domenica 25 Gennaio 2026

Ufficiale: Vivarini al Bari. L’ex Catanzaro firma fino al 2026, sfida il 19 dicembre

Il valzer delle panchine in Serie B regala l’ennesimo colpo di scena di una stagione già frenetica. La SSC Bari ha sciolto le riserve ufficializzando l’ingaggio di Vincenzo Vivarini come nuovo Responsabile Tecnico della Prima Squadra. Per il tecnico abruzzese si tratta di un ritorno in Puglia, ma soprattutto di una chance cruciale per rilanciare una carriera che, dopo l’addio trionfale a Catanzaro nel 2024, ha vissuto diciotto mesi da incubo.

Dopo l’esonero dello scorso anno a Frosinone e quello freschissimo di questa stagione a Pescara (con tanto di polemiche al vetriolo con il presidente Sebastiani), Vivarini riparte dal “San Nicola” con un contratto fino a giugno 2026. Una notizia che accende i riflettori sulla sfida del 19 dicembre, quando le Aquile incroceranno il loro ex condottiero.

Terza panchina in due anni: la parabola del “Comandante”

La nota ufficiale del club biancorosso sancisce l’inizio della terza avventura tecnica per Vivarini nel giro di due stagioni sportive. Un dato statistico inusuale per un allenatore che a Catanzaro aveva costruito la sua fortuna sulla continuità e sulla progettualità a lungo termine.

Il percorso post-giallorosso è stato accidentato. La stagione 2024/2025 a Frosinone si era chiusa anzitempo con un esonero doloroso, con la squadra ciociara incapace di assimilare i dettami del suo calcio. Quest’anno, la scommessa Pescara (stagione 2025/2026) sembrava l’occasione giusta per il rilancio a casa sua, ma l’avventura in riva all’Adriatico è naufragata poche settimane fa, lasciando strascichi polemici pesanti. Le dichiarazioni del patron Sebastiani (“La squadra camminava, i giocatori si lamentavano”) risuonano ancora forti, dipingendo un quadro di difficoltà gestionale che a Bari dovranno essere brave a non replicare.

vivarini pescara 2
Foto: Pescara Calcio

Ora, la famiglia De Laurentiis gli affida le chiavi della rinascita barese, sperando che l’aria di un luogo già conosciuto (Vivarini guidò il Bari in C nel 2019/20, sfiorando la B nella finale playoff persa con la Reggiana) possa riaccendere la scintilla. Con lui arrivano i fedelissimi: Andrea Milani come vice e Antonio Del Fosco come preparatore atletico.

L’eredità giallorossa: dal record di punti alla “Grande Bellezza”

È impossibile commentare il ritorno di Vivarini in panchina senza analizzare l’impatto devastante che il tecnico ha avuto sulla storia dell’US Catanzaro. Se oggi le Aquile sono una realtà consolidata e rispettata della Serie B, gran parte del merito va all’architettura tattica costruita nei due anni e mezzo di gestione abruzzese.

La stagione 2022-23 rimane una pietra miliare irripetibile: 96 punti, 102 gol fatti, una promozione ottenuta a marzo con un dominio territoriale e tecnico che ha annichilito il girone C. In quell’annata, Vivarini non si limitò a vincere; cambiò la mentalità di un intero ambiente. Trasformò Pietro Iemmello nel bomber implacabile da 28 reti (record assoluto per la categoria), valorizzò il talento cristallino di Vandeputte e costruì una macchina perfetta dove ogni ingranaggio, da Fulignati in porta fino agli inserimenti di Sounas, funzionava a memoria.

vivarini cremonese catanzaro

Anche l’impatto con la Serie B nella stagione successiva fu dirompente: un quinto posto finale e una semifinale playoff persa contro la Cremonese, giocando un calcio che per lunghi tratti è stato definito il migliore della categoria. Vivarini ha lasciato Catanzaro con un’eredità pesante, fatta di aspettative alte e di un palato fine sviluppato dalla tifoseria, che ora Alberto Aquilani, dopo la parentesi Fabio Caserta, sta cercando di soddisfare seguendo una filosofia diversa ma altrettanto ambiziosa. Vedere Vivarini sulla panchina di una diretta concorrente come il Bari aggiunge pepe a un campionato che vive di queste narrazioni incrociate.

Obiettivo Bari: ricostruire sulle macerie

A Bari, Vivarini non troverà una situazione semplice. La piazza è esigente, scottata da annate al di sotto delle aspettative. Il suo compito sarà duplice: ridare un’identità tattica a una squadra che è apparsa smarrita e, soprattutto, recuperare credibilità personale dopo i fallimenti di Frosinone e Pescara.

Il contratto fino al 2026 dimostra che la società pugliese vuole provare ad aprire un ciclo, scommettendo sul fatto che il “vero” Vivarini sia quello ammirato in Calabria e non quello visto in Ciociaria o in Abruzzo. Tatticamente, ci si aspetta il ritorno al suo dogma: possesso palla, costruzione dal basso e coinvolgimento totale degli interpreti offensivi.

19 Dicembre: appuntamento col destino

Il calendario non aspetta. Tra meno di un mese, il Bari ospiterà il Catanzaro. Per Vivarini sarà l’esordio di lusso contro il suo passato più glorioso; per il Catanzaro sarà l’occasione per misurare le proprie ambizioni contro una diretta concorrente guidata da chi ne conosce ogni segreto (o quasi, visto quanto è cambiata la rosa).

Vivarini ha fame di riscatto. Vuole dimostrare che Frosinone e Pescara sono stati incidenti di percorso. Aquilani vuole dimostrare che il Catanzaro può volare alto anche senza il suo vecchio “Comandante”. Il 19 dicembre al San Nicola non ci saranno in palio solo tre punti, ma un pezzo di verità su questa stagione di Serie B.

Articoli correlati

Ultimi articoli