domenica 25 Gennaio 2026

Vivarini ancora ko: il Pescara affonda e il ritorno al Ceravolo si allontana

Oggi pomeriggio all’Adriatico di Pescara si è consumato un dramma annunciato. Il Monza ha vinto 2-0 con autorevolezza, grazie alle reti di Keita Baldé e Colpani, agganciando la vetta della Serie B. Dall’altra parte, il Pescara di Vincenzo Vivarini è sprofondato in una crisi nera, consegnando una prestazione senza anima che suona come una condanna senza appello per il suo tecnico. Una sconfitta che arriva nel momento peggiore, a sole due settimane dall’attesissimo ritorno di Vivarini al Ceravolo, in programma venerdì 21 novembre contro il suo ex Catanzaro.

Un esonero che ora appare inevitabile

La partita di oggi rappresentava l’ultima cartuccia a disposizione di Vivarini per invertire una rotta diventata ormai insostenibile. Dopo il traumatico 5-0 subito a Palermo, la squadra abruzzese mostrava già segni evidenti di sfaldamento. Oggi, contro un Monza semplicemente superiore, il Pescara non è mai riuscito a essere pericoloso, mostrando una crisi di gioco e di identità che riflette tutta la difficoltà del momento. Con appena 8 punti in 12 giornate, il peggior avvio di sempre per il club, la posizione di Vivarini è diventata drammaticamente precaria. Fonti vicine alla società lasciano intendere che la sosta nazionale potrebbe essere il momento scelto dal presidente Sebastiani per un cambio alla guida tecnica.

L’ombra lunga del Catanzaro e di un amore finito

Il paradosso di questa situazione tocca corde profondamente emotive per i tifosi giallorossi. Vincenzo Vivarini non è un allenatore qualsiasi nella storia del Catanzaro. È l’uomo che ha costruito l’epopea della risalita in Serie B, il maestro di calcio spettacolare che ha regalato 17 anni dopo un’attesa interminabile. I suoi numeri restano leggendari: 67 vittorie in 114 panchine, un’esplosione di 223 gol realizzati e un’identità di gioco che ha conquistato una città intera. La separazione, il 27 giugno 2024, fu civile ma dolorosa, motivata da “programmi diversi” con la proprietà Noto. Le sue dichiarazioni d’addio, piene di riconoscenza per la società e i tifosi, risuonano oggi con un’amara ironia.

La storia, del resto, sembra accanirsi con Vivarini. Già nella scorsa stagione, mentre il Catanzaro di Fabio Caserta raggiungeva i playoff, l’ex tecnico giallorosso veniva esonerato dal Frosinone pochi giorni prima della gara in programma proprio al Ceravolo. Quel ritorno mancato pesò come un macigno. Oggi, il copione si ripete in modo ancora più crudele. Il Pescara è penultimo, senza idee e senza punti, e Vivarini rischia di non arrivare nemmeno all’appuntamento di venerdì 21 novembre, quello che per molti doveva essere il suo ritorno in quella che è stata casa sua per quasi tre anni.

Aquilani e il Catanzaro, tra presente e passato

Ad attenderlo al Ceravolo, se mai dovesse esserci, ci sarà Alberto Aquilani. Un tecnico di altra scuola e formazione, chiamato a guidare un ciclo nuovo dopo l’esperienza di Caserta. Il Catanzaro di Aquilani, reduce dalla batosta con l’Empoli ma con tre vittorie consecutive alle spalle, cerca stabilità e continuità. L’incontro con il Pescara rappresenta un’occasione per tornare a correre, ma l’eventuale assenza di Vivarini sulla panchina avversaria priverebbe la sfida di gran parte del suo fascino narrativo e del suo pathos emotivo.

Il destino, a volte, gioca beffardo. I tifosi del Catanzaro serbano per Vivarini un affetto profondo, un riconoscimento che va oltre i risultati immediati. Rivederlo al Ceravolo, però, in una veste così sofferente e perdente, sarebbe uno spettacolo straziante per molti. Forse, in cuor loro, preferiscono conservarne il ricordo intatto: quello del visionario in panchina, dell’uomo che ha reso possibile un sogno. Ora tocca alla società del Pescara prendere una decisione difficile, mentre il calendario corre inesorabile verso un venerdì di novembre che potrebbe sancire, definitivamente, la fine di un’era.

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