La crisi dello Spezia si fa sempre più profonda e la società ligure sembra ormai decisa a voltare pagina. Dopo la sconfitta per 1-0 contro il Monza, la posizione di Luca D’Angelo sulla panchina aquilotta appare definitivamente compromessa. Con appena 7 punti raccolti in 11 giornate e l’ultimo posto in classifica condiviso con la Sampdoria, il club ligure sta per affidare la squadra a Roberto Donadoni, ex commissario tecnico della Nazionale fermo dal 2020.
Un nome altisonante che rappresenta un colpo mediatico di grande portata per tentare di invertire una rotta che sembra ormai inesorabilmente avviata verso la zona retrocessione. La dirigenza spezzina ha accelerato i contatti nelle ultime ore e l’annuncio potrebbe arrivare già nei prossimi giorni, subito dopo la sfida contro il Bari in programma venerdì 8 novembre alle 20:30.
La stagione dello Spezia sta assumendo i contorni di un autentico disastro sportivo. L’allenatore pescarese, che appena pochi mesi fa aveva sfiorato la promozione diretta in Serie A chiudendo al terzo posto con 66 punti e la miglior difesa del campionato (33 gol subiti), paga duramente un avvio di campionato drammatico. I numeri parlano chiaro: una sola vittoria nelle prime undici giornate, nessuna rete segnata nelle ultime quattro partite e una squadra totalmente priva di identità.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è arrivata nell’ultima uscita contro il Monza, quando un clamoroso errore del portiere Sarr ha consegnato i tre punti ai brianzoli, confermando una fragilità che si ripete con preoccupante regolarità. Eppure lo stesso Sarr, al rientro da un grave infortunio che lo aveva tenuto fuori per tutta la scorsa stagione, era considerato uno dei punti fermi su cui ricostruire.
Donadoni, il grande ritorno
Il nome che aleggia con sempre maggiore insistenza dalle parti del “Picco” è quello di Roberto Donadoni. Secondo quanto rivelato da Matteo Moretto, giornalista specializzato in trattative di mercato, il tecnico bergamasco è ormai “a un passo” dalla firma con lo Spezia. Si tratterebbe di un ritorno clamoroso per l’ex centrocampista del Milan, fermo da ben cinque anni dopo l’ultima esperienza sulla panchina dello Shenzhen in Cina, interrotta nel 2020.
A 62 anni compiuti, Donadoni rappresenta una scelta di grande esperienza e carisma. Il suo curriculum parla chiaro: oltre alle esperienze da commissario tecnico azzurro, ha guidato squadre come Napoli, Cagliari, Bologna, Parma e molte altre. Proprio sulla panchina del Bologna, tra il 2015 e il 2018, Donadoni ha lasciato un segno importante, conducendo i rossoblù a tre salvezze consecutive in Serie A con una media di 1,81 punti a partita in 108 panchine.
Numeri che testimoniano la sua capacità di gestire situazioni difficili e di costruire solidità difensiva, esattamente ciò di cui lo Spezia ha disperatamente bisogno. La sua filosofia si basa su equilibrio e adattabilità, con particolare attenzione alla fase difensiva e alla costruzione dal basso.
Il legame personale con Stillitano
Un elemento determinante nella trattativa è rappresentato dal rapporto personale tra Donadoni e Charlie Stillitano, presidente dello Spezia. I due condividono un legame nato oltre vent’anni fa negli Stati Uniti, quando Donadoni militava nei New York Metrostars e Stillitano ricopriva il ruolo di General Manager della franchigia MLS.
Quella collaborazione professionale si è trasformata nel tempo in un’amicizia solida che oggi facilita i contatti e accelera le trattative. Un fattore umano che spesso, nel calcio, fa la differenza tra un semplice sondaggio e una firma imminente.
Il crollo dopo i playoff
Il contrasto tra la stagione passata e quella attuale è stridente. Lo Spezia di D’Angelo aveva chiuso il campionato 2024/25 come terza forza del torneo con 66 punti, il quarto miglior attacco (59 gol) e la miglior difesa in assoluto (33 reti subite). I fratelli Esposito, in particolare Francesco Pio con le sue reti decisive, avevano trascinato gli aquilotti fino alla finale playoff contro la Cremonese.
La sconfitta nell’ultimo atto dei playoff e la successiva ricostruzione estiva, con le partenze di Pio Esposito (tornato all’Inter), Salvatore Elia (Empoli per 1,8 milioni), Nicolò Bertola (Udinese) e altri elementi chiave, hanno smontato la squadra. La proprietà aveva dichiarato l’intenzione di “ripartire da zero” con l’obiettivo della salvezza, ma nessuno poteva immaginare un crollo così verticale.
La continuità tattica garantita
Dal punto di vista tecnico, l’arrivo di Donadoni garantirebbe continuità tattica. Il tecnico bergamasco ha costruito la sua carriera su moduli come il 4-3-3 e il 3-5-2, quest’ultimo già marchio di fabbrica dello Spezia attuale. Non servirebbe dunque una rivoluzione tattica, ma piuttosto un intervento sulla mentalità e sull’approccio alle partite.
L’esperienza internazionale di Donadoni, unita alla conoscenza profonda del calcio italiano, potrebbe inoltre fornire quella spinta motivazionale che il gruppo spezzino cerca invano dall’inizio della stagione. Il solo nome dell’ex CT azzurro costituisce un richiamo mediatico importante che potrebbe rivitalizzare l’ambiente e restituire entusiasmo a una piazza profondamente delusa.
L’effetto domino in Serie B
La situazione dello Spezia assume particolare rilevanza anche nell’economia complessiva del campionato di Serie B. Il Catanzaro, attualmente ottavo in classifica con 15 punti dopo 11 giornate, osserva con attenzione gli sviluppi in casa ligure. I giallorossi di Alberto Aquilani, reduci dalla vittoria per 2-1 contro il Venezia, potrebbero beneficiare indirettamente dalle difficoltà dello Spezia, consolidando ulteriormente la propria posizione di centro classifica.
Il cambio di panchina in Liguria rappresenta un segnale chiaro: in Serie B i margini di errore sono ridottissimi e la pazienza delle società si esaurisce rapidamente di fronte a risultati negativi. Una lezione che vale per tutti i protagonisti del campionato.
Ore decisive per l’ufficialità
Le prossime ore saranno decisive per sciogliere definitivamente ogni riserva. La dirigenza dello Spezia sta limando gli ultimi dettagli contrattuali con Donadoni, mentre D’Angelo si prepara a vivere quelle che potrebbero essere le sue ultime ore sulla panchina ligure.
Lo Spezia non può più permettersi di attendere. Con la zona retrocessione ormai a portata di mano e un campionato che si preannuncia equilibratissimo fino all’ultima giornata, servono soluzioni immediate e un cambio di rotta radicale. Donadoni, con il suo bagaglio di esperienza e la sua autorevolezza, potrebbe rappresentare l’ancora di salvezza per una stagione che rischia di trasformarsi in un incubo.
