Ancora una sconfitta per il Pescara, crollato ieri contro il Monza nel confronto che ha chiuso la 12ª giornata del campionato di Serie B, ma nel post gara il presidente degli abruzzesi Daniele Sebastiani ha chiarito quella che è la situazione legata a mister Vincenzo Vivarini: “Non stiamo facendo riflessioni solo sul mister. Se qualcosa non sbaglia non è solo colpa sua. È giusto che ognuno si prenda le proprie responsabilità”. Parole che suonano come un’apertura a uno scenario già visto troppe volte nella carriera dell’ex tecnico del Catanzaro, quello dell’esonero che sembra ormai inevitabile dopo una stagione iniziata nel peggiore dei modi possibili.
Da Pescara, però, emerge un’altra situazione, complice anche la sosta che vedrà la categoria cadetta ferma nel weekend che chiuderà la settimana appena iniziata. Stando a quando riporta il quotidiano Il Centro, nella sua edizione online, è già iniziata la caccia al successore del mister, con svariati nomi che adesso circolano. Ma c’è un dettaglio che non è passato inosservato: è stata infatti notata la presenza di Moreno Longo, ieri sera, allo stadio Adriatico. Il tecnico torinese, attualmente senza panchina dopo aver lasciato il Bari al termine della scorsa stagione, potrebbe rappresentare la soluzione più immediata per una società che ha urgente bisogno di invertire la rotta.
Ma i nomi sono appunto parecchi, e spaziano da Francesco Modesto a Giorgio Gorgone, fino a profili più esperti per la categoria, quali Pierpaolo Bisoli, Beppe Iachini e il pescarese doc Luca D’Angelo, che risulta a oggi la pista più complessa da raggiungere, considerando anche il suo recente esonero dallo Spezia. Saranno quindi giorni caldi per tutto l’ambiente biancazzurro, con decisioni che potrebbero già arrivare anche nella giornata odierna. Il tempo, del resto, in queste situazioni, è più che mai tiranno e la sosta per le nazionali rappresenta sempre il momento ideale per i cambi di panchina, lontano dai riflettori del weekend calcistico e con la possibilità di dare al nuovo tecnico una settimana intera per lavorare con la squadra.
Vivarini e la stagione da incubo del Pescara
I numeri del Pescara raccontano un disastro sportivo conclamato: 8 punti in 12 giornate, penultimo posto in classifica con una sola vittoria, cinque pareggi e ben sei sconfitte. La differenza reti è drammatica: -10, frutto di 15 gol fatti e 25 subiti, con una difesa che continua a essere il vero tallone d’Achille della squadra. Vivarini stesso, nel post-partita di Palermo dopo il pesantissimo 5-0 subito al Barbera, aveva ammesso le proprie responsabilità: “Come dare torto al presidente? Abbiamo mollato, così non va assolutamente bene. Dobbiamo ragionare e capire perché subiamo questi crolli. Facciamo errori imperdonabili”.
Il presidente Sebastiani, dal canto suo, aveva già adottato la politica del pugno duro dopo quella disfatta siciliana: giorni di riposo annullati e doppie sedute di allenamento per una squadra che non riesce a trovare né solidità difensiva né continuità nei risultati. “A mente fredda non solo rifarei lo sfogo di Palermo ma rincarerei la dose. Perché ho sempre chiesto una sola cosa a tutti gli allenatori ovvero che tipo di lavoro fanno. Io non sono contento del lavoro fisico che stiamo facendo. Mi auguro ci sia una sterzata e un cambiamento”, aveva dichiarato il numero uno biancazzurro prima della sfida contro il Monza, lanciando un ultimatum neanche troppo velato al proprio tecnico.
Vivarini aveva provato a rispondere alle critiche presidenziali mostrando consapevolezza e umiltà: “Io ho a cuore il Pescara e sto lavorando nei dettagli per curare ogni particolare. Non mi piace perdere, come è successo a Palermo, e so che non piace a nessuno. Ho parlato con il presidente Sebastiani: la squadra lavora con serietà e porta avanti valori adeguati alla categoria”. Parole che però non sono bastate a evitare l’ennesima sconfitta contro un Monza che ha dominato l’incontro dall’inizio alla fine, conquistando la sesta vittoria consecutiva e la vetta solitaria della classifica.
Il fantasma del Catanzaro dietro l’angolo
Il timing della situazione rende tutto ancora più drammatico e paradossale. Perché la prossima partita del Pescara, dopo la sosta per le nazionali, sarà proprio contro il Catanzaro il 21 novembre nella tredicesima giornata di Serie B. Un match che avrebbe dovuto rappresentare il ritorno al Ceravolo per Vivarini, l’occasione per ritrovare quella piazza che lo ha amato come pochi altri allenatori nella centenaria storia giallorossa e che lui ha ripagato con la promozione dalla Serie C alla Serie B dopo 17 anni di attesa, con 67 vittorie in 114 panchine e 223 gol realizzati.
Ma quel ritorno rischia seriamente di non avvenire mai. Come già accaduto lo scorso anno con il Frosinone, quando Vivarini venne esonerato il 22 ottobre 2024 proprio prima della sfida contro il Catanzaro di Fabio Caserta, anche quest’anno il destino sembra voler privare i tifosi giallorossi dell’occasione di riabbracciare (o fischiare, dipende dai punti di vista) il maestro dei record. Un maestro che però, va detto, aveva lasciato Catanzaro nel giugno 2024 con una risoluzione consensuale del contratto, scegliendo di sposare il progetto Frosinone nonostante restasse ancora un anno di accordo con il presidente Noto.
L’addio non era stato conflittuale, ma nemmeno particolarmente caloroso. “Catanzaro, i suoi tifosi e la proprietà Noto rimarranno sempre nel mio cuore. Io amo Catanzaro con tutti i suoi risvolti e vi assicuro che non è una questione di soldi, è una questione di lavoro”, aveva dichiarato Vivarini, lasciando intendere divergenze sui programmi tecnici più che rotture personali. Eppure quella separazione aveva lasciato cicatrici nell’ambiente giallorosso, che aveva visto il proprio condottiero scegliere una Serie A retrocessa rispetto alla continuità di un progetto che sembrava ancora nel pieno della crescita.
Ora, sedici mesi dopo quell’addio, Vivarini si ritrova con le spalle al muro sulla panchina del Pescara, con un curriculum da allenatore che racconta sei esoneri in nove esperienze da primo allenatore e con la prospettiva di non poter nemmeno giocarsi la carta del ritorno emotivo al Ceravolo per provare a dare una svolta alla propria stagione. Sebastiani deciderà nelle prossime ore, forse già oggi, se continuare con lui almeno fino alla partita con il Catanzaro o se procedere immediatamente al cambio. La presenza di Moreno Longo all’Adriatico durante Pescara-Monza, però, potrebbe voler dire tanto.
I nomi per il dopo Vivarini
Se Moreno Longo appare il profilo più caldo per la successione, gli altri nomi in circolazione raccontano di una società che sta valutando diverse opzioni. Francesco Modesto, reduce dall’esperienza all’Atalanta Under 23 in Serie C, rappresenterebbe una scelta più giovane e votata al lavoro quotidiano. Giorgio Gorgone, attualmente alla guida della Lucchese sempre in terza serie, è un altro profilo emergente che il Pescara starebbe sondando. Ma sono i nomi dei tecnici più esperti quelli che stuzzicano maggiormente i tifosi biancazzurri: Pierpaolo Bisoli e Beppe Iachini portano in dote anni di esperienza in Serie B e conoscenza profonda della categoria, mentre Luca D’Angelo, pescarese doc ed ex capitano del Delfino, rappresenterebbe la soluzione più romantica e identitaria, anche se appare complicata vista la sua recente esperienza allo Spezia.
Moreno Longo, però, resta il favorito. Il tecnico torinese, 49 anni, è libero dopo aver lasciato il Bari al termine della scorsa stagione in seguito alla mancata qualificazione ai playoff. Un profilo che conosce benissimo la Serie B, avendo guidato Pro Vercelli, Frosinone (con promozione in Serie A battendo il Palermo nei playoff 2017-18), Alessandria (altra promozione in B) e Como. La sua presenza all’Adriatico durante Pescara-Monza non è passata inosservata e rappresenta un segnale molto chiaro delle intenzioni del club.
Il Pescara, insomma, si trova a un bivio cruciale della propria stagione. Con otto punti in dodici giornate e una difesa colabrodo, la salvezza appare già tremendamente complicata. Il cambio di allenatore potrebbe rappresentare l’ultima carta da giocare per tentare di raddrizzare una stagione partita malissimo e peggiorata settimana dopo settimana. Per Vivarini, invece, si profila l’ennesimo esonero di una carriera che, pur costellata di momenti straordinari come la promozione del Catanzaro, non è mai riuscita a trovare quella continuità necessaria per costruire un percorso stabile e duraturo. Il destino, ancora una volta, sembra aver scritto il finale di questo capitolo. E il Catanzaro, tra due settimane, potrebbe trovarsi di fronte un Pescara con un altro allenatore in panchina. Come già accaduto uno un anno fa.
