Mercato e futuro: occhi puntati sulla sfida con il Bari
Sebastiani non nasconde che la rosa, pur ritenuta già competitiva “con la rosa al completo”, verrà rinforzata a gennaio. Il focus rimane sulla linea difensiva: “L’idea è quella di rimanere a tre dietro, ma poi si vedrà. Dobbiamo recuperare in primis gli assenti e poi sul mercato qualcosa faremo per migliorarci, ma già ora abbiamo una squadra in grado di giocarsela con tutti”.
Il primo banco di prova dopo la sconfitta è già all’orizzonte: la prossima sfida contro un Bari ferito e in piena crisi, reduce da un umiliante 5-0 e da episodi di contestazione violenta. “Prepariamoci alla sfida contro un Bari che sarà incazzatissimo visto com’è andata la loro gara”, ha concluso Sebastiani, richiamando la squadra alla massima concentrazione contro un avversario che avrà un bisogno disperato di riscatto.
La dirigenza abruzzese sceglie quindi la linea della forza psicologica: minimizzare il risultato, esaltare la prestazione e puntare sulla convinzione del gruppo per uscire da una situazione di classifica che resta estremamente delicata.
